Galliano Park "Il 16 maggio si è fermato il tempo ma non molliamo"

Storie di Moto
venerdì, 23 giugno 2023 alle 19:15
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A Galliano Park s'iniziano ad intravvedere i cordoli, un po' di asfalto ma la strada è ancora lunga e tutta in salita. Il titolare Manuel Fantini e i suoi genitori da quaranta giorni lavorano senza sosta sommersi da problemi di ogni tipo. La loro casa è andata distrutta (il nostro video) e la pista è ancora coperta dal fango che si è essiccato. Manuel appare provato a livello fisico ma a livello psicologico dimostra una grande forza. L'affetto che gli ha dimostrato la grande famiglia del motorsport è stato ed è molto importante per lui. Siamo tornati a Galliano Park per dimostrare la nostra vicinanza e vedere come procede la ricostruzione.
"Stiamo lavorando sodo, liberando la pista metro dopo metro - racconta Manuel Fantini a Corsedimoto - Grazie all'intervento dei Vigili del Fuoco possiamo contare su gente del mestiere e stiamo risparmiando ogni giorno dai 300 ai 400 euro di gasolio che avremmo altrimenti utilizzato per i nostri mezzi. Grazie al loro intervento, dal 32esimo giorno, possiamo respirare un po' e tenere da parte i soldi rimasti dalle donazioni per provare a rifare la recinzione appena sarà possibile".
Ti aspettavi tanta vicinanza?
"Un po' me l'aspettavo perché nel motosport siamo una grande famiglia ma è stata una cosa incredibile: mi hanno sostenuto anche realtà che non avrei immaginato. Mi sono arrivati degli aiuti dai rally, slalom, cross, minimomoto, kart... In tutte le regioni c'è chi ci sta aiutando organizzando eventi benefici per noi".
Tra i più attivi Loris Reggiani con l'iniziativa "SOS Galliano".
"Loris Reggiani è il fratello di mia mamma ed è uno sempre attivo nel sociale poi essendo un parente ero sicuro che ci avrebbe aiutato così come tanti piloti amici. Non mi aspettavo invece il sostegno di molte associazioni. Ad esempio la Coppa Romagna Slalom ci ha aiutato tanto, ha perfino fatto dei capellini il cui incasso è stato devoluto a noi. Grazie a loro ci siamo pagati tanti giorni di nafta per i mezzi ed è un settore che non è il nostro. Poi ci sono piste che organizzano eventi e vendita di magliette. Una di Torino la "Mini Speed" anni fa aveva comprato delle moto usate da noi ed ha fatto una maglietta con il logo del loro circuito ed il nostro ed un cuore. Severino Hospitality ha fatto un aperi-paddock solidale al Mugello e tante altre.
Se non fosse stato per i social io non avrei avuto la forza economica ma soprattutto psicologica. Le autorità sono molto lente nel muoversi. Non siamo la priorità ma solo una famiglia di tre persone".
Vi siete sentiti un po' abbandonati dalle istituzioni?
"Dico solo questo: non siamo un campo da calcio. Dieci giorni fa hanno liberato un campo da calcio in cui la squadra più grossa che si allena è il Roncadello, una frazione di Forlì. Se non avessero avuto quel campo si sarebbero potuti allenare in altri campetti ma qui noi passiamo come un impianto per uno sport per pochi di buono. Non ci vedono come una realtà da salvare ma che si deve salvare da sola. Ce la stiamo facendo grazie ai Vigili del Fuoco e delle autorità locali".
Ogni giorno testimoni l'avanzamento dei lavori attraverso i social. Come trovi la voglia e la forza?
"Io cerco di fare vedere quello che la mia mente riesce a razionalizzare. Poi qualche volta mi sfogo perché vengono continuamente dei curiosi, con macchine pulitissime, che vengono giù a fare perdere tempo, bloccare i lavori e non aiutano in nessun modo. Ecco, qualche volta mi arrabbio con loro".
Tieni il conto dei giorni citando il pilota che gareggia con quel numero. Il 39esimo giorno è il Gram Day, in onore di Gramigni. Come fai a ricordarti i numeri di gara?
"Stavamo partendo con la stagione estiva. Per me il 16 maggio si è fermato il tempo. Il 17 maggio per me è solo una giornata molto lunga in cui devo tenere il conto di quante volte il sole tramonta. I primi giorni c'era un clima molto pesante ma già dal giorno uno ho pensato che era il giorno di Wayne Rainey, il mio numero uno di quando ero bambino. Poi anche la sua storia personale, il fatto che nonostante la tragedia che lo ha colpito a Misano non abbia mollato e fa correre i ragazzini nel Moto America, che é tornato sulla sua 500... é un'ispirazione. Io poi ero molto bravo in matematica e i numeri delle cose che m'interessano me li ricordo. Magari non ricordo i nomi delle mie ex o i compleanni ma i numeri di gara li ricordo, sono immediati.
Questa cosa mi serve per razionalizzare e sapere che giorno è perché non li sto contando sul calendario. Questo mi aiuta a capire quanti tramonti sono passati e mi da una carica incredibile. Per me i piloti sono dei super uomini. Sono riusciti in ciò che io sognavo ma non sono riuscito.
Se ci danno le gas poi, hanno il fuoco dentro, dal più piccolo al più grande, se li ho visti con un numero sulla carena a fare delle cose belle sono stampati nella memoria. E' passione, passione immensa".
Quando si tornerà a correre a Galliano Park?
"Non lo so, non ho un'idea sui tempi perché finché non abbiamo liberato la pista e ci giriamo sopra non so neppure se mai riapriremo e se avrò un lavoro perché dopo sette metri d'acqua, con tutto il fango ed i lavori non é scontato. Se poi la pista avrà degli avvallamenti e sarà tutta da rifare dovrò abbandonare tutto. Stiamo dando veramente il massimo e di più. E' giusto farlo, che ci si torni ad allenare ed a correre a Galliano Park".

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