Formula 1: Jo Bonnier, il pilota che portò la Svezia alla ribalta  

Formula 1
venerdì, 31 gennaio 2025 alle 21:00
bonnier
La Svezia è una nazione del Nord Europa che n ci ha regalato tanti protagonisti del motorsport. Uno non lo direbbe, vista la posizione e il numero di abitanti, eppure, vi è stato un pioniere in Formula 1 proveniente proprio da quello Stato scandinavo. La storia ricorderà sempre il nome di Karl Joakim Jonas Bonnier nato a Stoccolma il 31 gennaio 1930. Viene sempre ricordato per una data in particolare, quella del 31 maggio 1959. Quando divenne il primo svedese a vincere una gara del massimo campionato. Bonnier per arrivare a tale trionfo dovette fare una scelta coraggiosa come quella di scappare di casa.

Le origini nobili stonavano con il mondo dei motori

Bonnier, come detto, nasce nella capitale e proveniva da una delle famiglie più nobili dell’intero Paese. Le sue origini, dunque, non lo portavano ad una vita all’insegna del motorsport, la finanza e i grandi salotti lo attendevano. Al massimo, il suo impegno sportivo poteva riguardare discipline nobili, soprattutto per la sua Nazione come lo Sci e gli sport invernali. Jo però amava altro: la benzina e il rombo dei motori ma ogni suo sogno pareva irrealizzabile per due motivi. Il primo famigliare, il secondo per via dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. La grande opportunità si presenta infatti nel dopoguerra, quando nel 1948 molti ancora frastornati. Lui decide di scappare di casa e di inseguire il suo sogno.
Il dopoguerra è fatto di grandi storie, di uomini che dal nulla sono emersi lasciando un segno tangibile nei libri e nel suo piccolo anche Bonnier lo fece. Scappato di casa non aveva nulla e decise così di iniziare ad alzare due soldi vendendo macchine usate. Certo, non era molto ma questo lavoro gli permise un anno dopo, di arrivare a conoscere altre personeche lo avvicinarono alla Alfa Romeo. La casa del Biscione gli diede la prima occasione di correre, esattamente nel 1955 quando si presentò al via della mitica Mille Miglia. Ora che il suo cuore si sentiva appagato vi era un campionato al quale voleva partecipare, uno nuovo, di nome Formula 1. Dopo aver corso per diversi team privati Italiani nel 1959 va alla Owen Racing Organization dove il 31 maggio di quell’anno con una BRM vince la sua prima gara in Formula 1. Bonnier divenne così il primo svedese a vincere nel massimo campionato e quello resterà il suo unico trionfo sino al ritiro dalla master class nel 1971.

Una brutta mattina a Le Mans

Lo abbiamo sempre detto, la Formula 1 è il massimo per un pilota ma la 24h di Le Mans è quella tappa ambita un po’ da tutti. È una classica, come la 500 Miglia di Indianapolis e ormai da un po’ lo è anche la 24h di Daytona. Bonnier era quindi felice quando la scuderia Lola gli concesse l’onore nel 1972 di correre la mitica gara francese. Il team britannico per quella gara in terra transalpina aveva osato a tal punto da portare sul circuito di Le Mans una vettura con delle caratteristiche simili a quelle di una F1. La vettura si chiama T280 e Jo guidò per una scuderia svizzera ed era la versione precedente della T290 che sfoggiava un team francese. Un particolare non di poco conto, ma non fu questo a segnare il destino dello svedese.
Bonnier correva insieme a Gerard Larrousse e a Gijs van Leppen e la loro T280 pare comportarsi bene, il motore Ford-Cosworth DFV va che è una meraviglia, talmente tanto che Jo forse non si accorge di una Ferrari. Sono le ore 08:30 in terra francese quando Bonnier si appresta a doppiare una Ferrari 365, ma qualcosa va storto. Il pilota Ferrari Florian Vetsch vedendo l’arrivo dello svedese si fa da parte, ma entrambi si spostano sullo stesso lato ed il contatto è inevitabile. La Lola prende il volo, decolla al tal punto che finisce nel bosco divaricando diversi alberi e disintegrandosi. Jo Bonnier morirà sul colpo e la gara verrà interrotta per due ore per poi riprendere, come era di consuetudine ai tempi.

Bonnier fece conoscere alla Svezia la Formula 1

La storia di Jo Bonnier fu essenziale per il popolo svedese, tanto che dopo di lui altri piloti approdarono in Formula 1, uno su tutti. Ronnie Peterson era svedese e il destino volle che anche lui perdesse la vita in un GP, ma riuscì nell’impresa di portare al trionfo di tappa la sua Nazione per ben 10 volte. Bonnier oggi avrebbe compiuto ben 95 anni e di storie da raccontare ne avrebbe avute a bizzeffe, io continuo a dire che una sia la più bella di tutte. Quella di aver lasciato un posto sicuro, una vita agiata per l’ignoto, un ignoto che lo ha si condotto alla morte, ma che lo ha reso felice sino a quella mattina a Le Mans.
FOTO: Formula 1    

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