Il 25 ottobre del 1964 la Formula 1 faceva tappa in
Messico per il suo decimo appuntamento dell’anno, l’atto conclusivo della stagione. Fù un finale epico, perchè tre piloti erano pronti a giocarsi il titolo, così come tre Costruttori erano in lizza per il Mondiale. Tuffiamoci allora nel passato, quando ancora le TV non trasmettevano la diretta, per cui stampa e radio erano le uniche fonti d'informazione per gli appassionati sparsi in giro per il globo.
Una corsa a tre
Alla viglia del GP Messico, come detto, la situazione di classifica era estremamente intricata. Al primo posto vi era Graham Hill con 39 punti con la BRM, seguito a 34 dal ferrarista John Surtess e chiudeva il terzetto Jim Clark con la Lotus: 30 punti. Nel mondiale costruttori invece, davanti vi era la Ferrari con 43 punti, la seguiva la BRM ad un punto e terza la Lotus con 37 lunghezze. La stagione di Formula 1 del 1964 fu molto strana: si disputarono parecchi GP a non validi per il campionato, favorevoli a Hill che però non fece punti in quelle occasioni. Avvenne nel 1964 anche l’esordio in Formula 1 della Honda.
Tutti aspettavano il verdetto di quella stagione così combattuta con una corsa a tre che vedeva i sudditi di Sua Maestà come protagonisti assoluti. L’unica invitata era la Ferrari in quanto marca, perché poi BRM e Lotus venivano sempre dalla Gran Bretagna. In quel weekend di gara, come non bastasse, continuava a far parlare molto la protesta di Enzo Ferrari nei confronti della Federazione Italiana. Per questo motivo le vetture del Cavallino Rampante che correvano di
colore blu e licenza statunitense. Le qualifiche del sabato premiarono Clark che tra i tre pretendenti era quello chiamato a rischiare di più. Vicino a lui si piazzò Dan Gurney con la Brabham. La seconda fila era tutta Ferrari con Lorenzo Bandini davanti a Surtess. Solo sesto a completare la terza fila il leader di quel mondiale di Formula 1, Hill.
La pazza gara del Messico di 60 anni fa
Lo spegnimento dei semafori premiò il poleman Clark che con la sua Lotus partì benissimo mantenendo la vetta della gara. Suertess invece ebbe un serio problema al via e così si ritrovò tredicesimo, rimontando in breve tempo fino alla quinta piazza. Hill era terzo posto, per cui nelle fasi iniziali del GP il titolo era nelle mani di Jim Clark. Graham non ci sta e passa il ferrarista Bandini, ma l’italiano dopo poco si rifà sotto e combina la frittata. Lorenzo con la sua Ferrari 512 tampona l’alfiere della BRM mandandolo in testacoda. Hill è così costretto ad una sosta e scivola in fondo al gruppo mentre Bandini prosegue senza problemi. Clark ora ha un’autostrada davanti a lui, è leader ed è ormai imprendibile.
La gara scorre con il pilota scozzese che gusta il sapore della vittoria ma al giro numero 63 dei 65 previsti accade l’incredibile! Clark rallenta di colpo, la sua Lotus ha un problema: il motore Climax stava cedendo. La vettura proseguì la sua corsa, a bassa andatura: il vantaggio era tale che il pilota immaginava di poterlo in qualche modo salvaguardare. La storia però,non è a lieto fine per Jim che viene passato da Gurney che diventa leader della gara. Successivamente lo superano anche Bandini e Surtees. Fine dei giochi per Clark, ma in quell'istante riprese vita il sogno di Hill che con il rivale terzo diventava lui campione del mondo. Ma non era finita: Formula 1 è un gioco di ordini di scuderia: la Ferrari chiede a Bandini di rallentare e far passare Surtees. Il pilota tricolore ubbidì accetta consegnando il Moniale all’alfiere del Cavallino Rampante.
Surtees campione Formula 1 e sette volte in moto
Gurney passa per primo sotto la bandiera a scacchi ma gli occhi del mondo sono tutti per il secondo, cioè Surtees, che si laurea campione del mondo di Formula 1 e diventa l’unico della storia della Ferrari a farlo con una colorazione in blu. Il britannico vincerà il suo primo ed unico titolo mondiale a quattro ruote ma era il primo in carriera. Lo Surtess infatti arrivò in Formula 1 dopo essere stato uno dei protagonisti assoluti del Motomomndiale: vinse tre titoli in 350cc e ben 4 nella 500cc. La Ferrari tornò a vincere il titolo Costruttori dopo tre anni e fu il secondo della sua storia. Il 25 ottobre di 60 anni fa è una data che non si dimenticherà mai, per un finale di stagione che fu tra i più thriller della storia.
FOTO: social Formula 1