Nel venerdì Superbike di Most a tenere banco sono stati l'impressionante serie di cadute e l'inadeguatezza del circuito, che oltre ad avere le barriere pericolosamente vicine in alcuni tratti, non dispone (fra le altre cose....) di una strada di soccorso. Dorna ha rinnovato l'accordo fino al 2030, ma non andare a Brands Hatch o Monza perchè "la sicurezza per noi è una priorità" è un controsenso se poi il campionato corre in simili scenari. La situazione ha fatto passare in secondo piano la nuova restrizione di flusso di carburante imposta a BMW e Ducati, in base ai calcoli fatti con l'ausilio del famigerato algoritmo, da anni diventato il convitato di pietra per squadre, piloti e appassionati sempre più disorientati da questa girandola di cambiamenti regolamentari.
Il taglio si sta rivelando ininfluente
Qui a Most e nel successivo round di Misano le due sfidanti per il titolo avranno un chilo/ora di benzina in meno rispetto a Honda, Yamaha, Kawasaki e Bimota, che restano tutte in regime di superconcessione. Le due sessioni del venerdì hanno dimostrato che anche con meno benzina il vantaggio resta evidente.
Alvaro Bautista ha spiegato perchè.
"I nostri ingegneri sono molto bravi a far fronte al minor flusso di carburante e fanno in modo che il carattere del motore non cambi" ha spiegato l'ex iridato. "
Certo, c'è qualche cavallo in meno sul rettilineo" ma su un tracciato come Most è un fattore ininfluente. E' chiaro il perchè: non cambia niente perchè, nonostante l'imposizione di svantaggio, BMW e Ducati hanno girato con il flussometro regolato su 47.1 chili/ora, contro 48,1 chili/ora degli altri. Ci vorrebbe ben altro per far vacillare le certezze tecniche.
Toprak Razgatlioglu non molla
Nella terza e ultima sessione di libere è continuata l'offensiva di
Toprak Razgatlioglu che qui a Most sembra avere la pozione magica. L'asso BMW ha girato in 1'30"915, sotto il primato ufficiale del tracciato che lui stesso ha firmato tre anni fa con la Yamaha: 1'31"180. La notizia più importante del mattino è Nicolò Bulega che non solo sembra aver assorbito bene il durissimo impatto dell'highside in FP1, ma ha girato a meno di due decimi da Razgatlioglu. Forse non basterà per rompere le uova nel paniere, ma il riavvicinamento è un bel segnale per la Ducati. Ottima sessione anche per
Jonathan Rea, in top ten e migliore Yamaha: il campionissimo si sta ritrovando?