Superbike, Michael Rinaldi "Era arrivato il momento di voltare pagina"

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martedì, 14 gennaio 2025 alle 19:00
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Michael Ruben Rinaldi volta pagina e la fa in modo piuttosto radicale. Frequenta il paddock del Mondiale Superbike dal 2014 quando aveva partecipato al Campionato Europeo Superstock 600 proprio in sella ad una Yamaha. Ora torna con i colori della Casa di Iwata dopo ben 9 stagioni su Ducati di cui 2 in Superstock 1000 e 7 nel Mondiale Superbike. Nei giorni scorsi ha svolto i suoi primi test in sella alla Yamaha R9 del team GMT94. In questo momento è ancora troppo presto per dire se potrà essere uno tra i pretendenti al titolo Mondiale Supersport per vari motivi. Nonostante la sua esperienza ,nel WorldSSP sarà di fatto un esordiente e la moto è nuovissima per lui e per tutti i piloti Yamaha. Sarà subito veloce ed affidabile o sarà un po' acerba ed avrà qualche problemino gioventù? Domande ancora senza risposta. Intanto Michael Ruben Rinaldi si appresta a vivere in passaggio in Supersport non come un passo indietro ma come una nuova entusiasmante sfida.
"Sono molto soddisfatto dei test - racconta Michael Ruben Rinaldi a Corsedimoto - mi sono trovato bene con la squadra che è veramente affiatata, con il team manager, con il capo tecnico che l'ex pilota Andrew Pitt, con i meccanici...Tutto molto bello. Sì, il gruppo mi è piaciuto tanto. La R9 è nuova per me ma pure per loro. Le prime giornate mi sono servite per adattarmi. Lo stile di guida in Supersport è diverso rispetto alla Superbike: cambiano i riferimenti in frenata, l'approccio in curva, serve più scorrevolezza... Cambia tanto e io non ho mai corso in Supersport perché dalla Stock 600 ero passato subito alla 1000".

Perché ha scelto di gareggiare in Supersport?

"Era arrivato il momento di cambiare aria. Mi ha cercato Yamaha e mi ha fatto molto piacere perché crede molto in questo progetto. Per me l'importante è tornare nelle posizioni che contano, indipendentemente dalla categoria ed in Superbike non era possibile. I team ufficiali erano tutti a posto, lo sappiamo. Avevo ricevuto qualche proposta per restare ma non con moto che mi avrebbero consentito di conquistare risultati importanti. Poi ripeto, volevo cambiare. La scelta è stata ben ponderata".

Si vociferava di un contatto con GoEleven per restare in Superbike.

"Con GoEleven c'è un rapporto fantastico che va oltre a quello che ci potrebbe essere tra un pilota ed un team. La squadra non ha il budget per fare due moto. Andrea Iannone già l'anno scorso stava facendo bei risultati e non intendevo certo scombinare i piani. Tra me e GoEleven c'è una bellissima amicizia, questa la confermo ma il resto sono chiacchiere".

Yamaha a 2 punte con te e Stefano Manzi. Siete quasi compaesani, vi frequentate?

"Sono contento che molti confidino su di noi e che ci vedano come i piloti di punta Yamaha. Manzi nelle ultime due stagioni si è classificato secondo nel Mondiale Supersport quindi non può che farmi piacere questo accostamento. Io e Stefano siamo della stessa zona (della provincia di Rimini NdR) però qua ci sono tantissimi piloti. Ci conosciamo ma non ci frequentiamo".

La Supersport è una parentesi per poi tornare in Superbike?

"No, non la vivo così. Io sono in Supersport e preferisco essere competitivo qui che faticare in Superbike. Ora penso al presente. Non ho voglia di parlare del passato ma neppure troppo del futuro. Sono appena arrivato in Supersport e voglio fare bene qui per me è un bella opportunità di rilancio. Se poi un giorno ci saranno le condizioni per tornare là si valuterà. Tra l'altro nel 2026 in Superbike cambieranno tante cose".

Te la senti di fare pronostico per la tua prossima stagione?

"No, non faccio previsioni, è troppo presto. Yamaha ha investito tanto in questo progetto e sono certo che sarà vincente. Per me sarà un'ottima occasione di rilancio però non faccio pronostici".
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