Gli ultimi annunci in casa Red Bull hanno movimentato l'ambiente Formula 1 in queste ultime settimane. Liam Lawson subentra al posto di Sergio Perez ma oltre al messicano c'è un altro pilota che esce ridimensionato dalla situazione: è Yuki Tsunoda. Il giapponese in coda alla sua migliore stagione (in posizione di classifica non di punti) rischia di essersi giocato tantissimo. Questo per via dei due nuovi arrivato: Lawson è andato nel team principale mentre Isack Hajdiar lo affiancherà in Racing Bulls. Si profila dunque la possibilità che Tsunoda debba cercarsi una nuova sistemazione nel 2026 e non è così scontato che un posto sulla griglia di Formula 1 si vada a liberare.
Tsunoda ha dimostrato che non è lì solo per Honda
Lo sappiamo bene come lavora l’Academy della Red Bull: cerca talenti in ogni parte del mondo e li lancia nell'arena molto velocemente. Ma lì viene il dunque: una volta portati nella stratosfera o si chiamano Sebastian Vettel o Max Verstappen, oppure, è un attimo scottarti e ricadere a picco. La realtà ci porta a ricordate che, quando Yuki è arrivato in Formula 1 tutti hanno pensato che fosse lì solo grazie alla Honda. La casa giapponese che fornisce i propulsori alla scuderia delle lattine e a quella di Faenza ha fatto un po’ di pressione per avere un nipponico sulla griglia. Una cosa lecita, ma sappiamo, come quando queste cose accadono l’attenzione sul pilota diventa maggiore.
I risultati di Tsunoda in questi 4 anni sono sempre stati nella norma, giungendo a punti in diverse occasioni, senza tuttavia, andare mai a podio. Il quarto posto è il suo miglior risultato in Formula 1 e questo può bastare per tenere il posto? Ovvio che no, ma va detto che la sua crescita in questi anni è evidente e quest’anno ha battuto regolarmente Daniel Ricciardo quando era suo compagno. L’asiatico è migliorato e sognava davvero di essere lui nel 2025 nel box con Verstappen. La Red Bull ha preferito a Yuki un pilota senza molta esperienza come Liam Lawson, con dalla sua delle prospettive importanti. Questo ha mostrato come la scuderia austriaca non punti del tutto sul giapponese e che forse sono pronti a salutarlo.
Horner ha parlato a riguardo
Il team principal Red Bull Christian Horner ha spiegato bene la situazione riguardo a Tsunoda. Yuki si trova da quattro anni in Formula 1 nel team B della Red Bull il che significa che il suo tempo sta per scadere. Questo perché Horner ha chiarito come la scuderia Racing Bulls serva a far crescere le nuove leve e capire se poi esse siano in grado di approdare nel team maggiore. Nulla di sbagliato ma ecco che queste parole sanno di addio a fine 2025 per Tsunoda con la famiglia della Red Bull. Isack Hadjar che sarà il prossimo anno il suo compagno nel team è un debuttante ed è evidente che ora la casa proverà ad investire sul franco algerino.
Oltre a ciò, la partnership riguardante i motori tra la Red Bull e la Honda sta per cessare. Dal 2026 a rifornire la squadra A e B delle lattine sarà la Ford con la casa di Tokyo che sposerà il progetto Aston Martin. La scelta della casa nipponica è anche figlia dello spostamento nel team britannico di
Adrian Newey che pare prediligere proprio i propulsori della casa giapponese. Un domino che pare sbarrare le porte a Tsunoda in Formula 1 alle fine del prossimo anno ed ecco perché il 2025 deve essere il suo anno. Yuki è pronto a dare tutto per dimostrarsi all’altezza della categoria?
Il 2025 sarà fondamentale per restare in Formula 1
Il 2025 di Yuki Tsunoda dovrà essere da vero “samurai”, dovrà gettare il cuore oltre l’ostacolo. Le parole e le azioni dei vertici Red Bull lo mettono ai margini del progetto. Yuki dovrà dimostrarsi capace di poter avere un’altra possibilità in Formula 1 cercando di convincere con le sue prestazioni una scuderia a puntare nel 2026 su di lui. C’è sempre l’incognita Cadillac, che porterà sicuramente a due nuovi piloti in griglia, ma non è detto che la casa statunitense scelga un giapponese, per due fattori su tutti. Un alfiere a stelle e strisce è molto probabile ed il secondo potrebbe provenire dall’Academy Ferrari visto che la casa di Detroit ha stretto una collaborazione per i suoi primi due anni con la casa di Maranello per quando riguarda i motori da usare. Tsunoda è dunque avvertito, servirà tutto sé stesso per rimanere in
F1.
FOTO: Visa Cash APP RB F1