Supersport: Dorna chiede l’appoggio delle Case per il rilancio

Supersport: il Mondiale langue, serve nuova linfa e un radicale rilancio. Dorna si è messa al lavoro, ecco quali sono le mosse

15 marzo 2019 - 5:41

La Supersport Mondiale vivacchia ai margini della Superbike che invece quest’anno ha ripreso interesse e vigore. La categoria di mezzo sconta la crisi di questo specifico segmento di mercato. Le Case che ci sono schierano modelli ormai datati: la Kawasaki è stata omologata nove anni fa! E quelle che sono alla finestra, come la Honda, non danno segnali di rientro.  Eppure le medie cilindrate sono importanti perchè nel format delle derivate dalla serie rappresentano il ponte fra la entry level, cioè la 300, e la top class. Il promoter Dorna, in un modo o nell’altro, dovrà rilanciare la categoria. Magari inventarsi qualcosa di inedito, se ce ne sarà bisogno. Gli spagnoli si stanno muovendo, ecco come.

Vetrina del prodotto di serie. Ma quale?

“Abbiamo scritto alla MSMA (l’associazione dei Costruttori impegnati nelle corse, ndr) chiedendo loro che programmi abbiano per la categoria Supersport” spiega Gregorio Lavilla, da qualche settimana numero uno della Superbike. “Vorremo sapere per esempio se Honda ha in programma di realizzare un nuovo modello, e quanto siano interessati a questo segmento. Kawasaki ci aveva anticipato l’interesse verso la 636, poi sembra che i loro programmi siano cambiati. Abbiamo bisogno di un feedback dalle Case, molto velocemente.”

L’Aprilia potrebbe correre già adesso…

“Si, la 660 di Noale è bicilindrica, per cui sarebbe già ammessa, anche con cilindrata maggiorata fino a 750. La KTM invece ha una 790. Bisogna capire quali sono le idee delle Case: noi abbiamo necessità di avere una categoria intermedia che faccia da raccordo fra la 300 e la Superbike. Se ci sarà bisogno di adeguare le cilindrate, lo faremo.”

In che senso?

“Nel Mondiale 300 corrono già moto molto differenti per concezione e cilindrata. Abbiamo trovato il sistema di equilibrare le prestazioni, a volte funziona altre no, ma la piattaforma è interessante e si sta sviluppando bene. Se sarà necessario, faremo correre nella categoria intermedia moto di cilindrate diversa, trovando un regolamento che garantisca equilibrio. Ma prima di scegliere, dobbiamo sapere che modelli usciranno e quali sono le intenzioni delle Case.”

E se servisse più fantasia?

“Due anni fa abbiamo prodotto uno studio che prendeva in esame tutte le moto di media cilindrata, includendo anche le naked e vari modelli non progettati espressamente per le corse, ma che potrebbero essere più o meno facilmente adattati. Abbiamo chiesto l’opinione dei Costruttori ma non abbiamo avuto i riscontri che ci attendevamo.”

E se la categoria di mezzo diventasse un monomarca?

“E’ una soluzione che non ci piace, non vorremmo andare in questa direzione. Ma se alla fine ci sarà un solo Costruttore interessato, sarà obbligatorio. Speriamo di no. Per questo stiamo chiedendo alle Case che idee abbiano.”

Stiamo parlando di 2020 o di medio termine?

“Per svolte regolamentari così complesse, che influiscono anche sulle scelte dei campionati nazionali, dobbiamo pensare con un anticipo di almeno un paio d’anni. Ma se avremo necessità di cambiare magari per favore l’ingresso di nuove Marchi e modelli, ne possiamo parlare anche in ottica 2020. Dipende tutto dalle Case.”

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