L’effetto
Franco Colapinto si fa sentire in Argentina, con il giovane che ormai è una celebrità nella sua Nazione. Tutti chiedono di lui, molti si domandano chi è questo ragazzo che è giunto sino al massimo campionato automobilistico. Domande che hanno portato le autorità argentine, soprattutto quelle locali di Buenos Aires a voler riavere un GP di Formula 1. Una notizia che come sempre va presa con le pinze, soprattutto nel paese Sudamericano, dove da anni vediamo cancellazioni di eventi inerenti al motorsport dovute alla grave crisi economica. Cerchiamo di capirne qualcosa in più, mostrando anche ciò che è accaduto a Dorna con il paese albiceleste.
Colapinto spinge la Formula 1 in Argentina
Quando un pilota di un paese arriva in Formula 1 è inevitabile che gli amanti di questo sport spingano per un GP in casa. Quello che stanno facendo gli organizzatori di Buenos Aires è giusto, vista anche la visibilità che ha raggiunto oggi la top class a quattro ruote. Gli organizzatori argentini incontreranno Liberty Media e la FIA ad inizio novembre, quando il campionato farà tappa in Brasile. Lì ci saranno i primi contatti tra le parti, per capire se qualcosa in più si potrà fare, oppure è soltanto un’idea campata in aria che si spegnerà a breve.
Il circuito c' è, ed è quello proprio della capitale argentina, che aveva ospitato la Formula 1 sino al 1998. Il Gran Premio ha avuto nel corso della sua storia diverse pause ma era presente già nel 1953 quando a vincere fu Alberto Ascari con la Ferrari. L’Argentina che nella prima epoca del campionato poteva contare su grandi campioni come Manuel Fangio e Jose Gonzalez, col tempo ha visto scemare questo grande pedigree di campioni vincenti. Nel 1998, come detto, si è arrivati all’epilogo, dove a vincere quella edizione fu Michael Schumacher, guarda caso, sempre con la Ferrari. Il progetto fu poi archiviato per sempre, ma adesso con l’avvento di Colapinto si vuole riportare in auge la struttura e la voglia del popolo albiceleste.
L’Argentina e il duro rapporto con Dorna
Il paese Sudamericano potrebbe ospitare la Formula 1, ma va anche chiarito che negli ultimi anni, gli eventi motoristici in quel paese hanno subito un duro colpo. La Dorna che gestisce i diritti della
MotoGP e della
WorldSBK ne sa qualcosa. Il Presidente Javier Gerardo Milei ha attuato una serie di tagli, che hanno portato alla cancellazione dei fondi inerenti anche agli eventi a motore. Questo ha provocato prima la cancellazione della SBK a San Juan Villicum e poi quello della MotoGP a Termas de Rio Hondo. Tutto questo fa pensare, che sia quasi impossibile che gli organizzatori di Buenos Aires possano ricevere fondi per ospitare il massimo campionato automobilistico.
La situazione in Argentina è molto seria, la soglia di povertà è altissima, tanto che le stime parlano di un quasi il 50% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà. Quindi è molto logico che al momento ci siano tagli sul “superfluo”, anche se da come si evince, le politiche di risanamento non stanno funzionando. Ora uscendo da questa tematica economica, cosa potrebbe spingere il Presidente Milei ad accettare un GP in Argentina? Davvero potrebbe essere Colapinto? Molto probabilmente no, ma un altro paese Sudamericano rivale sì. Il Brasile ospita da sempre la Formula 1 e sappiamo come sono i rapporti con l’Argentina, la voglia quindi di avere un GP di casa potrebbe nascere più dall’orgoglio che dalla voglia di puntare sui talenti locali.
Il tutto non tiene conto di una cosa
Franco Colapinto non ha un sedile per il prossimo anno in Formula 1 e non è detto che lo possa avere negli anni a seguire. La Williams punta molto su di lui ma non sì può prevedere il futuro. Vero che gli organizzatori non si sono fissati una data per riportare in patria il campionato, ma senza un pilota che ci corre, come faranno a spiegare di spendere tanti soldi in un momento così traumatico per il popolo argentino?
FOTO: social Formula 1