La dislessia è sempre più diffusa in Italia e spesso viene vissuta come un dramma. Le umiliazioni scolastiche sono una costante e l'autostima è sotto i piedi.
Tanti ragazzi con Disturbi Specifici dell'Apprendimento hanno il terrore di non poter fare carriera, in nessun ambito. Sbagliato. Nel motorsport vari piloti sono diventati del fuoriclasse pur avendo una diagnosi di DSA.
Lewis Hamilton tra i banchi di scuola si sentiva un estraneo, prigioniero di lettere che non volevano stare al loro posto e di un sistema che lo giudicava senza capirlo. Solo a diciassette anni quella confusione trovò un nome: dislessia. Oggi il sette volte Campione del Mondo di Formula 1 corre con la consapevolezza che quel modo diverso di vedere il mondo non era un limite, ma il segreto della sua visione straordinaria. Quello che un tempo era il suo silenzioso tallone d'Achille è diventato il messaggio di speranza per i tanti ragazzi alle prese con i PDP e lezioni con i tutor DSA.
Nel mondo del motociclismo ci sono vari campioni che hanno affrontato i DSA. Molti preferiscono non parlarne, questo problema viene vissuto come uno stigma.
Kenny Roberts Jr però ha raccontato varie volte come la scuola fosse una sfida costante e come quando saliva in sella l'unico momento in cui tutto "seguiva un filo logico". La sua capacità di analizzare il comportamento della moto era leggendaria nel paddock.
Scott Redding ha dichiarato varie volte di essere dislessico. In un'intervista aveva raccontato come la scuola fosse un "incubo" per lui. La dislessia lo faceva sentire inferiore agli altri. Aveva lasciato gli studi molto presto per trasferirsi in Spagna a correre proprio perché il sistema scolastico non riusciva a gestire il suo modo di apprendere. Questa condizione ha rappresentato una sfida influenzando il suo percorso educativo prima di dedicarsi con successo alla carriera in MotoGP e Superbike.
"I couldn't read a book, but I could read a racetrack" (non sapevo leggere un libro, ma sapevo leggere una pista).
La dislessia non ha ostacolato però la sua capacità di imparare a gestire moto complesse e di competere ai massimi livelli. Nel motociclismo ha trovato la sua dimensione diventando uno dei piloti più noti e amati. La sua storia dimostra come le difficoltà di apprendimento non precludano il raggiungimento di risultati eccellenti nel mondo dello sport professionistico.
"In Testa": su
Amazon puoi acquistare l'autobiografia di Jonathan Rea, sei volte campione del mondo Superbike