Ducati Panigale V4 R

Ducati Panigale V4 R nel BSB: i numeri non mentono

Ducati con la nuova Panigale V4 R è già sicura del titolo BSB 2019: le ragioni (ed i numeri) di un dominio con Redding, Brookes e Bridewell.

9 ottobre 2019 - 11:41

Se per la Ducati la stagione 2019 del Mondiale Superbike è all’insegna dei rimpianti, nel BSB può già festeggiare. Ancor prima della finalissima di Brands Hatch in programma tra una decina di giorni, la rossa ha conquistato anticipatamente il titolo del British Superbike con la nuova Panigale V4 R. Resta più soltanto da decidere chi tra Scott Redding, Josh Brookes o Tommy Bridewell scriverà il proprio nome nell’albo d’oro, ma di fatto il dominio mostrato nel corso della stagione 2019 è un attestato della competitività mostrata dalla nuova maxi-sportiva di Bologna.

DEBUTTO NON FACILE

Nel BSB la Ducati Panigale V4 R, almeno inizialmente, non ha avuto vita facile. La limitazione dei test (sole 6 giornate pre-campionato), l’imposizione con la “V4 R Rule” del limitatore a 16.000 giri ancor prima del via della stagione sono stati due scogli da superare. Il tutto combinato all’adattamento alla centralina unica MoTeC prevista dal regolamento BSB, non facile per una moto che non aveva pregressi riferimenti in pista se non a poche settimane dal via del campionato.

SUCCESSO TECNICO E DI UOMINI

Nonostante queste problematiche (ampiamente superate…), la Ducati Panigale V4 R si è affermata pronti-via come la moto di riferimento del BSB. D’altronde, non poteva essere altrimenti. Oltre al concentrato di tecnologia ed un indiscusso potenziale velocistico, la V4 R vince anche per elementi… umani. In sella ci sono i tre migliori piloti attualmente del circus d’oltremanica: un pilota che giustamente correrà nel Mondiale Superbike l’anno prossimo come Scott Redding, il più vittorioso del BSB in attività come Josh Brookes più un Tommy Bridewell che sta vivendo uno stato di grazia. Combinato alla professionalità di squadroni come Paul Bird Motorsport e Moto Rapido con i migliori tecnici sulla piazza, non poteva esserci altro risultato se non la vittoria.

AVVERSARI?

La teoria, legittimata dall’andamento del BSB 2019, invita a riflettere più che sul dominio Ducati, bensì sul rendimento altalenante della concorrenza. Kawasaki, dopo il titolo vinto con Leon Haslam, si è un po’ persa per strada tanto che il giovane Danny Buchan ed il privato team FS-3 sono diventati il riferimento della serie. Suzuki, a parte qualche exploit, è sparita. BMW? Forse troppo “acerba” con la nuova S1000RR. Per Honda e Yamaha una stagione in chiaroscuro. Anche per questo nessuno, chi di dovere compreso, si è azzardato ad ipotizzare eventuali contromisure regolamentari per penalizzare ulteriormente le Ducati Panigale V4 R. Moto che vince (domina), ma perché è tutto l’insieme a far la differenza. Non soltanto la moto.

NUMERI

Quel che è certo, Ducati nel British Superbike ha fatto la differenza con la nuova V4 R. Redding, Brookes e Bridewell, con quest’ordine, si ritrovano ai primi 3 posti della classifica e sono gli unici potenziali 3 piloti (di 6) ammessi allo Showdown tuttora in corsa per il titolo. Sono stati inoltre gli artefici di 19 vittorie in 24 gare, lasciando alla concorrenza le briciole: 2 vittorie a Kawasaki, 1 a testa per Yamaha, Suzuki e Honda. Un dominio ribadito anche dal numero di pole (9 su 11) e dal fatto che in 5 distinte gare i tre Ducatisti hanno monopolizzato il podio. Una moto vincente, a disposizione di piloti e team di livello. Nel motociclismo, a maggior ragione in un campionato di-e-per specialisti come il BSB, è l’insieme che rende possibile il raggiungimento di simili traguardi…

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