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Yamaha è al lavoro in MotoGP per tentare di risolvere i problemi di affidabilità emersi nel doppio GP di Jerez. Pare che il problema sia stato originato da una
fornitura difettosa e non derivi da difetti di progettazione e costruzione imputabili agli ingegneri di Iwata. Ma, sullo stesso tracciato e nelle medesime condizioni di gran caldo, anche il team ufficiale Superbike ha riscontrato anomalie costate molto care. In
gara 1 il motore della YZF-R1 di Michael van der Mark è andato arrosto, mentre nella Superpole Race (di appena dieci giri...)
Toprak si è dovuto fermare per un guasto all'elettronica. E' stato il secondo stop in sei gare per il 23enne turco. A Phillip Island era rimasto senza benzina a due giri e mezzo dalla fine. Coi punti dilapidati sarebbe molto vicino a Scott Redding, il ducatista leader del Mondiale.
"E' stato il gran caldo"
Andrea Dosoli, capo del progetto
Yamaha in Superbike, ha chiarito la situazione. "
A Jerez abbiamo gareggiato in condizioni veramente estreme, durante il week end abbiamo toccato i 45 °C all'ombra. Durante le corse la leva del freno anteriore si è scaldata così tanto che Toprak Razgatlioglu è tornato ai box con bolle da ustione alle dita." Ma, fra tutti i guai, a preoccupare di più è la fumata azzurra fuoriuscita dalla R1 di Van der Mark. "
I motori hanno operato in condizioni di forte stress termico e sospettiamo che l'anomalia sia stata originata da questo fattore. Dalle prime verifiche che abbiamo compiuto, non sono emerse anomalie particolari legate a singoli componenti. In ogni caso nei prossimi round cambieremo alcune impostazioni."
Giri ridotti da 14.950?
Il base al regolamento, la nuova
Yamaha può spingersi fino a 14.950. Il limitatore è stabilito in base ai valori del modello di serie, ma nel caso della R1 versione 2020 è stato aggiunto un bonus di 250 giri/minuto, perchè il modello di serie si è dovuto adeguare alle stringenti norme Euro 4. Dosoli lascia pensare che da Portimao la Yamaha abbassi prudenzialmente il limitatore. La versione 2019 girava a 14.700. In Superbike, così come in MotoGP, i motori sono punzonati dai commissari e non è possibile ripararli, se non quando i componenti da sostituire possono essere raggiunti dall'esterno, senza togliere i sigilli apposti sui carter, sulle testate e e su altri componenti strutturali del motore. Il numero è limitato alla metà dei round previsti: se si correranno sette appuntamenti, gli esemplari permessi sono quattro. Ogni aggiunta ulteriore prevede la penalità della partenza dalla pit lane.
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