Superbike, Jonathan Rea

Superbike, Jonathan Rea 6 mondiali “In Testa”

Jonathan Rea 6 magico: il fuoriclasse padrone della Superbike raccontato da chi lo conosce bene. In libreria prende il volo la biografia del campionissimo

24 ottobre 2020 - 19:00

Il sesto titolo, abbondantemente annunciato, è finalmente arrivato. É stato sufficiente davvero poco – formalità dei numeri – perché Jonathan Rea mettesse le mani sul sesto sigillo consecutivo nel mondiale della Superbike. Semplice? No. Affatto. Nell’annus horribilis dello sport, con il motociclismo che non fa eccezione, dove la MotoGP regala otto vincitori diversi e un campionato sostanzialmente tutto da decifrare, nella Superbike il Re è uno solo. Sempre lui. Inutile dire che è tutto falsato, difforme, singolare. Il calendario corto e anomalo non ha cambiato i valori in campo. Se è facile dire “cosa sarebbe successo nel mondiale prototipi, se Marquez fosse stato abile e arruolato?”, altrettanto è complicato affermare che Rea abbia vinto per mancanza di avversari.

Jonathan Rea raccontato da chi lo conosce bene

Pensateci: Davies, Razgatlioglu, Bautista. Tutta gente che vuole, per motivi diversi, prendersi qualche rivincita. Soggetti che hanno scoperto, a loro spese, la differenza che passa tra vincere (qualche volta) e rivincere. Il re è nudo? Non esattamente. Qual’è il segreto della forza mentale del #1 della Superbike? Per scoprirlo abbiamo intervistato Olga Urbanovici a Imola, una donna che ha avuto un rapporto speciale con la famiglia Rea.

Prima di tutto, com’è la famiglia Rea, fuori dai circuiti?

“Persone meravigliose. Con ordini chiari: Tatia in casa è l’indiscussa azdora (in romagnolo, colei che comanda), mentre Jonathan è un perfetto uomo di casa.”

Ti stupisce il fatto che Jonathan Rea sia così forte, mentalmente?

“Assolutamente no. Credo anzi che la forza del campione del mondo consista nella sua capacità di rimanere “normale”. Intendiamoci però, sul significato dell’aggettivo: la tranquillità che gli deriva dalla concentrazione assoluta sul suo mestiere, sicuro che è circondato da valori veri.”

Rimane il fatto che i numeri sono impressionanti.

“Vero. Ma i numeri vanno conosciuti. Nella biografiaIn Testa: la mia autobiografia” (CdM Edizioni, 2019 illustrazioni a margine), Johnny ricorda come il vero segreto del suo successo sia stato quello di sapere ciò che si vuole. Vincere nello sport, come nella vita.”

Un solo fatto di atteggiamento, quindi?

“Non credo. Se conosci bene Tatia, o la famiglia Rea, puoi capire. I figli, la tranquillità di un rapporto forte, la concentrazione assoluta. Johnny chiama la sua squadra “la mia terza famiglia”. La prima è quella, meravigliosa, con la moglie Tatia e i figli Jake e Tyler, mentre la seconda è rappresentata dal padre, dalla madre e dai fratelli. La terza è la sua squadra, con cui Rea ha un rapporto davvero speciale.”

Un uomo, un’attitudine. Vincere.

“Per capirlo basta leggere il libro che parla di lui. Rea è un family man che non nasconde né ambizioni, né talento. Un uomo tranquillo che sa che la sua forza consiste nel suo talento e nella focalizzazione assoluta che deriva da un ambiente che sa metterlo in condizioni di esprimersi al massimo.”

Foto: Instagram

1 commento

quattordici800_14945882
5:52, 25 ottobre 2020

Semplicemente un grandissimo!!!!!anche se cavolate altrui,vedi bau bau l’anno passato,hanno dato ancora più lustro a questo pilota dal carattere e dalla determinazione inesauribili…..che dire?COMPLIMENTI

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