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Fase 2, l’ANCMA contro il DPCM: “Senza senso i negozi ancora chiusi”

Confindustria ANCMA contro il decreto legge per la fase 2: "Difficile pianificare mobilità su due ruote in città se saracinesche ancora abbassate".

27 aprile 2020 - 15:55

L’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori alza la voce contro il decreto legge per la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus in Italia. “Ci chiediamo come sia possibile immaginare una mobilità della ripartenza contraddistinta da un maggiore ricorso all’utilizzo delle due ruote con i negozi di biciclette ancora chiusi”.

Confindustria ANCMA non ci sta al proseguimento della chiusura di oltre 2500 punti vendita. “Da giorni partecipiamo a tavoli e leggiamo dichiarazioni che annunciano incentivi e sottolineano il protagonismo delle due ruote. Ma la pianificazione della mobilità urbana in questa direzione non può non considerare che una rete nazionale di oltre 2500 negozi che può offrire un servizio ai cittadini, anche adottando iniziative commerciali ad hoc per la situazione sanitaria, abbia ancora la saracinesca abbassata: è irrazionale”.

L’utilizzo di veicoli a due ruote rappresenta un grande aiuto per risolvere la mobilità in questa emergenza sanitaria. “La conformazione urbana di molte città suggerisce di non dimenticare il tema dalla sicurezza di ciclisti e motociclisti. Non solo sarà indispensabile fare appello ai cittadini di adottare comportamenti rigorosi e ancora più responsabili“, aggiunge la nota. “Ma anche permettere loro di comperare dotazioni di sicurezza, caschi, caschetti e abbigliamento protettivo con più facilità. Per questo chiediamo nuovamente di riaprire i negozi di biciclette il prima possibile“.  Infine Confindustria ANCMA chiede “forme di defiscalizzazione per l’acquisto di materiale protettivo e altri dispositivi di sicurezza come luci, pettorine e riflettori”.

1 commento

lorenzoursan_14190819
17:00, 27 aprile 2020

Sempre di più sono quelli che si stanno rendendo conto dell’evidenza in merito all’eccesso di rigore ed alla sproporzione delle misure prese a seguito di questa emergenza sanitaria, senza contare il loro eccessivo protrarsi. Il disastro sociale ed economico che seguirà rischia di essere davvero ben peggiore. Ne va della sopravvivenza di tutti.

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