Il tempo passa e tutto aggiusta. Ma di certo non ha rasserenato il rapporto tra Michael Schumacher e Damon Hill, lasciando un solco d’odio anche più grandie di quello tra Ayrton Senna e Alain Prost che nel tempo e con la scomparsa del campionissimo brasiliano si è progressivamente spento. Era la maledetta stagione 1994, era esattamente il 13 novembre quando ad Adelaide in Australia ci si arrivò a giocare il titolo. Divenne leggendaria per come andò a finire, per quel discusso o, meglio, drammatico trentasettesimo giro del GP d’Australia di Formula 1. Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro di 30 anni.
Schumacher aveva un solo punto di vantaggio
Il dopo Imola fu segnato dalla rincorsa Williams ai danni della Benetton e di Schumacher, che voleva pensare il meno possibile alla morte di Senna. La stagione del tedesco e della scuderia di Flavio Briatore partì subito forte ma la FIA ci mise del suo per far riaprire quel mondiale, visto che la qualifica del tedesco nel
GP di Gran Bretagna consentì a Hill di rientrare in corsa. Sembrava che quel mondiale dovesse per forza decidersi all’ultima gara, un modo come un altro per far dimenticare agli appassionati la tragica scomparsa del più grande pilota della storia della Formula 1.
Un solo punto divideva i due piloti con Schumacher leader e Hill ad inseguire. La Williams, come detto, era ritornata su e anche per il GP d’Australia pareva nettamente in vantaggio. Un vantaggio soprattutto di motore, in quanto il propulsore Renault montato sulle vetture di Grove poteva contare di una maggiore velocità rispetto a quello Ford della Benetton. Damon per vincere doveva finire davanti a Michael, ma paradossalmente il tedesco doveva fare uguale oppure, entrambi non devevano andare a punti. Le qualifiche per quel GP di Formula 1 premiarono la FW16B di Nigel Mansell con Schumacher secondo. Hill si prese la terza casella davanti alla McLaren di Mika Hakkinen.
La gara che cambiò la carriera di Schumacher
La gara partì con i due pretendenti all’iride che passarono Mansell e andando davanti a tutti, con Michael primo davanti a Damon. Nigel conosciuto con il nome di “leone” era tornato in Formula 1 dopo l’addio del 1992 per sostituire il compianto Ayrton. Mansell voleva vincere, ma al momento non ne aveva per stare con i primi due. I giri passavano con i pretendenti che si studiano, sapendo che le tornate sono 81. I due guidavano in maniera perfetta, ma l'imprevedibile era dietro l'angolo. assista per sempre. Al trentasettesimo giro la storia cambiò direzione.
Schumacher da eader sbandò alla curva East Terrace finendo contro il muro, con danni la sospensione della sua B 194B. il tedesco capì che per lui era finita, ma rientrò in pista, proprio mentre Hill si preparava a sorpassarlo pensando che il rivale gli lasciasse strada. I due entrarono in contatto. La Benetton di Schumacher pres il volo e finisce nella via di fuga. Hill proseguì, era convinto (o sperava...) che la sua Williams non avesse danni, ma non era così. Damon aveva la sospensione sinistra rotta ed una volta rientrato i meccanici ai box gli comunicarono che per lui il GP era finito. Schumacher quindi vinse con le buone o le cattive il suo primo titolo mondiale di Formula 1. Ovviamente il finale lasciò un fiume di proteste.
Gli appassionati di Formula 1 attaccarono Michael
Il contatto tra i due spianò la strada a Mansell che nel finale in realtà, dovette fare i conti con la Ferrari di Gerhard Berger ma alla fine vinse. Quella fu anche l’ultima gara in Formula 1 della Lotus e di Michele Arboreto. Il mondo però si era fermato alla tornata numero 37 che aveva consegnato il titolo all’astro nascente Schumacher. La vittoria del tedesco fu criticata da tutti, gli fu affidato il nomignolo di “antisportivo”, ma a lui e alla Benetton non importò. Ci riprovò nella sua carriera a fare la stessa manovra, nel 1997 ad Jerez, ma Jacques Villeneuve se lo aspettava, mandando nella ghiaia solo la Ferrari del teutonico. Che modo bizzarro per entrare nella storia, per uno che è poi diventato uno dei più grandi di sempre. Forse però i grandi sono così, all’inizio vengono sempre un po’ odiati, ma alla fine Michael fece pace con gli appassionati, cioè quando approdò in Ferrari riportandola al trionfo.
FOTO: Formula 1