La Superbike è andata in ferie per un mese e mezzo e riparte proprio in un fine settimana che comprende anche MotoGP e Formula 1 a Monza. Vi sembra logico? No, non lo è. La storiella sulla difficoltà di trovare week end meno affollati non regge: fra l'altro parliamo di un campionato di appena dodici tappe. Purtroppo lamentarsi della situazione non serve, c'è solo da prendere atto che da tempo la Superbike non è più l'alternativa al motomondiale, ma un semplice contorno. L'obiettivo dell'attuale gestore, lo stesso della MotoGP, è che non faccia ombra e non distolga l'interesse di pubblico e finanziatori. Quindi le concomitanze fanno gioco. Alla Superbike di oggi non servono attenzioni mediatiche, spazio sui giornali nè, purtroppo il seguito degli appassionati, che è meglio se guardano Marquez e compagnia. E chi partecipa, cioè ai team, va bene così: il business, oggi, è far correre i piloti che pagano. Quindi l'audience è secondaria.
Toprak già davanti, e chi lo prende?
In pista, intanto, non ci sono novità.
Toprak Razgatlioglu aveva salutato la compagnia dal gradino più alto del podio al Balaton ed è ripartito con lo stesso slancio. E' in serie vincente da nove gare e affrontarlo nel tobaga francese sarà un'impresa ai limiti dell'impossibile: qui ha battezzato il primo trionfo, nel 2019, da privato Kawasaki, figuriamoci adesso. L'anno scorso però non gareggiò, per il terribile incidente in FP2: stavolta starà più attento. Nicolò Bulega ha 26 punti da recuperare, un'altra mazzata del turco potrebbe avere un peso enorme nella lotta Mondiale. Dopo la Francia mancheranno solo tre round, la clessidra piena di speranze in Rosso si sta lentamente svuotando.
La Ducati insegue
Dietro al turco non c'è Bulega, ma un Sam Lowes sempre molto incisivo sul giro secco. Nicolò è in terza casella, a due decimi dalla vetta: non è poco su un tracciato così piatto, che tutti i team Superbike conoscono come le proprie tasche. "Così non basta per battere la BMW" era stata l'invocazione di Bulega dopo i test di Aragon, due settimane fa. Con i ferrei vincoli imposti dal regolamento, recuperare terreno dal punto di vista tecnico da qui a metà ottobre, cioè prima del gran finale di Jerez, è impossibile. Vedremo se nel pomeriggio (ore 15) cambierà qualcosa.