Troppe minacce, i tifosi di Marquez non andranno al Mugello

Paolo Gozzi Blog
sabato, 09 gennaio 2016 alle 12:11
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I tifosi italiani di Marc Marquez non adranno al Mugello “per problemi legati all'incolumità dei propri soci”. Trasferta cancellata per minacce, dunque. Il motociclismo non è più un'isola felice, di questo passo dovranno rinchiudere i tifosi senza maglietta gialla in un settore blindato, magari scortarli con la Polizia dal casello fino in tribuna. Nel calcio e nel basket questa è “normalità” e la MotoGP si sta accodando. Il fuoco di Sepang e Valencia divampa tutt'ora e non si vede chi potrà spegnere l'incendio prima che sia troppo tardi. Il 2016 dalla MotoGP non comincia affatto bene.
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Il comunicato apparso su Facebook
INCOLUMITA' - I sostenitori italiani di Marquez hanno annunciato la loro decisione su Facebook. “Siamo davvero dispiaciuti di dover compiere questa drastica decisione ma al momento la situazione non è delle più rosee e l'ambiente è davvero pericoloso.” Alludono alle minacce che girano sul web da quando il loro idolo è diventato il peggior nemico di Rossi. Dopo i fatti di Sepang e Valencia Valentino non ha più parlato, l'altro ha cercato di buttare acqua sul fuoco. Ma ai leoni da tastiera non è bastato, per loro è come se Rossi non avesse un altro Mondiale da correre, e magari da provare a vincere. Non c'è gusto per la possibile rivincita, solo odio. E per certi versi la MotoGP sta peggio del calcio. Perchè negli stadi ci sono dinamiche consolidate e sigle conosciute, è facile capire se le minaccie via internet provengono da gruppi pericolosi oppure da ragazzotti bellicosi solo via computer. Dopo due mesi di continue offese e promesse di ritorsione i tifosi di MM93 ne hanno avuto abbastanza. Niente Mugello.
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Marc Marquez e la sua squadra: al Mugello rischieranno pure loro?
DOVE SONO I POMPIERI? - “Troviamo vergognoso che una tifoseria non possa tifare liberamente il proprio campione senza correre rischi di ricevere minacce, oggetti o addirittura sputi” scrive il Fan Club Marc Marquez Italia. E adesso chi potrebbe metterci una pezza? E' assai improbabile che da qui al Mugello possa arrivare un segno di distensione tra piloti. E se anche Valentino Rossi prendesse il microfono e dicesse: “Okay ragazzi, Marc mi ha giocato contro ma ci prendiamo la rivincita in pista, i suoi tifosi non c'entrano niente” è facile che non servirebbe. E' come allo stadio: quando la violenza, le rivalità e il desiderio di scontro prendono il sopravvento, la partita diventa solo pretesto, neanche la guardano. Neanche i tifosi organizzati di Rossi possono garantire l'incolumità della “curva” apposta, perchè – anche nell'improbabile caso ci fosse questa volontà – i cani sciolti chi li terrebbe a bada? Non c'è rimedio, se non stare a casa. Tristissimo.
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