Superbike Jerez: Bulega trionfo magistrale, Toprak fa la storia BMW

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sabato, 19 ottobre 2024 alle 14:33
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Toprak ripete ogni volta che lui vuol vincere sempre, ma ha capito che un Mondiale Superbike può valere un compromesso. Calmare per una buona volta i bollenti spiriti ha dato via alla festa iridata BMW, con due gare d'anticipo: per il fuoriclasse turco, 28 anni, è il secondo titolo dopo quello firmato nel '21 con la Yamaha. Il colosso tedesco invece sale per la prima volta sul trono, coronando un inseguimento cominciato nel lontano 2009. Ci voleva un asso nella manica per risolvere di colpo ogni crisi e mettere le ali al progetto M. "Toprak smetterà di vincere andando in BMW" dicevano tanti l'inverno scorso. Invece ha avuto ragione lui: ha vinto 17 corse, non vacillando neanche dopo il tremendo incidente in prova a Magny Cours che poteva costargli molto più caro del risultato. Una scommessa vinta su tutta la linea, inclusi i 2,5 milioni cui sicuramente la BMW aggiungerà bonus stellari.

Nicolò Bulega ha fatto il massimo

Dal basso di 46 punti di distanza, il ducatista aveva una sola scelta: conquistata la Superpole con il nuovo primato assoluto di Jerez, l'unica era provare a scappare via e mettere più pressione possibile a Toprak. Vuoi vedere che El Turco cade nella trappola dell'ingordigia, prendendo rischi pur di festeggiare dal gradino più alto del podio? Il calcolo ci stava, ma non è tornato. Razgatlioglu è un formidabile pilota pensante, del resto i suoi errori in nove anni di Superbike si contano sulle dita di una mano. Ma questo Bulega velocissimo e determinato può andare sempre più lontano. La Ducati sembra aver trovato ulteriore sprint per la Panigale, ma soprattutto ha trovato un pilota degno erede dei miti del passato in Rosso.

Toprak il marziano

Al primo assaggio di Superbike da campione della categoria cadetta Bulega ha fatto il massimo, cioè rimandare fino all'ultima gara l'epilogo di una stagione che Toprak Razgatlioglu ha letteralmente dominato. El Turco è andato ben oltre i limiti di una moto che, al netto delle super concessioni, dunque la possibilità di utilizzare componenti di motore e ciclistica non omologati, se la guidano piloti normali resta comunque da centro classifica. Solo lui l'ha fatta volare. Ma le cose nelle corse cambiano in fretta e il Nicolo Bulega visto in questi ultimi giorni, dall'Estoril a Jerez, fa sognare i ducatisti. Intanto sono cinque vittorie, il resto potrebbe arrivare domenica nell'epilogo di stagione. Ha fatto un pò sorridere, come al solito, la goliardata finale che Toprak ha organizzato con una decina di amici turchi: si è nascosto nella navicella spaziale per indossare la tuta dorata come Alvaro Bautista due anni fa.

Loca sul podio

I due prim'attori hanno ovviamente un pò oscurato tutto il resto. Incluso il bellissimo podio conquistato da un Andrea Locatelli molto più forte di quanto sia in effetti considerato. In Yamaha è un pò quello che Toprak è per la BMW: l'unico che riesce a cavare il ragno dal buco. Purtroppo sono un pò mancati all'appello Andrea Iannone, affossato dalla posizione di partenza e dalla scelta della gomma anteriore più dura, e Danilo Petrucci spinto subito fuori linea da Alex Lowes e a terra dopo appena cinque curve del primo giro. L'ex MotoGP si è procurato contusioni alla mano e avanbraccio destri, per correre le ultime due gare dovrà stringere i denti. Lui c'è abituato.

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