Superbike 2019: “Sei uomo, donna o qualcos’altro?”

Il campionato più amato non sa più cos'è, nè a chi si rivolge. La folle gestione della terza gara

13 dicembre 2018 - 10:38

Qualche mese fa il promoter del Mondiale Superbike ha lanciato un sondaggio per capire quali fossero i gusti del pubblico e, in base alle risposte, orientare la gestione del campionato. Una delle prime domande era questa: “Sei uomo, donna o qualcos’altro?

CAMPIONISSIMI – Per me bastava così. Come per un riflesso pavloviano, la mente è tornata indietro al ’94, quella volta che in un lussuoso hotel di Giacarta mezzo paddock si era messo a fare la posta alla camera di un famoso (e velocissimo…) pilota di quei tempi. Era chiuso  in camera da ore,  in compagnia di un’amica locale. Aspettavano che uscissero, lui e lei, preparando battutine maliziose.  Invece, tra la sorpresa generale,  arrivò un’altra ragazza e la porta si richiuse dietro di lei. Punto, set e partita: i piloti di quell’epoca erano campioni veri.

SVELTINA RACE – La Superbike di adesso ha evidentemente preso la strada del qualcos’altro. Prendete l’introduzione della terza gara, cosiddetta sprint race. Durerà dieci giri, cioè tredici minuti sui circuiti più corti come Donington e Misano. Partirà alle 11 di domenica e hanno stabilito che non ci sarà podio e sopratutto non farà storia. Tu parti, rischi, vinci ma non verrà scritto da nessuna parte. Non entrerà negli annali, ma potrà assegnare i Mondiali, perchè gli stessi organizzatori hanno deciso che assegnerà comunque punti per la classifica. E quanti, poi: 12 al primo, cioè la metà bottino di una gara normale, 9 al secondo, 7 al terzo e così via fino al nono classificato. Considerando che sono in calendario 12 round, o forse 13 se verrà aggiunto il Sud Africa,  stiamo parlando di un capitale di 144 punti, o meglio 156. Un capitale che può cambiare le sorti di una stagione.

PSICHIATRIA – La sprint race, che si chiamerà ufficialmente “Superpole Race” per il fatto che determinerà anche le prime tre file lo schieramento della sfida di  domenica pomeriggio, sarà una mischia furibonda. Probabilmente si potranno usare gomme più soffici;  saranno fondamentali la partenza, la prima curva e il primo giro. Bisognerà prendere rischi, tanti, perchè 12 punti faranno gola. Ma non ci sarà podio, nè tracce nel librone degli eroi della moto. Come possa venire in mente una follia così, andrebbe chiesto ad uno psichiatra.

QUO VADIS? – Uomo, donna o qualcos’altro? Non sapendo cos’è e non avendo minima idea di dove portare la Superbike, Dorna sta prendendo una decisione sbagliata dopo l’altra. Hanno snaturato il vecchio format delle due corse  la domenica anticipando gara 1 al sabato per accontentare le tv, ma non sappiamo neanche quale, visto che siamo alla vigilia di Natale e non è dato ancora conoscere chi  trasmetterà il Mondiale 2019 in Italia. Poi si sono accorti che una gara sola la domenica non bastava per sostenere il programma e giustificare il biglietto d’ingresso. Così ecco spuntare la gara sprint, che può assegnare il titolo ma non lascerà traccia negli annali.

PS – Se la Superpole 2018 avesse assegnato lo stesso punteggio della sprint race 2019 sapete chi avrebbe vinto il Mondiale?  Jonathan Rea. Solo che avrebbe chiuso i giochi  con 224 punti di vantaggio, invece di 189..

3 commenti

marcogurrier_911
12:12, 14 dicembre 2018

SI esatto, la definizione tra le righe è “mezzi uomini e/o altro”
Complimenti sinceri sempre, appunto, a mr.lavilla e smart riportati volutamente in minuscolo

higwr_622
3:12, 13 dicembre 2018

Già il fatto che il promoter abbia lanciato un sondaggio e che tale sondaggio non sia stato portato a conoscenza degli appassionati la dice tutta…per il resto non posso che appoggiare il suo urlo di dolore per come stanno maltrattando la nostra passione e svalutando di consegunza il valore e le gesta dei piloti che lo corrono.

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