MotoGP: il ritorno al vertice di Casey Stoner (e della Ducati)

Certezze per il presente aspettando la rivoluzione del 2011

20 settembre 2010 - 3:08

Un sollievo“. Bastano queste parole per comprendere quanto sia stato importante per Casey Stoner tornare a vincere. Il (lungo) digiuno di successi durato tredici gare termina in occasione di una gara… “delle sue”, dello Stoner mattatore e dominatore, del pilota che per un buon triennio, se in condizione, è risultato imprendibile per chiunque. Non vinceva da Sepang 2009 a cui seguirono le cadute di Valencia ’09 (fuori al giro di formazione per il “bug” dell’elettronica) e di Losail quest’anno. Proprio all’ultima occasione mancata ha fatto riferimento l’australiano: stava diventando pesante, quasi paradossale questa situazione per uno come lui, di un presente vissuto nel provare ad accontentarsi di piazzamenti, di una Ducati dal rendimento altalenante, di una forcella che lo ha fatto penare.

La reazione Ducati ha riportato il Casey Stoner che conoscevamo, non troppo tardi per concludere in bellezza quattro anni in rosso. A Borgo Panigale, nonostante il 2011 già definito da mesi, hanno deciso di continuare a sviluppare la moto anche su indicazione del proprio attuale pilota che passerà alla concorrenza l’anno prossimo. Grande onore al merito del reparto corse che, passo dopo passo, ha riportato la Desmosedici GP10 sul gradino più alto del podio completando l’opera con il terzo posto di Nicky Hayden.

Un bel 1-3 che lascia certezze alla Ducati in vista della triplice trasferta extra-europea di Motegi, Sepang e Phillip Island, ma anche rassicurazioni sul futuro. Da qui si può giungere ad una semplicista, ma con fondamento, valutazione. Adesso Valentino Rossi sa quale Desmosedici ci sarà ad attenderlo l’anno prossimo: e la Ducati? Rossi in piena forma o con le evidenti difficoltà che lo hanno portato a 27″ da Stoner in gara?

Per questo l’operazione potrebbe esser anticipata a ottobre per ritrovare la piena condizione fisica per i test di febbraio a Sepang. Liberatoria o meno da parte della Yamaha, Rossi può pensare di accelerare i tempi: troppo importante il 2011 per dar credito alla sua scelta, alle decisioni Ducati, anche a quelle di Casey Stoner. Lasciare la Desmosedici per una sfida fortemente voluta con la Honda che adesso si gode il momento. I suoi due piloti di punta dell’anno prossimo, Stoner e Pedrosa, nelle prime due posizioni al Motorland Aragon: un grande affare, anche se la Ducati in un weekend ha dimostrato di poter uscire fuori da un prolungato momento di crisi, non soltanto per circostanze occasionali favorevoli. Che sia proprio l’ambiente giusto per “recuperare” (virgolettato) Valentino Rossi?

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