Nel mondo delle corse la follia è un talento e l'edizione 1970 del Mondiale Formula 1 ha fatto epoca per questo motivo. Il vincitore era un austriaco che dava tutto e che della follia aveva fatto un’ideale. Tanto da perdere la vita senza mai gioire del titolo conquistato. Il nome di Jochen Rindt rimbomba sempre tra gli appassionati anche se la sua festa non si è mai consumata. 55 anni fa a Monaco andò in scena la gara che avrebbe consegnato Rindt al mito. Quella che più di tutti lo ha rappresentato come pilota e come uomo. La storia che andiamo a narrare è fra quelle che non ti aspetti che possano capitare su un circuito cittadino come quello del Principato. Allacciatevi le cinture e Buon viaggio!
Quella Lotus 72 nata male ed il ritorno alla 49
La terza tappa della stagione del 1970 si consumò, come detto, tra le strade della bella città della Costa Azzurra. Le prime due tappe non erano andate benissimo per la Lotus tanto da decidere un cambiamento radicale. Un ritorno al passato, non volendo più utilizzare la vettura 72 sperimentata nella tappa precedente in Spagna e tornare alla 49 nella sua versione C. Una macchina che ormai era vecchia di tre anni anche se aveva subito delle modifiche. La scuderia britannica non era certo tra le non favorite per il titolo di Formula 1, ma nessuno aveva fatto i conti con la voglia di Rindt. L’austriaco aveva tutta la fame del mondo e al suo secondo anno con la Lotus voleva il titolo. Un'idea sorta soprattutto dopo che nel 1969 aveva raggiunto la sua prima vittoria in carriera.
Montecarlo nel tempo non è mai cambiata realmente e quindi per vincere la tappa glamour della Formula 1 bisognava fare una qualifica perfetta. La qualifica premiò tuttavia, Jackie Stewart con la March davanti al compagno Chris Amon. Jochen non andò oltre l’ottavo tempo, quasi due secondi più lento del pilota britannico. Nessuno pensava che l’alfiere della Lotus potesse vincere. Nemmeno la scuderia ci credeva: i piani tecnici erano cambiati proprio per la considerazione che Montecarlo sarebbe stata una semplice tappa di passaggio. C’è una cosa che è cambiata rispetto alla Monaco di un tempo, l’imprevedibilità. Quella Formula 1 accendeva gli appassionati perchè le sorprese non mancavano mai. Domenica 10 maggio 1970 sarebbe stata una data ricordata a lungo.
Il folle GP di Monaco 1970 della Formula 1
Il sole scaldava una giornata perfetta sul Principato, colorando gli yacht nel porti e i grandi alberghi casinò. Alla partenza tutto sembrava andare nel verso giusto per Stewart che prese subito il largo. Nel mentre diversi piloti uscirono di scena per vari problemi tecnici ed uno rimarrà indelebile. Nel corso della decima tornata si ritirò Bruce McLaren per quella che sarà la sua ultima apparizione in Formula 1 prima di perdere la vita. Ritornando alla gara, l’alfiere della March mentre era saldamente al comando fù costretto al ritiro per colpa del motore Cosworth.
Jack Brabham si porta così in testa. Rindt in tutto questo non rimase a guardare e si mise in proprio ingaggiando mozzafiato. In meno trenta giri era risalito al quarto posto. Jochen riescì a passare anche Henri Pescarolo entrando in zona da podio. La fortuna gli sorrise nel corso del sessantaduesimo giro. Ovvero quando a cedere fù la sospensione della March di Amon mentre era secondo.
I 20 giri che fecero innamorare il mondo di Rindt
La gara a poche battute dalla fine sembrava finita visto che Brabham era in testa con ben 11 secondi e mezzo di vantaggio nei confronti di Rindt. Mancavano solo venti giri e furono i più folli della storia della Formula 1. Jochen voleva vincere a tutti i costi e dette vita ad una rimonta feroce. Venne fuori uno sparito musicale divino: l’austriaco della Lotus cominciò a farsi sotto mostrando tutto il suo talento. Passava tra le strettoie con delicatezza e tanta cattiveria, la gente iniziava a pregustare qualcosa di epico. Rindt era uno che non gestiva: o tutto o niente. All’ultimo giro Rindt era attaccato a Brabham ma veniva il difficile: bisognava capire dove passare l’australiano.
Uno dei finali più folli della storia della Formula 1
L’austriaco ci provò in tutti modi, non temendo nemmeno uno spigolo del minuscolo circuito monegasco. Jack, tuttavia, si mostrò freddo e lucido e non lasciò spazi, sino alla curva Gasometro, l’ultima del tracciato. Brabham pensava che fosse fatta ma davanti a se si ritrova dei doppiati. Va lungo nel tentativo di superarli e finisce contro le barriere che erano dei mucchi di fieno. Rindt lo passò, volando verso il traguardo dove incredibilmente il commissario di gara non sventolò la bandiera a scacchi perché stava aspettando Jack! Jochen vinse così una delle gare più folli della storia della Formula 1 con Brabham che rientrò in pista e gli finì alle spalle. Questa gara segnerà la svolta nel Mondiale che andò a vincere proprio Rindt. L’austriaco volò in cielo quello stesso anno, più precisamente il 5 settembre durante le qualifiche del GP d’Italia. Il destino volle che Jochen il 4 ottobre quindi un mese dopo la sua morte si laureasse campione del Mondo. Questo perché jacky IcKx non riuscì a superarlo in classifica. Quella gara di Monaco di 55 anni fa, rappresenta in tutto e per tutto quello che è stato Rindt. Un pazzo, un folle che ha corso ogni centimetro della sua vita come se fosse l’ultimo.
FOTO: Formula 1