Danilo Petrucci Dakar

Danilo Petrucci saluta la Dakar: “Non cercatemi, non ci sono per nessuno”

Danilo Petrucci chiude la sua prima Dakar e ritorna in Umbria. Per l'ex pilota MotoGP e i suoi tanti fan sono state due settimane di emozioni intense.

14 gennaio 2022 - 23:11

L’ultima tappa della Dakar 2022 si chiude con il 32° posto di Danilo Petrucci, a 15’35” da Quintanilla. La prima esperienza nel Rally Dakar è un bel successo per il ternano che, senza il problema elettrico durante la seconda speciale, avrebbe lottato tra i primi quindici. Un risultato inatteso alla vigilia e che potrebbe incoraggiare a ritornare qui il prossimo anno. “Non so se ritornerò l’anno prossimo, ve lo dico la prossima settimana“.

L’ultima tappa di Petrux

Sabato pomeriggio ritornerà a Terni, ad accoglierlo in aeroporto ci sarà il padre e una cerchia di amici. Petrux ritornerà pieno di acciacchi e lunedì dovrà fare una risonanza magnetica per accertarsi delle condizioni fisiche della spalla dopo l’infortunio di giovedì. Anche nell’ultimo round ha rimediato una caduta quando mancavano le ultime due curve. “Stavo andando piano, non volevo peggiorare la situazione della spalla. Ad una ventina di chilometri dalla fine non riuscivo a controllare più la moto, avevo perso trazione, pensavo si fosse rotta la mousse della ruota posteriore, il salsicciotto al posto della camera d’aria e che tiene la pressione della gomma. A tre chilometri dalla fine sono cascato un’altra volta, mi sono fatto male al polso, quello che mi ero infortunato già a Jerez nel 2014. Spero di non aver peggiorato la situazione“.

Gli infortuni di Danilo

Per Danilo Petrucci la Dakar si è rivelata un’autentica odissea: prima il test sierologico falsamente positivo, poi il guasto e lo smarrimento di telefonino e tutti i documenti, comprese la carta di credito e la patente. Poi il podio annullato per una sanzione, diverse cadute e guasti tecnici sulla sua Ktm. Ma anche una storica vittoria che lo ha reso l’unico pilota al mondo a vincere sia in MotoGP che alla Dakar. “Non ho più un arto sano: dolore alla caviglia destra (infortunata agli inizi di dicembre, ndr), una botta al ginocchio sinistro, il gomito, il polso, la spalla destra. Oggi non sono contento, la sospensione dietro era rotta, perché non mi aspettavo che la moto si rompesse così tanto. Agli altri ragazzi della KTM è filata liscia, io ho la collezione di fusibili… il cammello nero…“.

Il ritorno a Terni

Domattina sveglia presto e si ritorna in Umbria. “Alle 08:00 mi passano a prendere per andare in aeroporto, domani voglio rivedere tutti i miei amici… Ci siamo emozionati insieme, sono le emozioni che ci fanno fare le esperienze, siamo il frutto delle nostre emozioni. Abbiamo condiviso tantissime cose che un giorno ci cambieranno e ci renderanno diversi. Sono contento di avervi raccontato la Dakar, adesso ci inventeremo qualche altra diretta. Ritorno a casa, mi hanno detto che devo bere birra per due giorni – ha concluso Danilo Petrucci – quindi non mi cercate, non ci sono per nessuno“.

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