La stagione di Formula 1 del 1995 è passata alla storia per la consacrazione di Michael Schumacher dopo il titolo vinto l’anno prima. Una consacrazione che avvenne grazie alla Benetton che mise in campo una vettura davvero solida che iniziò a scrivere la storia del mondiale ’95 proprio dal GP di Spagna. Quel 14 maggio di 30 anni fa a Barcellona ha molte storie dentro, una è appunto l’ascesa e le altre sono in un certo senso due addii. Che ci fecero capire che il mondo della
F1 stava cambiando o semplicemente, la Williams era pronta a tornare a graffiare. Stava, perché proprio in quel GP di Spagna mise in mostra tutte le lacune della FW17. Mettetevi comodi e torniamo indietro di tre decadi.
Un mondiale che pareva equilibrato
Le prime tre uscite della stagione ’95 furono all’insegna dell’equilibrio tanto che Damon Hill con la vettura di Grove aveva vinto due gare. Una invece, quella d’esordio stagionale era stata vinta da Schumacher e tutti prima della tappa iberica erano convinti che il mondiale si giocasse punto su punto. Una scuderia che pareva già fuori dai giochi era la McLaren con una MP4/10 nata male. Nemmeno il ritorno come propulsore Mercedes dopo la fallimentare parentesi con Peugeot, aveva aggiustato qualcosa. La vettura di Woking era così deludente che Nigel Mansell che era tornato in Formula 1 dopo la parentesi nelle serie statunitensi, aveva deciso di saltare i primi due round. Quello in Spagna era il suo secondo appuntamento, dopo il primo che era stato a San Marino e che fu disastroso come da pronostico.
Le qualifiche del sabato premiarono Schumacher che mise la sua Benetton davanti a tutti. Dietro la vettura Anglo-italiana vi erano quasi a sorpresa le due Ferrari con Jean Alesi a chiudere la prima fila e Gerhard Berger ad aprire la seconda. Hill non era andato oltre il quinto tempo, con David Coulthard con l’altra Williams che aveva fatto registrare il quarto crono. Le premesse, dunque, erano tutte dalla parte del pilota tedesco. La missione nella tappa catalana era quella di riprendersi la prima posizione nel mondiale di Formula 1 nei confronti del britannico.
La vittoria senza patemi di Schumacher
Lo scatto domenicale premiò l’alfiere Benetton che senza problemi girò per primo alla prima curva. Dietro di lui steccarono le rosse che vennero infilate da Damon che con la Williams riuscì ad avere uno scatto migliore. Le tornate si susseguirono e il teutonico riuscì a guadagnare nei confronti del rivale d’oltremanica portando la casa di Grove a cambiare strategia. La Williams decise di andare sulle tre soste ma fu l’unica con questo piano e non gli portò vantaggi. Le Ferrari sognavano il podio vedendo come era in difficoltà la casa inglese ma nel corso del 26esimo giro arrivò la doccia fredda.
Il motore della 412T2 di Alesi andò in fumo lasciando ai fotografi la foto della domenica per le prime pagine italiane. Il francese fu costretto al ritiro mentre si trovava in posizioni da podio. Berger tuttavia, era ancora in gara lasciando i tifosi della rossa ancora concentrati sull’evento. Nel mentre Johnny Herbert con l’altra Benetton risalì dalla sua settima posizione di partenza e si collocò alle spalle di Michael. Verso la fine della gara arrivarono i veri problemi in casa Williams, ovvero, le due FW17 ebbero un problema al cambio. Coulthard fu costretto a dieci passaggi dalla fine ad alzare bandiera bianca ma ad Hill forse andò peggio. Damon iniziò l’ultimo giro in terza piazza il che significava che sarebbe stato ancora leader del mondiale. Il fato volle che proprio quando il traguardo sembrava vicino, la Ferrari di Berger si face minacciosa e lo passò prendendosi la posizione da podio. Schumacher trionfò e tornò leader nel mondiale dando 50 secondi al compagno Herbert. La Benetton mise a segno quel giorno la sua seconda ed ultima doppietta in Formula 1, mettendo in cascina punti preziosi per il titolo Costruttori giunto poi alla fine del 1995.
L’amaro addio alla Formula 1 di Mansell
La doppietta Benetton non fu l’ultima cosa che accadde in un circuito di Formula 1, a partire da quel GP di Spagna di 30 anni. Ci fu anche un addio molto triste e molto rumoroso. Nel corso della decima tornata la McLaren di Mansell decise che il momento per il leone inglese di lasciare la F1 era giunto. Nigel si ritirò per un problema ai freni e chiuse ogni suo rapporto con la casa di Woking. Il Leone d’Inghilterra decise di tornare a correre in Indycar dove nel 1993 aveva vinto il titolo. Il pilota di sua Maestà è l’unico nella storia ad aver vinto un mondiale nel massimo campionato e uno nella massima serie statunitense. Finì così la carriera di uno dei massimi rappresentati di questo sport.
Trent’anni fa finiva l’esperienza di uno di quelli che ha reso questo sport uno sport per folli. Mansell non disse addio alle corse dopo quel 13 maggio ‘95, ma iniziò un girovagare tra vari campionati non tanto per trovare successi quando per divertirsi.
FOTO: Formula 1