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Donington Park nel 2005, sempre sotto la pioggia, aveva vinto la sua prima gara in carriera. Si è ripetuto
Julian Simon, sempre nella classe 125, questa volta per un'affermazione resa più difficile dall'evolversi della gara e più importante dai valori significativi di campionato. "Julito", complici gli errori dei suoi diretti avversari per il titolo, ha portato a 50 punti il vantaggio in graduatoria su
Sergio Gadea, scivolato nella prima parte di gara, ancor prima dell'arrivo della pioggia con conseguente bandiera rossa ed interruzione della pioggia. Una gara dai due volti, con la prima "heat" dominata da
Pol Espargaro (solo decimo sul traguardo), la seconda che ha aperto le porte a molti outsider, ma soprattutto a Julian Simon, intelligente nell'attaccare al momento giusto, ovvero all'ultimo giro.
Beffato dall'azione di Simon è stato
Simone Corsi, comunque sul podio dopo un primo via difficile, con un errore al primo giro che ha innescato una serie di carambole con protagonista, tra l'altro, il nostro
Andrea Iannone. Il pilota capitolino è riuscito a restar concentrato chiudendo settimo la prima "manche" per poi attaccare nella seconda, fino a lottare per la vittoria. Ci aveva sperato, ritrovandosi in testa al penultimo passaggio per la scivolata dello sfortunato
Marc Marquez, ma Simon ha avuto ragione. Il podio è stato poi completato da
Scott Redding, vincitore lo scorso anno, al primo podio stagionale con l'Aprilia RSA del team Blusens.
"Scotty" è così la salvezza del motociclismo britannico, dato che
Bradley Smith è scivolato alla ripartenza quando era al comando. Sono adesso più di 50 i punti di svantaggio da Simon in graduatoria, così come per
Andrea Iannone caduto nel concitato primo via. Nella classifica finale si trovano così outsider come Nakagami, Vazquez e Ranseder nelle posizioni di vertice, per una 125 che verso Brno ha un solo grande dominatore.
Cronaca di Gara
Pista asciutta, tutti con le slick: la partenza vede subito
Marc Marquez acquisire il comando, seguito da Smith, Gadea, Simon, Terol e le Derbi ufficiali di Espargaro e Olive. Il pilota valenciano del team Aspar decide subito di prendere la prima posizione, favorendo anche l'inserimento di Terol al secondo posto sempre a preceder Marquez, Simon e Smith. Si giunge alla chicane "Fogarty" e succede un vero e proprio "big one", maxi-crash all'americana: Olive scivola, Iannone centra un particolare della Derbi #6 e nella caduta coinvolge Bradl, Webb e Jordan, il tutto quando dietro Pesek centra Folger. Il risultato? Sette piloti coinvolti e fuori gioco, classifica almeno per le posizioni di rincalzo completamente inedita.
La corsa prende così interesse esclusivamente per la lotta al vertice, dove c'è un doppio gruppo di 4 piloti ciascuno: davanti Terol prende la leadership su Gadea, Simon e Marquez, dietro provano il riaggancio Espargaro e Smith tirandosi dietro la coppia Blusens,
Scott Redding con
Tito Rabat. Al quinto passaggio si fanno sempre più fastidiose le goccioline di pioggia sul tracciato: in previsione dell'evolversi degli eventi alcuni piloti cercano di dare il massimo, vedi Gadea, vedi soprattutto
Pol Espargaro che prende la prima posizione dopo una rimonta semplicemente esemplare, con un ritmo da qualifica.
"Polyccio" è nettamente il più veloce, ma il buon Marquez non demorde portandosi a ridosso con poco più staccati i connazionali Terol, Simon e Gadea, il tutto quando Smith prova a forzare per ottenere un ottimo risultato sul tracciato di casa. Valzer di ritiri, inizia Cameron Beaubier, prosegue
Tito Rabat che era in una buona ottava piazza alle spalle del compagno di squadra
Scott Redding, pur sempre idolo di casa e vincitore lo scorso anno. Vicini ai 2/3 di gara,
Pol Espargaro abbassa il ritmo e acquisisce in un lampo qualcosa come 1"5 di vantaggio sugli inseguitori, con il riproporsi del duello
Sergio Gadea Vs Nicolas Terol di grande attualità in queste ultime gare. La lotta tra i due è interessante, ma rovina tutto il pilota di Valencia al 13° passaggio, perdendo l'anteriore della sua RSA alla esse "Fogarty": ritiro, porte aperte a
Julian Simon che può allungare in classifica sebbene sia in evidente difficoltà, quinto preceduto da Smith
Passa un giro e la corsa viene interrotta per pioggia proprio quando Espargaro all'uscita della "Goddards", nonostante gli oltre 5" di vantaggio, scivola, vedendosi raggiunto dalla coppia composta da Marquez e Terol. Bandiera rossa, si ripartirà sulla distanza di 5 giri con la griglia di partenza designata secondo l'ordine della tornata precedente con Espargaro in pole affiancato da Terol, Marquez, Simon, Smith, Redding e Corsi in settima posizione: escluso logicamente
Sergio Gadea, non rientrato nei 5 minuti di tempo in corsia box.
Il nuovo via fissato alle 13:25 proietta Terol in testa alla prima curva, ma Smith sorprende tutti portandosi salvo volare a terra clamorosamente alla curva "Coppice": dopo il Sachsenring, altro zero pesante per il campionato. La leadership è così di Marquez su Terol, Corsi, Redding, Simon, Vazquez con Espargaro solo settimo. Ci vuol poco a capire quali sono i piloti più veloci in pista, ovvero Corsi e Simon che in coppia si portano a ridosso di Marquez: lo spagnolo della KTM resiste tuttavia, facilitando anche l'inserimento del suo rivale per la vittoria a Donington dello scorso anno,
Scott Redding.
Il pupillo di Emilio Alzamora, tuttavia, commette un errore di inesperienza al penultimo giro, quando all'ingresso della "Fogarty" viene proiettato a terra rovinando così una gara che poteva portargli la prima vittoria in carriera. La lotta per il successo passa così a Corsi e Simon, con lo spagnolo che riesce a conquistare il comando all'ingresso della "McLeans" vincendo così per la seconda volta a Donington in carriera, per un podio completato da
Simone Corsi e
Scott Redding. Quarto Terol che precede Nakagami, Salom e Zanetti, in campionato
Julian Simon è sempre più leader della classifica.
Alessio Piana