Formula 1: Il sogno realizzato di Gabriele Rumi

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mercoledì, 04 settembre 2024 alle 21:30
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Il nostro racconto oggi parte da una domanda: quanti di voi ricordano la scuderia Osella Corse? Stiamo parlando di una squadra italiana, più precisamente di Verolengo in provincia di Torino. Osella Corse gareggiò in Formula 1 dal 1980 al 1990. Nel 1989 però, il team versava in condizioni economiche disperate e così Gabriele Rumi decise di acquistare il pacchetto. Nel 1991 gli cambiò il nome e divenne a tutti gli effetti il proprietario della scuderia. Rumi è un nome noto anche nelle moto, ma è solo omonimia. Gabriele era il titolare della Fondmetal, azienda che fin dagli anni produceva componentistica in varie leghe per l'industria auto. Acquistare un team ed aver visto correre le sue monoposto nel massimo campionato era un'aspirazione e probabilmente la fonte di maggiori soddisfazioni.

Il sogno di Rumi di arrivare in Formula 1

Gabriele Rumi era famiglia benestante. Grande appassionato di auto, compreso che al volante non era proprio un manico, decise di realizzare la passione per arrivare lì, in Formula 1. Negli anni ’80 la società inizia a sponsorizzare le prime vetture, entrando di diritto nel mondo del motorsport. Oltre a ciò, Gabriele decise di creare una nuova linea di produzione in azienda, rivolta alla commercializzazione di materiali per auto da corsa. Le porte, tuttavia, per arrivare nel circuis erano molto strette: difficile andare oltre una sponsorizzazione.  
Vincenzo Osella, un altro imprenditore con le corse nel sangue, invece era riuscito ad arrivare in alto. Ma dopo dieci anni di attività, non aveva più la forza per andare avanti. Gabriele Rumi decise di farsi carico delle spese della scuderia, per poi nel 1991 arrivare a creare il suo team. Nasce nel '91 il team Fondmental Fomet F1: sogno si era coronato. Questo ragazzo nato nella provincia di Brescia, proveniente da una famiglia di metalmeccanici da generazioni, era arrivato dove sognava di arrivare, non con poche fatiche e sapendo che ora la strada si faceva ancora più ardua.

La mitiche Foment per entrare in Formula 1  

Eccolo il 1991, l’anno in cui Gabriele Rumi entra come proprietario di un team in Formula 1, in anni in cui tutti gli occhi erano puntanti sul duo McLaren-Ayrton Senna. La stagione non partì bene, la vettura non era ancora pronta e così l’esordio negli USA fu fatto con la vecchia Osella, la FA1M-E. La prima auto della scuderia arrivò ad Imola per il GP di San Marino. L’attesa per questa Foment 1 motorizzata Ford era tanta ed aveva un solo pilota, Olivier Grouillard. I costi erano alti e quindi si preferì avere un solo alfiere, per abbassare il budget e concentrarsi meglio sulla vettura. La macchina però, non era delle migliori, anzi, si rilevò non altezza.  
Il pilota francese non riuscì mai a passare le prequalificazioni. In quel periodo le monoposto erano numerose, non c'era il numero chiuso, quindi qualifiche e GP andavano conquistati a suon di giri veloci. Olivier non fu felice della cosa, lui era lì perché proveniva dalla vecchia gestione della Osella, ma restò nella squadra grazie agli aggiornamenti di Richard Divilas. La monoposto migliorò un po’, con il pilota transalpino che in Belgio riuscì a qualificarsi e giunse decimo in gara. Quello fu il punto più alto, con Grouillard e la Fondment che poi si separano, lasciando la vettura per le ultime tre gare nelle mani di Gabriele Tarquini.  

Un sogno durato poco

Tarquini nelle ultime tre gare, si qualificò ben due volte, non riuscendo tuttavia ad arrivare a punti. Nel 1992 fu creata la GR01 sempre motorizzata Ford, ma in verità era la stessa macchina dell’anno prima con qualche miglioramento. Rumi provò a prendere anche un secondo pilota, lo svizzero Andrea Giorgio Chiesa. La stagione si rilevò un fallimento e così il team Fondmetal Fomet 1 si ritirò per sempre dalla Formula 1. Gabriele Rumi oggi avrebbe compiuto 85 anni, essendo lui nato il 4 settembre 1939. Purtroppo morì nel maggio del 2001 per via del cancro, ma siamo sicuri che se fosse ancora vivo, oggi starebbe raccontando ai nipoti di come realizzò il suo sogno. Non vinse mai, ma chi dice che conti solo il successo nella vita? I sogni sono ben più importanti, e lui loro aveva realizzato. Sono personaggi come Gabriele Rumi che, alla fine dei conti, che rendono il motorsport un mondo molto speciale.
FOTO: social Formula 1

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