I risultati di
Jonathan Rea a Most sono stati sicuramente condizionati dalla pessima Superpole. Infatti, la caduta in curva 16 a inizio qualifiche non lo ha aiutato. Una volta rientrato in pista, non è riuscito ad andare oltre il quindicesimo tempo e dunque è partito in quinta fila sia in Gara 1 che in Superpole Race. Ha compiuto delle rimonte che lo hanno portato in decima e ottava posizione, riuscendo a scattare in terza fila per
Gara 2, terminata al sesto posto. Avrebbe potuto ottenere di più, ma è comunque importante aver confermato i passi avanti intravisti già a Donington, dove aveva iniziato ad avere un feeling decisamente migliore con la sua R1.
Superbike Most, il resoconto di Rea
Il sei volte campione del mondo SBK si è detto complessivamente soddisfatto alla fine del round in Repubblica Ceca: "La traiettoria del weekend è stata positiva. Dopo le qualifiche in P15 ho fatto 10-8-6, è qualcosa di positivo. Ha davvero evidenziato l'importanza della Superpole, la posizione in griglia è tutto. Il mio passo in tutte le gare è stato un po' migliore di quello dei piloti attorno a me; e anche il gruppo davanti sarebbe stato raggiungibile, ma cercare di superare il traffico è stato complicato. In Gara 2 sono partito bene, mi sono dato mezza possibilità partendo dalla terza fila. Qualcuno mi ha superato in curva 2 e ho dovuto essere attento".
Le primissime fasi di gara non sono mai facili e un sorpasso subito ha fatto perdere a Rea l'iniziale slancio nell'ultima manche: "Sono uscito con i giri bassissimi, pensavo di essere in seconda-terza marcia e invece ero in prima. Sono stato superato dai piloti che avevano più velocità e questo ha ucciso la mia guida. Tutto ciò di positivo che avevo fatto in curva 1 è stato rovinato. Quando ho preso il mio ritmo, sono riuscito a sbarazzarmi delle Honda abbastanza velocemente e ho puntato Rinaldi. Giro dopo giro l'ho raggiunto. Alla fine avevo ancora un po' di gomma, ho visto che il ritmo dei ragazzi davanti era calato un po', ma ero troppo distante".
Cosa migliorare con la Yamaha R1
Anche se dei progressi sono stati compiuti rispetto alla prima parte di stagione, l'ex pilota Kawasaki sa bene cosa gli manchi per conquistare risultati più in linea con le sue aspettative: "Abbiamo alcune aree in cui migliorare, mentre in altre la moto funziona bene. Ho imparato un po' di più sulla Yamaha R1 nel traffico e su come sfruttare tutti i suoi punti di forza. Un punto forte della mia carriera è stato montare gomme nuove e sfruttare ogni situazione. Con la Yamaha non riesco a farlo. A inizio gara per me è molto difficile, mentre Locatelli e Gardner sono riusciti a fare buoni tempi. Non so perché io non ci riesco, forse sono più conservativo e ciò non sembra funzionare. Ci stiamo lavorando. Se riesco a qualificarmi meglio e a sfruttare la gomma nuova, dovrei riuscire a stare davanti".
Superpole e primi giri delle gare sono due aspetti nei quali è consapevole di avere un grande margine. Assieme al team Pata Prometeon Yamaha deve trovare il modo per essere più competitivo con gomma nuova, sia da qualifica che da gara. Vedremo se a Portimao sarà in grado di mettere tutto assieme.