La
8 ore di Suzuka 2024, in programma nel week-end, regalerà la storia motociclistica verosimilmente più bella e commovente degli ultimi anni. Gino Rea, trascorsi 715 giorni
dallo spaventoso incidente nel corso della conclusiva sessione di prove libere dell’edizione 2022 della classicissima del Sol Levante, correrà domenica la
“gara delle gare” (di nome e ad personam). Con la Honda CBR 1000RR-R #777 di classe Superstock vestita con i colori del Wojcik Racing Team, il Campione Europeo Superstock 600 2009 tornerà ufficialmente alle corse (stavolta da pilota titolare…) proprio nel luogo del
“misfatto”.
IL RECUPERO MIRACOLOSO DI GINO REA
Era il 6 agosto 2022 quando Gino Rea, con una dinamica di fatto mai chiarita, finì rovinosamente a terra in prossimità della Triangle Chicane nell’ultima sessione di
“free practice” della
8 ore di Suzuka. Da quel momento l’allora portacolori F.C.C. TSR Honda ha vissuto un vero e proprio inferno. Con un primo bollettino medico a dir poco preoccupante: lesione assonale diffusa, frattura del forame trasverso cervicale ed occlusione dell’arteria vertebrale sinistra. Tuttavia, nelle settimane seguenti, segnali incoraggianti consentirono a
“Speedy G” di respirare autonomamente e infine di essere dimesso dall’ospedale, potendo addirittura incominciare a pianificare un clamoroso quanto prodigioso ritorno in pista.
IL RITORNO IN GARA
Risalito in sella a più riprese nei mesi successivi a Cartagena con una Honda CBR 1000RR-R, percorrendo anche
un giro dimostrativo in occasione della 24 ore di Le Mans 2023, questa domenica sarà di nuovo in gara con il Wojcik Racing Team. Squadra che lo aveva lanciato nel Mondiale Endurance e portato in auge fino al 2021.
“Riserva” di lusso a Le Mans lo scorso aprile, a Suzuka si alternerà nell’equipaggio titolare con Isaac Vinales e Artur Wielebski. Da Suzuka a Suzuka, una chiusura del cerchio simbolica. A prescindere da come andrà a finire, Gino Rea la
“sua” gara l’ha già vinta eccome…
SURREALE
"È abbastanza surreale, non c'è modo di descrivere ciò che sto provando" ha ammesso il 35enne ai microfoni del FIM EWC. “Gli ultimi due anni sono stati i più folli, frustranti e tristi che abbia mai avuto. L’incidente ha cambiato la mia vita e non sapevo se sarei mai tornato in Giappone. Che fosse per gareggiare, per andare in moto o anche solo per una vacanza. Non mi sembra ancora vero di avere l’opportunità di tornare a correre a Suzuka. Non l'ho ancora metabolizzato”.
CURVA MALEDETTA
Nella giornata di ieri Gino Rea ha preso parte ai conclusivi Test ufficiali pre-evento, mettendosi ben in evidenza sul bagnato. Gioco-forza non ha potuto fare a meno di ritornare con la mente al momento del crash: “Durante il mio primo giro ho guardato il muro appena sono transitato dal tratto incriminato. Non sapevo cosa pensare… quando l’ho superato, ho guidato con maggiore sicurezza. Come se mi fossi tolto un grosso peso dalle spalle. Mi sono detto ‘si, mi sono lasciato alle spalle il punto dove ho rischiato di morire’. Quando sono rientrato ai box stavo ridendo dalla felicità, mi sentivo meno stressato”.
“Mi torna in mente ogni volta che ci passo. Non puoi farne a meno, ma allo stesso tempo la maggior parte dell'attenzione deve essere incentrata sulla guida, la frenata, la strategia. Probabilmente perderò un decimo al giro in quel punto, ma non importa. Voglio solo superare indenne quel punto. Dopo l’incidente ho ricomposto i tanti pezzi della mia vita tipo un enorme puzzle. Questo è uno di quelli”.
GINO REA SOGNA IL PODIO
Oltre al desiderio psicologico di rivalsa, Gino Rea si presenterà ai nastri di partenza della 45esima edizione della 8 ore (
QUI la guida completa) con propositi ambiziosi:
"Come pilota vuoi sempre ambire al massimo risultato. Penso che con il Wojcik Racing Team #777 abbiamo il potenziale per salire sul podio di classe Superstock. Sarebbe un altro sogno che si avvera dopo il ritorno a Suzuka, la vera ciliegina sulla torta di una gara che considero tra le più importanti al mondo”.