Il
GP del Messico è alle porte sarà un appuntamento evocativo non solo perchè ci sono i Mondiali Piloti e Costruttori ancora apertissimi. Sotto i riflettori c'è anche Fernando Alonso che toccherà quota 400 GP in carriera, un traguardo davvero affascinante.
Il suo obiettivo nel breve periodo è restare competitivo in Formula 1, poi sempre con Aston Martin proverà a puntare su nuove categorie. Nello scorso weekend Alonso però ha sofferto molto gli avversari nuova generazione. Ricordiamo che il pilota asturiano ha già compiuto 43 anni.
Alonso e quel voler smettere dopo il 2009
Fernando ha dichiarato che per l’occasione sfoggerà un casco speciale ed inutile ricordare ancora una volta il suo palmares. Quello che possiamo dire è che forse per la prima volta, Ferdinando mostra anche un lato di lui più nascosto. In un’intervista rilasciata al sito della Formula 1, il pilota spagnolo ha parlato di quando nel 2009 fù ad un passo da lasciare la scena. In quella stagione era in scadenza di contratto con la McLaren, e la storia la conosciamo bene. Alonso si era legato alla casa di Woking nel 2007 ed aveva firmato un contratto per tre anni. Un contratto che non fu rispettato, con le parti che si separarono alla fine del primo anno contrattuale, vista la difficile convivenza con un giovane rookie di nome Lewis Hamilton.
Quella separazione anticipata cambiò drasticamente i piani di Fernando che si riaccasò nel 2008 alla Renault prima del grande passo nel 2010 alla Ferrari. Questa rivelazione ci dimostra come quel brusco rapporto con Hamilton ha finito poi per allungare a dismisura la carriera in top class dello spagnolo due volte iridato. I suoi rapporti coi team con cui ha corso e coi piloti con i quali ha diviso il box sono sempre stati burrascosi, tanto che si prese una pausa alla fine del 2018 per tornare nella master class nel 2021. Possiamo dire che forse l’unico pilota con il quale è andato d’accordo è Kimi Raikkonen, ma questo grazie al carattere del finlandese che è uno a cui importa poco di chi lo circonda.
Il suo duro rapporto con i rookie
Ora però torniamo al 2007, cioè quando divise il box con un giovane Hamilton al suo primo anno in Formula 1. Alonso non sopportava che Lewis fosse veloce e fin dall'inizio scatenò una vera lotta interna, che si rivelò fratricida portando il titolo nelle mani della Ferrari. Sono passati tanti anni ma il rapporto con fra Alonso e i nuovi arrivati non è cambiato. Anche negli Stati Uniti d’America è tornato in scena un burbero Fernando. Lo spagnolo ha attaccato Liam Lawson che, secondo lui, gli aveva rovinato la Sprint dopo un contatto. La vendetta non si è fatta attendere: nelle qualifiche Alonso ha fatto di tutto per innervosire il giovane pilota della Racing Bulls.
Il tempo quindi passa, ma il nostro Nando resta sempre lo stesso. La sua voglia di vincere è la stessa di quando approdò in Formula 1 con la Minardi nell’ormai lontano 2001. Da allora sono trascorsi 23 anni, quasi tutti sulla cresta dell’onda. Ora combatte contro piloti che sono nati quando lui debuttava in top class. Forse si sente "vecchio", si spiega così la sua eccessiva aggressività? Certo, c’è solo da imparare da questo mostro sacro ormai prossimo ai 400 GP, ma è pur vero, che ancora non accetta che questi pilotini non gliele mandano a dire e lo sfidano apertamente in pista senza nessun timore.
La Formula 1 celebrerà il traguardo di Alonso
Certo questo è il suo carattere ma chi tra gli appassionati non adora Fernando Alonso? È un’icona vivente, un eterno ragazzo che sta disperatamente lottando per essere ancora competitivo alla sua età. Non ci pensa neanche a mollare, anzi ha dichiarato che nel 2026 desidererà guidare la prima la Aston Martin progettata da
Adrian Newey. Avrà tagliato il traguardo dei 45 anni, e vedremo davvero e questo pilota senza tempo riuscirà a mettere ancora tutti in riga, soprattutto i più giovani. Tornando a domenica è inevitabile che il taglio dei 400 GP sarà festeggiato a dovere non solo da Alonso ma anche dalla Formula 1, che ha trovato in lui un grande personaggio ed uno dei più grandi piloti della sua storia.
FOTO: social Aston Martin Aramco F1 Team