La FIA continua con la sua linea dura del politicamente corretto e così i piloti alzano la testa. La visione della Federazione è diventata insostenibile e come ha detto il sindacato dei piloti: “
non trattateci come bambini”. Il Grand Prix Drivers Association, l’associazione dei piloti, ha voluto dire la sua dopo mesi passati quasi ad abbozzare le richieste, talvolta folli, del presidente Ben Sulayem. Nel
GP del Brasile di Formula 1 è stata commutata un’altra multa, questa volta a Charles Leclerc per aver usato parole colorite durante la conferenza stampa postgara del GP del Messico. Oltre a ciò, ci si chiede dove finiscano i soldi di queste multe, che, come sappiamo, devono essere dichiarate per cosa verranno spese.
La corda si è spezzata con i piloti di Formula 1
Inutile girarci intorno, l’aria che si respira nel paddock di Formula 1 non è più sana, si ha troppa paura anche di esternare una frase colorita dopo 2 ore di gara in cui si è dato tutto. I piloti questa situazione non riescono più ad accettarla e così l’associazione che tiene conto dei loro diritti ha alzato la voce. L’ex pilota Alex Wurz a capo di questa associazione ha voluto specificare che i piloti non vanno trattati come bambini. Le parolacce che vengono dette, non sono per denigrare un collega, ma molte volte vengono usate, per errori o comunque per determinate circostanze che possono compromettere il risultato finale di un weekend.
La censura non piace a nessuno, soprattutto quando questa pare troppo esagerata. Nessun pilota dentro e fuori l’abitacolo ha usato parolacce contro un collega, contro un altro team o verso terzi, quindi perché tutto questo accanimento? Oltre a ciò, si è andata ad ingrandire un’altra faida che da tempo bolliva sotto la pentola. I piloti tramite la loro associazioni si dicono stanchi di non potersi vestire come vogliono. Gli orecchini, i braccialetti e le collane non possono essere più utilizzati e questo non va giù ai diretti interessati, principalmente ad uno. Lewis Hamilton fa della sua immagine una componente del suo personaggio e questo porta il sette volte campione del mondo di Formula 1 a non amare tale regola imposta dalla FIA.
La FIA pare non avere difensori
La posizione di Hamilton si era sollevata già altre volte, seguendo un po’ il copione dell’ex campione di Formula 1 Sebastian Vettel. Il campionato vive di regole fatte di buon senso, ma poi si va a correre in paesi dove non ci sono nemmeno i diritti essenziali, quindi a cosa serve tutto ciò? Lewis ha già alzato la voce contro il presidente Salayem e sappiamo quando il britannico sia efficace nella comunicazione. La FIA, quindi, pare sola in questa crociata contro le parolacce e contro questa mania nel voler negare il diritto dei piloti di indossare ciò che vogliono.
Lo diciamo e lo ribadiamo: agli appassionati di Formula 1 piacciono i piloti genuini, senza veli di convenienza. Quindi perchè insistere in questa inspiegabile crociata? a Soprattutto la GDPA ha aperto un nuovo fronte di battaglia, quello inerente alla fine che fanno i soldi provenienti dalle multe. Questi soldi non si sa dove vanno, anche questo è sconcertante perché sono entrate extra e di solito vengono utilizzati per scopi ben precisi. Quello della solidarietà, ad esempio, ma anche per la crescita di nuovi piloti. La Federazione mondiale dell’automobile sicuramente risponderà, ma questo attacco ci dimostra come i nervi sono tesi e che un passo indietro la FIA prima o poi dovrà farlo.
Max Verstappen non è più solo
Il primo ad aver iniziato questa battaglia contro la FIA è stato Max Verstappen che nel tempo ha sempre scherzato sulla faccenda. Ora tutti i piloti di Formula 1 lo seguono o, meglio, ora tutti hanno voglia di dire la loro perché sono stanchi. Questo clima di finto perbenismo deve cessare, perché sono le prodezze in pista che deve far parlare di questa splendido sport. L’associazione dei piloti ha tuonato per la prima volta, ora vedremo cosa succederà. Chissà se Matt Groening papà dei Simpson, avrà in mente di far riapparire il Barone birra in nuove vesti. Molti forse non ricorderanno quel personaggio di Homer, che in una puntata, lottava contro il proibizionismo dell’alcool. Il genio potrebbe riusarlo in chiave Formula 1.
FOTO: Formula 1