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Dakar 2020: Il percorso in Arabia Saudita, il Regno della sabbia

Presentato il percorso dell'edizione 2020 della Dakar, diviso tra un labirinto di piste e le dune dell'Arabia Saudita. Nove italiani al via tra le moto.

21 novembre 2019 - 16:44

Si svolgerà in Arabia Saudita la 42a edizione della Dakar, la competizione più affascinante e pericolosa del mondo. Il Rally Raid scatterà a Jeddah il 5 gennaio 2020 e si concluderà 12 tappe più tardi a Qiddiyah, vicino alla capitale saudita di Riyadh. La presentazione del percorso questa mattina all’Arab World Institute di Parigi. I concorrenti si sfideranno per oltre 5.000 km di tappe speciali su un totale di 7.900 km. La prima metà del rally porterà gli equipaggi a scoprire un labirinto di piste in cui le abilità di navigazione saranno essenziali. La seconda parte della gara vedrà invece grandi protagoniste le dune dell’Arabia Saudita. Ben 315 i veicoli al via, 170 tra moto e quad.

LE TAPPE

Jeddah, il punto di partenza, era un villaggio di pescatori diventato uno dei porti più trafficati del mondo, nonché la porta di accesso dei pellegrini ai luoghi santi di La Mecca e Medina. Ora è nientemeno che la seconda città più grande del paese. La gara entrerà subito nel vivo con il primo terzo del rally che metterà alla prova le capacità di navigazione dei concorrenti, resa più complicata dalla moltitudine di tracce. Si corre poi vicino al Mar Rosso o al confine giordano per le tappe intorno a Neom e poi verso Al Ula: saranno i navigatori ad aprire la strada. Con sempre più sabbia, il percorso sarà ricco di insidie nel deserto tra Hail e la capitale Riyadh, che ospiterà la giornata di riposo. La gara continuerà e si intensificherà con la scoperta della vasta area desertica del “Quartiere Vuoto” del territorio saudita. Lì saranno contestate le importantissime tappe di Shubaytah e Haradh. Per la classifica generale occorrerà attendere però fino all’ultima tappa di Qiddiyah: la navigazione giocherà da ago della bilancia.

RIDURRE IL DIVARIO PROFESSIONISTI-AMATORI

C’è poi la volontà di ridurre il gap tra piloti professionisti e amatori. In diverse occasioni, nuovi roadbook già marcati verranno distribuiti pochi minuti prima dell’inizio delle speciali per ridurre il vantaggio che detengono le squadre ufficiali. Segnaliamo anche l’introduzione della “Super Marathon” per moto e quad, in cui saranno consentiti solo 10 minuti di lavoro sui mezzi. Non mancherà la più tradizionale tappa marathon (imposta su tutti i veicoli) il giorno prima dell’arrivo. Al fine di consentire ai meno esperti di continuare il loro processo di apprendimento, verrà concesso un “jolly” (in tutte le categorie) ai concorrenti costretti a ritirarsi. A differenza delle scorse edizioni, un pilota costretto al ritiro potrà continuare nella classifica “Dakar Experience”.

NOVE ITALIANI AL VIA NELLE MOTO

Il richiamo dell’oriente ha ricevuto un’ottima risposta con un incremento del 5% dei concorrenti rispetto alla scorsa edizione 100% Perù. Tra i 557 concorrenti iscritti in tutte le categorie, sono ben 53 le nazionalità rappresentate. Per quanto riguarda l’Italia delle moto, abbiamo nove esponenti tricolore al via di questa edizione. Jacopo Cerutti e Maurizio Gerini con le Husqvarna di Solarys Racing, Francesco Catanese con la Beta di TMF Racing ASD, Alessandro Barbero con la KTM di un team privato. Mirko Pavan con la Beta del NSM Racing Team, Alberto Bertoldi con la KTM di BMS Moto, Cesare Zacchetti con la KTM di un team privato, Fabio Fasola su Husqvarna (team privato), Matteo Olivetto con la KTM di ABC Old Farm Racing.

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