Superbike: intervista esclusiva a Francis Batta

Superbike: intervista esclusiva a Francis Batta

Il futuro del team Alstare e di Suzuki in Superbike

di Redazione Corsedimoto

Il mondiale Superbike, dopo l’addio del team ufficiale Ducati e le difficoltà finanziare della squadra Ten Kate, rischia di perdere un altro pezzo importante della sua storia per la prossima stagione. A navigare in acque incerte per il prossimo anno è infatti il team Suzuki Alstare, il quale rischia di non ripresentarsi il prossimo anno al via del mondiale delle derivate dalla serie. Tra poche ore si saprà il destino che si prospetta per la compagine presieduta da Francis Batta, team manager di una delle squadre più titolate nella competizione. BIKEracing.it lo ha intervistato in occasione del round di Imola appena terminato, raccogliendo le sue impressioni e constatazioni riguardanti il futuro, la stagione disputata quest’anno e sul suo pilota di punta. quel Leon Haslam che ha disputato un anno incredibile e sopra ogni più rosea aspettativa. Il team manager belga ha parlato chiaro e senza giri di parole, come sempre d’altronde. Si parla tanto del futuro del team, lei si è recato in Giappone per sondare il terreno con i vertici Suzuki. Qual è la situazione? “In Giappone sono stato questa settimana, sono rientrato martedì. Per il momento c’è la volontà di Suzuki Alstare di continuare la collaborazione. Il problema è che ci sono diversi modi di vedere una collaborazione, perché quella che abbiamo fino ad ora non è solo sul team, ma include altre operazioni di pubblicità, promozione e così via. Quindi per martedì avrò la risposta, su che cosa Alstare farà con Suzuki l’anno prossimo. Lì si può ipotizzare di tutto, anche la chiusura del team. Si può provare, se loro accettano, una proposta molto inferiore a quella degli altri anni. In questo caso riusciremmo a salvare la situazione e a fare un altro anno, ma il tutto è molto complicato.” “Devo dire che l’apporto è già stato ridotto l’anno scorso, durante la stagione l’apporto di Suzuki è stato uguale a zero. Tutto lo sviluppo, quasi dalla fine del mese di dicembre ad adesso, è stato fatto da Alstare, senza progetti extra. Questa è una situazione, con un team come questo con due piloti e via discorrento, che è insostenibile. La crisi degli sponsor fa in modo che è difficile andare a reperire finanziamenti altrove, se tu non hai la base dalla parte del costruttore come team ufficiale, visto che noi in Suzuki siamo considerati l’unico team ufficiale a parte quello MotoGP. Vuol dire che da loro non c’è più la volontà, come prima, di continuare in Superbike.” Ha pensato ad un cambio di marca, come possibile soluzione per la prossima stagione? “Nessuna casa mi ha avvicinato, e io non ho avvicinato nessuna casa. Da 13 anni la nostra storia è legata a Suzuki, e devo dire onestamente che se devo ricominciare tutto daccapo con una nuova casa… Prima non ne vedo una disponibile, hanno tutte il loro team ufficiale e io, mi spiace, ho 62 anni, non voglio rincominciare come team privato. E’ la Suzuki che decide il nostro destino, e mi rammarico che tutto quello che abbiamo fatto non influenzerà la loro decisione. Qualunque sarà, si tratterà di una situazione poco felice rispetto a quello che avevamo prima: non a livello di qualità della moto o dei tecnici, ma ad esempio ridurremo il tutto ad un solo pilota. Martedì saremo al corrente, quindi sicuramente a Magny Cours faremo un annuncio, in un senso o nell’altro.” Per ciò che concerne i piloti, Leon Haslam è dato in partenza con probabile destinazione BMW… “Io avevo molte speranze per Leon (Haslam),lui ha dimostrato di essere un gran pilota, uno di quelli che può vincere un mondiale. Evidentemente se io oggi, a otto giorni dall’ultima gara, non ho una proposta da fargli, è normale che lui vada a vedere a sinistra e a destra le possibilità che ci sono. Non è solo la BMW che deve completare la sua squadra: evidentemente c’è un “gentlemen agreement” tra me e Leon, che può così pensare al suo futuro.” Vista la situazione, considera comunque la stagione positiva? “Non dico che il campionato l’abbiamo vinto noi, perché Max (Biaggi) è stato straordinario, non ha mai sbagliato niente. Però ritengo che rispetto all’omologazione del kit che hanno avuto durante la stagione – che l’anno prossimo sarà vietato – forse senza quella  il titolo si sarebbe giocato fino all’ultima gara. Non dico che non l’avrebbe vinto Max perché ha fatto una stagione favolosa, è stato di una regolarità straordinaria, non ha mai sbagliato niente. Noi abbiamo mancato due gare, già lì hai già un handicap. Se poi Max vince, è un gap di 30-35 lunghezze, e i nostri punti sono lì. Non voglio fare polemiche, l’Aprilia gioca le sue carte e ha ragione: il problema è che se c’è una federazione (FIM), se lasciano il costruttore omologare qualcosa, ha ragione il costruttore. Però se la federazione dice che l’anno prossimo sarà vietato, non capisco perché non l’abbia fatto quest’anno. Per me c’è qualcosa che non va a quel livello. Ripeto: Aprilia ha ragione, è la federazione che ha torto.” Valerio Piccini

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