La prima vittoria per un pilota è sempre speciale, perché chiude un primo percorso e ne apre un altro. Il successo ripaga i sacrifici fatti n per arrivare a correre lì e per poi lasciare impresso in quel campionato il proprio nome per sempre. Il 12 luglio del 2009 era in programma la nona tappa del campionato di Formula 1, si correva al Nürburgring per il consueto GP di Germania. Il giorno in cui l’Australia tornò a primeggiare nel campionato madre e lo fece con Mark Webber. Un pilota che per arrivare a tale gioia attese non poco. Il nostro viaggio deve andare a ritroso di 15 anni.
La Brawn GP era la padrona della Formula 1
Il 2009 per la Formula 1 è stato uno degli anni con più veleni, dovuti alla genialità di Ross Brawn. Il doppio fondo sulle due BGP001 fu l’elemento che cambiò le sorti di quell’annata e portò all’epilogo che tutti conosciamo a San Paolo di Brasile. La stagione, quindi, fu un dominio della Brawn GP, ma questo solo nella prima parte, ovvero, quando il gap era molto elevato e le altre contendenti non avevano ancora gli aggiornamenti. La piccola scuderia di Ross non aveva una struttura alle spalle; quindi, restò la stessa dall’inizio alla fine. La Red Bull fu la prima a trovare delle giuste soluzioni ed era la vera antagonista della scuderia fenice.
La RB5 aveva interrotto il filotto della Brawn GP nell’appuntamento precedente a quello in Germania. Sebastian Vettel, infatti, aveva vinto due delle otto tappe sin lì disputate e l’ultima era stata proprio in Gran Bretagna. Nella terza prova invece, quella in Cina, il tedesco aveva portato la Red Bull al suo primo trionfo in Formula 1. Il punto era che nessuno in stagione era riuscito a fermare la scuderia britannica per due gare di seguito, ma la squadra delle lattine era sicura che il suo tempo stava per arrivare. I tempi erano maturi per tentare di riaprire il campionato. Tutto faceva pensare che il possibile vincitore del GP di Germania potesse essere Vettel, ma il Nürburgring è sempre speciale e le sorprese fanno parte di questo storico tracciato.
Il primo sigillo in Formula 1 di Mark Webber
Le qualifiche del sabato premiarono Webber che si prese la Pole Position davanti alla Brawn GP di Rubens Barrichello. Dietro i due candidati alla vittoria di tappa, con il leader di campionato Jenson Button con l’altra Brawn GP davanti a Sebastian. La partenza domenicale non sorride a nessuno dei quattro, tanto che alla prima curva in testa si ritrovò
Lewis Hamilton con la McLaren. Questo anche per via di un contatto, tra Webber e Barrichello con Mark che poi andò a toccare anche la McLaren di Lewis. Il britannico fù costretto a fermarsi per via di una foratura e la sua gara si concluse praticamente lì, mentre il pilota della Red Bull veniva sanzionato. Webber fù giudicato colpevole dai commissari per aver causato la collisione con Barrichello e gli viene inflitto un drive-through.
Mark rientrò quindi ai box per scontare la penalità, ma come sappiamo questa sanzione prevede il passaggio per la corsia box senza effettuare la sosta. L’australiano rientrò quindi dietro e la sua gara sembrava compromessa. Webber doveva fare le due soste ed ormai aveva accumulato ritardo dal leader della gara Barrichello. Nulla però fermò l’australiano, che dopo la prima sosta vera, iniziò a girare fortissimo tornando sotto al brasiliano. Il pilota verdeoro perse terreno per via dell’usura delle sue gomme e così dopo la seconda sosta Mark era in testa inseguito dal suo compagno di team. Webber volò verso il suo primo successo, cercato e voluto in una gara che lo vedeva spacciato dopo il primo giro. Dietro di lui il compagno Vettel e a chiudere il podio arrivò la Ferrari di Felipe Massa.
Un’attesa lunga 130 gare
Mark Webber non ha mai dimenticato quella gara di 15 anni fa. Questo perché la sua attesa per il primo successo in Formula 1 è durata ben 130 gare. Una gioia consumata sul podio, con l’Australia che tornava a vincere nel massimo campionato dopo ben 28 anni. L’ultimo era stato Alan Jones a Las Vegas nel 1981. Quella gara segnò anche la fine del dominio vero della Brawn che ritrionfò solo in Italia per poi vincere il titolo in Brasile grazie ai tanti piazzamenti, prima di scomparire alla fine dell’anno. La tappa tedesca mostrò che la Red Bull faceva sul serio, che il genio di
Adrian Newey era pronto ad esplodere anche con la casa austriaca, tanto che l’anno seguente arrivò il primo titolo. Un titolo che sognava Webber ma che però a detta sua non ebbe mai le garanzie di Vettel, storie di veleni che forse partirono proprio quel 12 luglio 2009. Il giorno in cui, Mark riuscì a realizzare il suo sogno ed era pronto a svoltare la sua carriera.
FOTO: social Formula 1