Umile, gentile, sorridente e super appassionato. Gabriele Cottini, per tutti "Cottix", aveva iniziato a gareggiare a 16 anni, e da allora non aveva mai smesso. Ha perso la vita domenica 14 settembre 2025 a Cremona, durante la gara della
Dunlop Cup 600. Vent’anni di corse, di sacrifici, di cadute e di ritorni, di vittorie e stava già assaporando un nuovo successo: nella Dunlop Cup. Nato in provincia di Siena (a Chiusi Scalo) il 27 novembre 1986, era un uomo dalle mille sfaccettature, capace di correre veloce in pista e dare il meglio nella vita quotidiana.
Viveva a Città della Pieve, in Umbria. Era padre: aveva una figlia di 7 anni ed una di 16. Loro erano la sua gioia più grande. Lo seguivano alle gare ed erano super orgogliose di lui. Tra le sue passioni anche il calcio ed i cani come si evince dal suo profilo Instagram. Nella vita quotidiana lavorava come tornitore meccanico e manutentore, era un uomo concreto e capace, che modellava i metalli con la stessa dedizione con cui affrontava le curve più insidiose delle gare.
Gabriele Cottini era capace di trasmettere positività e calore anche nei momenti più difficili. La sua vita era un delicato equilibrio tra lavoro, famiglia e moto, e lui lo sapeva vivere con pienezza e autenticità.
"Gabriele Cottini era uno di noi - racconta Sebastiano Zerbo - anche lui gareggiava da sempre, proprio come me. Era uno semplice, non se la tirava, salutava sempre... Era uno molto alla mano, con cui si chiacchierava, si scherzava. Nel paddock gli volevano tutti bene".
Toccante il post di Antonio Frappola, avversario di oggi
"Questo non dovevi farmelo...Ormai eravamo io e te a giocarci il titolo, avevi la fame, la fame di recuperarmi punti, di fare la battaglia quella bella e sana che facevamo dai tempi del National, ma purtroppo non è stato così. Stamattina (prima della gara fatale N.d. R.) sei venuto sotto la tenda da me a chiedermi se ero pronto, ed io ti ho detto di si, ero pronto per venirti a prendere e non darti vita facile lì davanti (perché questo weekend facevi paura), ma non mi hai dato modo nemmeno di provarci. Mai avrei pensato che quello sarebbe stato il nostro ultimo "in bocca al lupo" reciproco. Purtroppo questo sport Sto arrivando! essere bellissimo quanto terribilmente crudele a volte, ed in situazioni così c'è poco da fare quando c'è di mezzo il destino che comanda.
Mi sarebbe piaciuto dirti... ci vediamo a Vallelunga per lottare per il titolo, io e te, ma invece correrò io e ti porterò in sella con me, con tutta la passione e l'amore per le moto che ci mettevi".