Manuel Dal Molin, 5 titoli CIVS "A 39 anni mi reinvento ancora"

Storie di Moto
martedì, 26 novembre 2024 alle 14:30
dal molin civs 2024
"Sono sempre stato un amante del motorsport a 360°, mi piaceva praticamente tutto. Ho sempre avuto una passione immensa, non si può descriverla. E a quasi 40 anni mi rimetto ancora in gioco!" Manuel Dal Molin, pilota/lavoratore classe 1985 della provincia di Treviso, cinque volte Campione Italiano Velocità in Salita (l'ultima volta proprio in questo 2024 in 600 Super Open), descrive così la passione per le moto che lo spinge ad affrontare ulteriori nuove sfide l'anno prossimo! Nato a Montebelluna, vive ad Arcade e poco lontano, a Giavera del Montello, ha cominciato da piccolo a girare solo per i boschi del Montello, ma solo tempo dopo ha iniziato a frequentare la pista da cross lì presente. È iniziata lì la sua carriera in moto, anche se le prime gare ufficiali le ha fatte ad oltre 20 anni. Alla soglia degli "anta" può vantare parecchi successi e tanti nuovi capitoli iniziati, ma Dal Molin è ancora a caccia di nuovi stimoli ed il suo 2025 sarà proprio questo. Vi raccontiamo la sua storia e le idee.

Manuel Dal Molin, quando comincia la tua storia di moto?

Ho iniziato ad andare in moto a 5 anni, ma fino a 24 anni non ho mai fatto gare e non sono mai andato in pista. I miei genitori mi portavano a vedere le gare di moto al MX Giavera Park [pista di motocross a Giavera del Montello, Treviso], a 5 minuti da casa mia, ma erano contrari alle competizioni. Ci ho pensato quindi solo dopo aver preso la patente a 19-20 anni, e ho cominciato con qualche gara sociale col cross. Nel mentre avevo finito le scuole e lavoravo come programmatore delle macchine CNC [ad es. torni, fresatrici, macchine per il taglio laser, ndr]. Col cross però mi sono subito rotto un ginocchio e sono rimasto fermo per un po'. La prima gara vera e propria quindi è stata a 24 anni.

Dove è partito il tuo percorso nelle corse di moto?

Nel 2009 ho disputato il Campionato Triveneto Supermoto, sono stato sempre tra i primi nella categoria Rookie. Nei primi anni però ci sono state tante rotture, cadute... Diciamo che all'inizio le cavolate le fai, è normale, poi ero anche autodidatta, facevo tutto io, senza sponsor né una struttura di supporto. Sono partito col motard e una Honda 450 perché avevo il ginocchio sempre un po' instabile, quindi ho cercato una specialità in cui non dovevo sforzarlo troppo. L'anno dopo ho ripetuto il Campionato Triveneto/Romagnolo, salendo di categoria, mentre nel 2011 sono passato alla classe Expert con una Suzuki. I risultati stavano arrivando, mi ero iscritto anche al campionato italiano e mi stavo preparando col Team Baroni, ma ho rotto la moto la settimana prima e non sono riuscito a prepararla.

Segue una piccola pausa e poi il primo cambio, giusto?

Sono stato fermo, ma non esattamente per problemi economici. Piuttosto ero amareggiato dal business, dal costo che c'era dietro nel motorsport. Mi chiedevo se era veramente la disciplina adatta a me. Ho provato a voltare pagina e sono passato al flat track: sono sempre stato un fan del traverso e del mondo dell'ovale. A 14-15 anni avevo anche fatto dei corsi con la Federazione dello Speedway sempre a Giavera del Montello. Mi sono quindi buttato e fatalità, facendo le prove, il tecnico sportivo della federazione mi ha visto e mi ha convocato per una gara internazionale di flat track all'EICMA. Per poco non sono arrivato in finale!

Manuel Dal Molin, arriva poi il primo titolo.

Nel 2012 ho disputato il Campionato Italiano flat track, un anno di apprendistato ma direi che è stato amore a prima vista. Ero sempre da solo e con una mia moto. Sempre in quell'anno mi hanno convocato in Coppa del Mondo e sono andato a Praga, non è andata poi male. Nel 2013 i risultati sono migliorati continuamente: sono partito a metà gruppo, man mano mi avvicinavo sempre di più alla zona del podio. L'anno dopo mi sono detto che dovevo fare le cose fatte bene o era meglio voltare pagina.

C'è quindi un bel cambiamento.

Ho contattato Fasciani Corse, squadra marchigiana che aveva vinto la Coppa del Mondo, e abbiamo trovato l'accordo. Per la prima volta facevo parte di una squadra, avevo anche due moto e un meccanico. Sono riuscito a fare qualche podio, dovevamo anche sviluppare una nuova moto, ma qualcosa non andava e alla fine abbiamo deciso di chiudere. È stato un anno molto utile e ho dei bei ricordi, soprattutto avevo iniziato a fare il pilota come desideravo. Il 2015 però è stato un po' come il 2011: vedevo che tanti piloti avevano molte possibilità di allenarsi, mentre io non avevo le possibilità né il tempo, visto che anche un lavoratore.

Ma non ti sei fermato, tutt'altro.

Mi sono domandato se dovevo appendere il casco al chiodo, poi mi sono risposto "Ma anche no!" C'erano invece queste gare in salita che mi attiravano da tempo, mi sono detto perché non provare. Ho voluto iniziare col motard per vedere come me la cavavo, sempre da solo. Nel 2016 inizio il Campionato Italiano Velocità in Salita con Dreams Racing, con cui sono rimasto fino al 2022. Faccio la prima gara, la Leccio - Reggello, e vinco davanti al campione europeo! Per tutto l'anno ho lottato per la vittoria, alla fine sono arrivato 2° nella categoria Supermoto.

Manuel Dal Molin, cominci poi a vincere.

Nel 2017 ho cambiato moto e sono passato ad una TM 660: ho vinto tutte le gare ed il campionato! L'anno dopo lo stesso, nel 2019 sono tornato al 450, ma per una manciata di punti sono arrivato 2°. Un anno in cui però ho avuto non pochi problemi col ginocchio: a fine 2019 quindi mi opero a crociato, menisco, cartilagine, tutto quanto, e me lo rimettono a nuovo per la stagione 2020.

In quell'anno però cambi ancora, hai "un'altra idea".

Ero sempre in dubbio, non sapevo se appendere il casco al chiodo. Invece a quasi 35 anni mi sono detto che se non provavo con le Supersportive non lo facevo più. Più che altro era una scommessa con me stesso, e volevo farla bene, quindi praticamente ho ricominciato da zero. Ho iniziato ad allenarmi con le Ohvale, poi con una Aprilia 125. Nel 2020 però ecco il Covid, hanno fatto lo stesso qualche gara in campionato ma non me la sono sentita e ho pensato soprattutto alla riabilitazione.

Tutto rinviato di un anno, poi riparti con la nuova sfida CIVS.

Il 2021 comincia al Passo dello Spino, arrivo preparato mentalmente e fisicamente, ma senza sapere minimamente cosa aspettarmi. È stato un anno bello, anzi uno dei più belli, è stato una risposta ai miei dubbi: ce l'ho fatta anche con quelle moto! A fine stagione ho deciso di passare alla Supersport 300: la KTM 390 non mi piaceva più di tanto, ma l'anno dopo ho comunque vinto il campionato. Mi sono detto poi che ero pronto per la 600: sono passato a Cadoneghe Squadra Corse e mi sono lanciato in Super Open, la categoria più combattuta. Un anno che non mi aspettavo, sono andato subito forte e ho anche vinto la mia prima gara.

Finisce così il 2023 e ti prepari per questa stagione appena conclusa.

Ho cambiato di nuovo squadra, sono stato ingaggiato da Polenteam di Verona e ho corso con una Triumph Daytona. L'obiettivo 2024 era chiaramente portare a casa il titolo. Devo dire che è stato abbastanza facile: mancava il mio diretto avversario del 2023, Maurizio Bottalico, e ho vinto tutte le gare, a parte una a Frosinone. Lo ammetto, tra me e me avevo anche già iniziato a pensare al 2025:. Sono stato molto contento della stagione perché sono riuscito a migliorare su tutti i percorsi italiani.

Manuel Dal Molin, c'è un'ulteriore nuova sfida nel 2025, giusto? Anzi, più di una.

Ad agosto di quest'anno, a 39 anni, sono andato in pista per la prima volta! L'anno prossimo ho intenzione di fare qualche gara in IRRC, International Road Racing Championship, quindi ho iniziato ad allenarmi in maniera diversa. Ho cominciato a Grobnik e anche lì è stata una sorpresa, sono andato subito forte. Da lì mi è venuta l'idea di fare anche qualche gara in Alpe Adria l'anno prossimo, in una categoria della 600. Se c'è tempo farò anche una gara in salita, non vorrei abbandonare quel mondo.

Cosa ti ha colpito di più di questo "debutto" in pista?

Sicuramente la velocità! Mi sono poi accorto che avrei dovuto fare allenamenti diversi anche prima, mentre col discorso delle gare in salita mi sono sempre concentrato su circuiti poco veloci ma molto tecnici. Andando su piste veloci mi sono invece completato: imparo nuove tecniche, la percorrenza in curva... Ora più sempre mi sento completo sotto l'aspetto tecnico.

Non un campionato completo nel 2025, ma un insieme di "prove".

Sarà un anno rivoluzionario, una stagione di passaggio, anche se io quando provo una gara lo faccio per vincere. Ma non farò un campionato completo, voglio provare nuovi ambienti e trovare nuovi stimoli, diciamo che mi reinvento ancora. Rimarrò con Polenteam, ma sto parlando anche con altri per valutare un eventuale appoggio a livello di supporto tecnico. Anche perché sto valutando l'ipotesi di cambiare moto, sto pensando a Yamaha o al Kawasaki Ninja. Al momento è ancora tutto da definire, ma sono già molto gasato!

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