Il GP del Canada è alle porte e questo 2025 a tinte papaya ha messo in luce il talento di
Oscar Piastri. Lo conosciamo bene e non è certo una MCL39 ai limiti della perfezione a farcelo scoprire, ma è pur vero che senza un’auto il talento da solo non basta. Quindi dopo aver vinto al primo tentativo la Formula 3 e la Formula 2 alla sua terza stagione in Formula 1 rincorre l’iride massimo. Il titolo è ciò a cui ambisce e ormai lo dichiara anche in conferenza stampa e che dei record gli importa poco, perché quelli sono quasi da contorno. Freddo verso l’obiettivo, che è poi la sua caratteristica principale.
Quelle 5 vittorie come due australiani del passato
Il 2025 è iniziato sotto il segno di Lando Norris ma con il tempo è venuto fuori Piastri che ha già vinto 5 GP. Nella storia della Formula 1 chi ha ottenuto così tante vittorie ad inizio anno ha poi raggiunto il titolo Mondiale ma la scaramanzia è d’obbligo quando di mezzo c’è lo sport. Oltre a ciò, Oscar ha raggiunto lo stesso numero di vittorie e che erano state raggiunte da soli due piloti australiani nella storia. Il paese oceanico ha sempre ricoperto un ruolo primario nel panorama dei piloti nella massima categoria, ma ultimamente non pareva più in grado di consegnare al mondo uno a livello di ambire al Mondiale Piloti.
Cinque successi in una singola stagione sono capitati a piloti australiani che poi hanno vinto il titolo. Jack Brabham fu il primo nel lontano 1960 quando poi s’impose
bissando così il successo dell’anno prima sempre con la Cooper. Dopo di lui capitò ad Alan Jones nel 1980 con la Williams nell’anno nel quale poi mise le mani sul titolo Mondiale. Insomma, una statistica importante che fa gola ma quando questo precdente è stato riferito a Piastri la sua risposta è stata schietta. il giovane classe 2001 ha fatto capire che a lui non importa l’aver raggiunto tale risultato come Brabham e Jones perché lui vuole eguagliare i suoi due connazionali nel laurearsi Campione del Mondo di Formula 1. Una missione che comunque passa, nel mettere in cascina vittorie di tappa e lui questo lo sa, inoltre, rispetto agli anni ’60 e ’80, oggi le gare in calendario sono di più ed arrivare a 5 successi è molto più semplice.
8 podi di fila come due mostri sacri della McLaren
Attenzione, l’aver raggiunto tali successi non è scontato anche perché la McLaren non la guida solo lui ma anche Norris. Quindi i trionfi raggiunti in quest’annata sono stati comunque sudati. C’è poi un altro record raggiunto da Oscar e questo è interno al team di Woking. Nella storia della scuderia britannica solo due piloti avevano raggiunto 8 podi di fila come ha già fatto lui quest’anno. Lewis Hamilton ed Ayrton Senna hanno fatto registrare prima di lui tale statistica. Hamilton raggiunse tale traguardo nel suo anno di esordio in Formula 1 nel 2007. Lewis si giocò il titolo fino alla fine quell’anno ma alla fine la gioia massima andò a Kimi Raikkonen con la Ferrari. Senna invece, lo raggiunse nel 1989 e alla fine di quell’anno si laureò per la prima volta Campione.
Ora, quando queste statistiche vengono mostrate qualcuno inizia a fantasticarci sopra ma la risposta di Piastri quale può essere? La stessa data per i piloti australiani che hanno vinto 5 gare in stagione. Lui rincorre l’iride mondiale e questi record che sta facendo gli servono solo per quello. Una mentalità forte che al momento fa capire anche perché è in vantaggio nei confronti di Lando. L’australiano sa quello che vuole e alle domande dove gli viene chiesto di altri piloti lui tira dritto su sé stesso. Pensare a sé stessi è ad oggi, l’arma più micidiale che il giovane Piastri sta mettendo in luce.
Una freddezza che in Formula 1 mancava da un po’
Le analogie con i piloti McLaren non finiscono qui, il suo modo di porsi molto freddo e riservato ricorda due grandi della casa d’oltremanica. Il già citato Raikkonen e il due volte Campione Mika Hakkinen. Il suo rimanere sempre concentrato può non piacere a tutti e lo fa sembrare uno scorbutico ma è il suo modo di essere. Il non esultare alle vittorie non è fatto con malizia ma è fatto perché lui vede le gioie di tappa come un percorso per arrivare al titolo di Formula 1. Questo giovane è l’opposto del rivale-amico Norris, che va detto pare anche lui aver capito che forse è meglio rimanere concentrati su sé stessi. Perché tanto molte volte l’esterno è solo un vortice che ti porta su, ma alla prima difficoltà ti sbatte per terra e ti fa malissimo.
FOTO: Formula 1