Il campionato sta vivendo una pausa di un mese, che servirà a far ricaricare le pile a tutti i protagonisti. Una pausa che induce una domanda: la Ferrari può ancora dire qualcosa in questo campionato del mondo di Formula 1? La matematica non condanna la casa di Maranello, che però ha un bisogno disperato di saper capitalizzare di più dai weekend di gara. Questo ad oggi, pare il vero problema, visto che la SF-24 con gli aggiornamenti è migliorata sensibilmente, riportando i suoi due alfieri nelle posizioni che contano.
Dall’Ungheria in poi sempre passi in avanti
Il GP d’Ungheria ha segnato il ritorno del Cavallino Rampante nelle posizioni di vertice e lo ha fatto quasi sempre con Charles Leclerc. Il monegasco dopo la vittoria di Montecarlo pareva che gli fosse presa una maledizione. Fortunatamente ne sono usciti ed anche Carlos Sainz sta mostrando dei progressi. Dall’Ungheria a
Singapore, la rossa ha centrato il podio ben cinque volte, acciuffando la vittoria a Monza e mancandola di un nulla in Azerbaijan. Nella gara di Marina Bay però sono tornati i vecchi fantasmi, con errori ai box che sono costati cari.
La macchina è migliorata e, almeno sembrava, anche le strategie ai box. Negli ultimi anni la rossa ha sofferto per vstrategie scellerate ed anche di pianificazioni della qualifica inspiegabili. Questo sembrava essere superato, ma a Singapore qualcosa è riemerso, con il problema delle gomme fredde durante la Q3. Uno sbaglio che ha compromesso di conseguenza la gara, essendo quello asiatico un circuito cittadino. Queste imprecisioni vanno arginate se si vuole ancora dare un senso a questo 2024, perché la matematica ancora non condanna la casa di Maranello dalla lotta per il titolo costruttori di Formula 1.
Il titolo costruttori può essere ancora raggiunto
La classifica di Formula 1 recita così: McLaren 516, Red Bull 475 e Ferrari 441. Vero, di mezzo tra la scuderia italiana e quella di Woking ci sono 75 punti, un bello scoglio d’arginare. Lì in mezzo c’è anche la casa delle lattine che però, si trova in una situazione di difficoltà e lotta quasi sempre con un solo alfiere. Quindi la rincorsa rossa potrebbe starci, anche perché ad oggi, l’unica vettura che pare impensierire la MCL38 è la SF-24. Il problema, come detto, è quello dei cali di concentrazione, perché nell’ultima tappa, Leclerc poteva lottare con Lando Norris per la vittoria e forse anche Sainz sarebbe stato più vicino ad Oscar Piastri e contendersi il terzo gradino del podio.
Senza l’errore in qualifica, la rossa avrebbe minimo meno punti di svantaggio anche se fosse giunta dietro alle due McLaren. Punti in meno, che magari in un fine settimana su una pista più vantaggiosa alla scuderia italiana potevano essere recuperati e magari togliere altri punti alla squadra britannica. Serve trovare una quadra per lottare davvero, ma al momento pare difficile da raggiungere. Questo è un po’ il problema che attanaglia ormai da anni la Ferrari. Il lavoro di Frederic Vasseur si sta vedendo, ma come i suoi predecessori, ancora non riesce a sistemare queste lacune inerenti alle strategie, anche se va detto che un passo in avanti si è fatto.
Una Formula 1 competitiva piace a tutti
Negli ultimi giorni il CEO del circuito di COTA ha dichiarato che le vendite per il GP degli USA ad Austin non stavano andando bene. L’impennata di vendite c’è stata da quando la McLaren ha iniziato a recuperare rendendo incerti i due campionati del mondo. Ora immaginate cosa possa accadere se la Ferrari tornasse a lottare seriamente in Formula 1. Ci sarebbero molti più spettatori, perché per quanto ce ne vogliano, la rossa è amato in tutto il globo. La rossa quindi deve rifarsi sotto, non solo per lei ma anche per aiutare gli organizzatori dei GP per portare più gente nei circuiti.
FOTO: social Scuderia Ferrari HP