Christian Gamarino

Christian Gamarino: “Kawasaki Louit Moto? Una bella opportunità”

Christian Gamarino dal Bol d'Or correrà con il Team 33 Coyote Louit Moto Kawasaki nel Mondiale Endurance: "Un team competitivo, mi hanno fortemente voluto."

29 agosto 2019 - 11:45

Nelle cosiddette “derivate dalla serie”, nel corso degli anni Christian Gamarino si è affermato tra i talenti emergenti del motociclismo italiano. In lotta fino all’ultima gara per la conquista del titolo Europeo Superstock 600 stagione 2013, il “Gama” nel successivo quadriennio ha preso parte al Mondiale Supersport, classificandosi anche nella top-10 finale di campionato. Sfumata la possibilità di correre nel World Superbike, dalla 24 ore di Le Mans 2018 il pilota di Masone è ormai presenza fissa del Mondiale Endurance FIM EWC. Una specialità dove Gamarino si è messo in luce sotto le insegne del No Limits Motor Team, guadagnandosi l’opportunità per la stagione 2019/2020 di difendere i colori del Team 33 Coyote Louit Moto. Con la squadra di riferimento della “Verdona” nella Superstock nonché “Junior Team” Kawasaki della categoria, dal Bol d’Or del 21-22 settembre prossimi Christian Gamarino avrà l’occasione di puntare in alto e, perché no, ad un top team della EWC per l’anno venturo.

Christian, dal Bol d’Or correrai con il team Kawasaki Louit Moto, immagino sarai molto soddisfatto…

Assolutamente! Il Team 33 Coyote Louit Moto è una delle squadre meglio attrezzate della classe Superstock, lo testimoniano i risultati da loro conseguiti in questi ultimi anni. Sono un team ben strutturato, molto forte, con un pacchetto tecnico decisamente competitivo. Sin dal mio primo contatto Fréderic Louit (titolare e team manager, ndr) mi ha fatto una bella impressione e mi hanno fortemente voluto in squadra. L’aspetto principale emerso parlando con loro è sono molto ambiziosi: vogliono vincere! Non soltanto il Bol d’Or a cui ci tengono particolarmente, ma anche la Coppa del Mondo di categoria.

Quando si è concretizzata la possibilità di entrare a far parte del Team 33?

Di fatto ci siamo parlati per la prima volta in occasione della 8 ore di Oschersleben. In quella circostanza ancora non si sapeva chi sarebbero stati i miei compagni di equipaggio, se Kevin (Manfredi) sarebbe rimasto o meno. Mi fa piacere sia ancora parte del Team 33 perché, sulla carta, possiamo affermarci come il team più forte della Superstock, con un’ottima moto e con il pieno supporto di Pirelli.

Tornerai inoltre in sella ad una Kawasaki…

Sì, sono contento perché, ultimo triennio a parte, ho sempre corso con Kawasaki tra Superstock 600 e Supersport. La Ninja ZX-10RR #33 la proverò per la prima volta in occasione dei Pré-Test (3-4 settembre, ndr) e successivamente nel weekend di gara, ma nell’Endurance si sta davvero tanto tempo in sella, pertanto ci sarà tutto il tempo di adattarmi alla mia nuova moto e squadra.

Passando al Team 33 Coyote Louit Moto hai dovuto prendere due scelte difficili. La prima, lasciare il team No Limits…

Non è stato facile e ringrazierò sempre il team No Limits che mi ha fatto conoscere l’EWC, oggi diventato il mio campionato di punta. Mi hanno accolto nel migliore dei modi e sono dell’idea che insieme abbiamo lavorato molto bene. Mi dispiace soltanto che non siamo riusciti ad ottenere quel risultato di prestigio che sicuramente meritavamo ed era alla nostra portata. Quando il team conquistato il podio al Bol d’Or 2018 purtroppo ero fuori gioco (caduta nelle prove pre-evento, ndr), mentre nelle altre gare spesso per qualche episodio sfortunato non siamo riusciti a ottenere un piazzamento in linea con il potenziale espresso. Siamo comunque rimasti in buoni rapporti ed è un’esperienza che porterò sempre con me e mi ha arricchito professionalmente.

L’altra scelta difficile è rinunciare alla tappa del CIV al Mugello per correre al Bol d’Or…

Sì, mi è dispiaciuto dover comunicare al team Tutapista questa mia decisione. Guardando alle prospettive di carriera, in questo momento per me correre in un campionato del mondo come l’EWC ed al Bol d’Or è irrinunciabile…

Parlando proprio delle tue prospettive, Louit Moto è in sostanza lo Junior Team Kawasaki: il tuo obiettivo per il futuro è correre in un top team dell’EWC?

Questo è il mio target. Correre con No Limits è stato il primo step, mi ha permesso di conoscere le corse di durata, mettermi in mostra e prendere le misure della categoria. Louit Moto è una squadra molto vicina a Kawasaki, pertanto entrerò a far parte di una struttura che può accelerare questo mio percorso di carriera. Con la squadra ho firmato per tutto il mondiale 2019/2020, quindi correrò con loro fino alla 8 ore di Oschersleben, poi per la prossima stagione spero ci saranno i presupposti per competere nella EWC con un team ufficiale.”

Nel calendario della stagione 2019/2020 è presente anche Sepang, un tracciato dove hai già corso nel Mondiale Supersport: cosa ti aspetti da questa 8 ore?

Sono dell’idea che sarà un evento incredibile! Si correrà su un tracciato molto bello, dove mi sono trovato bene nel Mondiale Supersport quando ci ho corso nelle passate stagioni. Sinceramente non vedo l’ora che sia dicembre per disputare questa gara. Mi piacerebbe in futuro correre anche alla 8 ore di Suzuka, magari si presenterà l’occasione già l’anno prossimo.

Corri nell’Endurance dalla 24 ore di Le Mans del 2018. Cosa ti piace in particolare di questa specialità?

Detto francamente, l’Endurance mi piace un sacco! Da pilota è il massimo perché puoi metterti in mostra su molteplici aspetti. Le gare sprint da 20 giri spesso non dicono tutto mentre qui, oltre alla velocità, entrano in gioco altri fattori. L’Endurance è una specialità completa dove ti puoi mettere in luce e le squadre ti notano a prescindere dal risultato: analizzano le tue performance, la gestione della moto, degli pneumatici, dei consumi. Qui hai la chance di metterti in mostra ed aprirti delle prospettive di carriera da pilota professionista. Inoltre il pubblico è fantastico, presente sempre in gran numero e molto appassionato, soprattutto in Francia. A mio avviso il promoter Eurosport ha lavorato bene e si sta impegnando per lo sviluppo dell’Endurance. Si sono visti già i primi risultati, penso che per il futuro l’EWC crescerà ancora. Perché no: sarebbe bello correre una gara anche qui in Italia….”

Sei un pilota professionista a tutti gli effetti, ma allo stesso tempo studente universitario: non è da tutti…

Sì, ho preso la decisione di andare all’Università nell’ultimo periodo, massimizzando il tempo libero a mia disposizione. Sono dell’idea che studiare sia importante, se non altro perché ti può garantire diverse possibilità per il futuro, anche al di fuori del motociclismo. Adesso si prospetta per me un settembre davvero impegnativo: tra i Pré-Test ed il Bol d’Or dovrò ridare l’esame di Storia Economica. Ho preso 21 quest’estate alla prima prova sostenuta, ma punto ad un voto più alto!

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