Ritiro Marco Melandri, il retroscena: Yamaha non sapeva niente!

Il pilota vincitore di 44 gare Mondiali ha deciso di ritirarsi all'insaputa di filiale europea, e del team GRT che gestisce la sua YZF-R1

9 luglio 2019 - 19:27

Il ritiro a fine stagione che Marco Melandri ha annunciato a Milano (qui le sue dichiarazioni) ha un retroscena: la Yamaha non ne sapeva niente. “L’abbiamo saputo lunedi in tarda mattinata” ha fatto sapere il team GRT, non celando un notevole sconcerto. Parliamo della formazione umbra all’esordio quest’anno nel Mondiale Superbike che ha investito diversi milioni di € per la gestione in pista del 36enne ravennate. Adesso la prospettiva è avere al via nei prossimi sei round (15 gare…)  un pilota che, in conferenza stampa, ha puntualizzato che “sarò più motivato di prima, ora mi sono liberato di tutti i pensieri che ho avuto negli ultimi tempi.” Il dubbio però è lecito:  Marco ha dichiarato di non avere più motivazione e che durante le ultime gare “mi sono fatto delle domande“. In quali condizioni mentali tornerà in pista da venerdi a Laguna Seca adesso che, di fatto, è un ex pilota?

NEANCHE YAMAHA EUROPA SAPEVA

Marco Melandri, come tutti i piloti del marchio impegnati in Superbike, è sotto contratto diretto con Yamaha Europa. Anche se gestito da una struttura satellite, è quindi un pilota ufficiale a tutti gli effetti. Ma neanche in Yamaha Europa sapevano niente. “Sono rimasto sorpreso quando Marco mi ha informato della sua decisione di ritirarsi” ha ammesso Andrea Dosoli, responsabile delle attività racing della filiale continentale. “Sono certo che non è stato un passo facile da intraprendere, ma rispettiamo le sue ragioni per farlo.” Dosoli, da molti anni, è vicinissimo a Marco Melandri. Sono stati insieme in Kawasaki Hayate in MotoGP e successivamente in BMW. Dosoli era convinto che Melandri potesse dare un consistente aiuto allo sviluppo della YZF-R1, sfruttando l’esperienza maturata in tanti anni di competizioni. Adesso la strategia, specie in ottica 2020, dovrà necessariamente cambiare.

TANTI INTERESSI IN GIOCO

A fine 2018 Marco Melandri era stato liquidato da Ducati e rischiava seriamente di dover smettere per mancanza di moto e squadra.  Il ripescaggio in Yamaha è stata un’operazione complessa che ha coinvolto più interessi. Il promoter Dorna, che non voleva perdere il pilota italiano potenzialmente di maggior richiamo, ha fatto pressioni su Yamaha. Che per far posto a Melandri ha dovuto cambiare radicalmente strategie: in GRT sarebbe dovuto andare un giovane della Supersport. Poco oltre metà stagione, Marco ha piantato tutti in asso.

3 commenti

Ringhietto
10:21, 10 luglio 2019

Ecco, credo che questo sia uno dei motivi per cui Melandri non sia molto amato da molti…

marcogurrier_911
22:20, 9 luglio 2019

Direttore la chiusura dice tutto
Dopo che è stato fatto ed hanno fatto di tutto
Per ridare a lui una sella, rompe tutto e molla
Come se lo spiega lei?
Su corsedimoto ho seguito parte dell evento oggi pomeriggio: nonostante la bella carriera, la bella persona, avrei apprezzato qualche “non sono riuscito” e “ è colpa mia” in più, comunque.

    Paolo Gozzi
    7:24, 10 luglio 2019

    Salve, i piloti molto spesso sono irrazionali. Questo “ritiro” mi lascia amaro in bocca, per vari motivi. Ci torneremo.

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