24h Le Mans

Dalla 24h Le Mans l’inizio di una nuova era del FIM EWC

Il successo della nuova Yoshimura SERT, il flop di tanti big, una Superstock esplosiva dal livello esasperato: questo ci ha raccontato la 24h Le Mans 2021.

15 giugno 2021 - 15:55

Ci sono delle gare che possono segnare un’epoca. La 44esima edizione della 24h Le Mans può rappresentare persino l’inizio di una nuova era del Mondiale Endurance FIM EWC. Una tesi che si evince dall’andamento della contesa, dal livello esasperato, dal mutamento di una specialità che, pur conservandone inalterata la propria essenza, si è evoluta esponenzialmente negli ultimi anni. L’Endurance motociclistico è cambiato. In meglio, senza snaturarsi, semplicemente evolvendosi. Come sempre, con tante storie da raccontare.

RIVOLUZIONE VINCENTE

Chi ha sicuramente vissuto una rivoluzione interna è l’ormai (ex) SERT. La “Ferrari della specialità” nel dopo-Meliand si è rinnovata due volte, cambiando oggi persino la propria società e ragione sociale. Oggi non è più “la SERT“, bensì Yoshimura SERT con tutto ciò che ne consegue. Alla prima uscita, si è mostrata forte come non mai negli ultimi anni. Sempre in testa dal primo all’ultimo giro, senza mai sbagliare un colpo, rifilando distacchi abissali ai più diretti inseguitori dopo il prematuro KO della YART Yamaha, l’unica in grado di giocarsela alla pari in questa circostanza. Per una squadra che (per ora…) mantiene le proprie origini transalpine, un successo totale che fa spavento. La rossa GSX-R 1000 #1 ha sbancato Le Mans come succedeva soltanto quando la SERT correva contro… se stessa! Un’armata spaziale che festeggia sul podio con i suoi tre piloti, Gregg Black, Xavier Simeon e Sylvain Guintoli, ma anche con la situazione senza precedenti del doppio-team manager, Damien Saulnier (SERT) e Yohei Kato (Yoshimura). Se non ci saranno frizioni sull’asse Francia-Giappone, questo matrimonio è destinato a segnare un’epoca.

RIMPIANTI

L’Endurance è fatto di gioie e dolori, di soddisfazioni e di rimpianti. La YART Yamaha, capitanata dal nostro Niccolò Canepa, dopo 10 ore vissute in piena bagarre con la Yoshimura SERT ha salutato la compagnia con il motore cotto. Sventura analoga occorsa a Moto Ain, con Roberto Rolfo in sella ritrovatasi quarta alla prima uscita nella top class EWC. Una Le Mans dei “se” e dei “ma” per altri team, come per lo squadrone ufficiale BMW Motorrad, sul podio al culmine di una spaziale rimonta dopo rognosi problemi di natura elettronica nelle prime ore di gara.

La lotta tra Yoshimura SERT e YART Yamaha

Davanti alla nuova M 1000 RR, Kawasaki SRC ha fatto la sua gara con un prezioso secondo posto finale, confermando che la 24 ore rappresentano il pane quotidiano della compagine di Gilles Stafler. Qualcosa non ha funzionato invece per gli ex-detentori del trofeo di F.C.C. TSR Honda, per tutta la settimana di fatto mai in gara nella corsa per la vittoria. La CBR 1000RR-R, che viaggiava come un orologio proprio a Le Mans nell’agosto 2020, ha pagato dazio in termini di performance e sulla distanza. Risuona un campanello d’allarme, a maggior ragione se gli altri giapponesi (Yoshimura…) sorridono al Bugatti.

SUPERSTOCK ESPLOSIVA

La 24h Le Mans ci consegna la classe Superstock più competitiva e combattuta che si sia mai vista. Testa-a-testa dalla prima all’ultim’ora di gara, tempi spaziali (da top class EWC) per le squadre di riferimento, tutte belle attrezzate per puntare al gradino più alto del podio. Il quarto posto finale di National Motos Honda, lo testimonia. Per certi versi, un exploit inaspettato alla vigilia, considerando che, fino allo scorso mese di marzo, dovevano fare la EWC con la “vecchia” Fireblade. Con la nuova CBR RR-R e l’imposizione di passare alla Stock, la compagine dagli anni ’70 impegnata nella specialità ha disputato una gara irripetibile, in quanto semplicemente… perfetta: nessun errore, nessuna incertezza o battuta d’arresto in 24 ore e 3500 chilometri di gara. Nessun contrattempo, se non la vittoria e la conferma che parliamo di una struttura che sa vincere a Le Mans anche nell’assoluta, con riferimento alla memorabile edizione 2006.

National Motos in trionfo nella Stock

Se la Honda #55 si è presa il trofeo della 24 ore, la lotta per i restanti due gradini del podio (e per la quinta e sesta posizione assoluta!) ha visto tre squadre giocarsela fino-alla-fine, nello stesso giro, racchiuse a più riprese in meno di 30″. L’ha spuntata per il secondo posto BMRT 3D Kawasaki, con una storia da raccontare. Lo scorso mese di marzo ai Pré-Test ufficiali erano andate distrutte entrambe le ZX-10R: una a fuoco, l’altra dal demolitore. Grazie a partner storici ed ad una “tombolata” per raccogliere fondi, hanno potuto correre e conquistare un memorabile podio a Le Mans.

GRAND’ITALIA

Storie da Endurance, specialità veicolata nel migliore dei modi da una splendida realtà italiana che si chiama No Limits Motor Team. Per assurdo, la più bella notizia è che un podio a Le Mans ormai non fa (quasi) più notizia per la compagine di Moreno Codeluppi, già seconda lo scorso anno in gara e campionato. La “Nazionale italiana” dell’Endurance oggi è attrezzata per giocarsela sempre e comunque, lottando ai vertici per ambire al massimo risultato. Il prodotto di un lavoro certosino, del conoscere da 3 lustri abbondanti la disciplina, combinato alla passione e professionalità condivisa da tutti gli uomini e donne della squadra giallo-nera. Luca Scassa, Kevin Calia ed Alexis Masbou sono saliti sul terzo gradino del podio, con persino un pizzico di rammarico per una vittoria che poteva essere e non è stata per una caduta.

Ancora un podio per il No Limits Motor Team

L’Italia ormai fa la voce grossa nell’Endurance, che si parli di squadre o di piloti. Christian Gamarino con Kawasaki Louit Moto si è reso protagonista di una corsa impeccabile, con un ritmo velocissimo, spiccando per le sue indiscusse qualità in rimonta dopo una serie di disavventure iniziali (leva del cambio rotta e gomma fallata). Arpionato il secondo posto, un inconveniente proprio sul più bello ha compromesso la gioia di un podio, per quanto visto alla 24h, soltanto posticipata. Poteva essere una quarta posizione di classe per i fratelli Christian e Federico Napoli, profili che veicolano al meglio lo “spirito Endurance” per la loro abnegazione, sfortunati proprio sul finale. Dapprima per un problema alla batteria alla Kawasaki #91, successivamente per una caduta di Federico per evitare un pilota rimasto piantato davanti a se. Li rivedremo all’opera ad Estoril il prossimo mese di luglio così come il team AvioBike, fuori gioco nelle battute iniziali di questa 24 ore per una doppia-caduta, ma reduci proprio dal secondo posto di classe Stock alla 12 ore portoghese lo scorso anno.

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