MotoGP: intervista esclusiva a Marco Melandri

Il ravennate è molto motivato per la nuova avventura Superbike

29 settembre 2010 - 4:05

Marco Melandri compirà il prossimo anno un passaggio importante della sua carriera motociclistica: il pilota romagnolo infatti, ancora impegnato nel mondiale MotoGP con il team San Carlo Honda Gresini, l’anno prossimo parteciperà al mondiale Superbike, schierato dal team ufficiale Yamaha assieme a Eugene Laverty. Conscio di non poter più giocare un ruolo chiave nella lotta per il titolo nella classe regina del motociclismo, Melandri ha deciso così di rimettersi in gioco in quel paddock che ha visto quest’anno il successo del connazionale Max Biaggi. BIKEracing.it ha avuto l’occasione di poter discutere con lui rispetto al futuro che gli si prospetta, nel corso dell’evento di presentazione della gamma 2011 di caschi Nolan, e di chiarire con lui la questione relativa alle polemiche innescate recentemente da un “battibecco” avuto a telecamere accese con Loris Capirossi. Come ti senti a fare un passo così importante, un cambiamento così radicale nella tua carriera? “Sono molto motivato, perché sarà un cambiamento importante per la carriera sportiva, ma anche per la mia vita privata perché, comunque, cambiare un paddock è come cambiare il paese in cui si vive. Il cambiamento mi ha sempre dato molta motivazione, non mi ha mai fatto paura.” Quali sono le motivazioni, e come le trovi nel momento in cui le cose non vanno come vorresti come in questa stagione? “Ogni volta che salgo in moto io do sempre il meglio anche se devo lottare per il decimo posto piuttosto che per il podio. Di fatto i motivi per cui non riesce ad ottenere i risultati sono diversi, quando credi di sapere bene perché non riesci ad essere veloce ma non puoi cambiare è frustrante e difficile, soprattutto quando torni a casa che ti alleni, lavori duro e poi torni in pista, e non riesci a spingere come vuoi perché il feeling con la moto non c’è, non è piacevole. Quest’anno mi aspettavo di fare buoni risultati e alla fine sono sempre andato più piano che con la Kawasaki, e credo che questo mi abbia dato motivo di riflessione e spinta a cambiare campionato.”

Ci racconti come è andato il percorso che ti ha portato a scegliere la Superbike? “Mah, di fatto uno è aperto a qualsiasi tipo di offerta all’inizio, non costa niente stare ad ascoltare e parlare con la gente. Poi, come ho già detto, ho iniziato a riflettere e non c’era l’opportunità concreta di entrare in una squadra competitiva in MotoGP, e per me restare a fare numero non interessava assolutamente. Quindi ho deciso senza mai ripensarci di cambiare, e poi successivamente nelle trattative tra BMW e Yamaha ho deciso io.” Torniamo al tuo presunto “diverbio” con Loris Capirossi, di cui tanto si è parlato. Com’è il tuo punto di vista della cosa? “Di fatto secondo me è stata la stampa che ha creato polemica. Io e Loris siamo molto amici e volevamo creare un po’ di confusione e scaldare un po’ l’ambiente. Secondo me i piloti sono sempre un po’ finti, perché tutti dicono ciò che devono dire, noi volevamo fare qualcosa di diverso, un po’ come essere al bar. La gente non l’ha capita, io sono stato criticato, un po’ come sempre, e mi dispiace perché comunque la gente si lamenta che i piloti MotoGP sono lontani, ma non si fa niente per avvicinarli, ma al contrario sempre di più per allontanarli.” Cosa ti ha fatto passare dalla possibilità di andare in BMW alla firma con Yamaha? “La stampa diceva che ero così vicino a BMW. Secondo me non c’è l’informazione corretta, e tante volte si storpiano le cose.”

Pensi che non ci fosse proprio più la possibilità per te di lottare per il titolo il MotoGP? “Le moto buone sono quelle delle tre squadre ufficiali. Se non sei in una di quelle, è impossibile lottare per un mondiale, tanto meno ora come ora vincere una gara. La moto satellite può vincere una corsa solo se le condizioni meteo sono strane, altrimenti non è possibile, come invece è stato anni fa.” Quali sono le tue aspettative dalla Superbike? “Non lo so, non ho mai neanche provato una Superbike, se ho scelto di andare è perché credo di poter far bene. Ora voglio finire al meglio la stagione, poi fare i test invernali e conoscere la moto.” Valerio Piccini

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