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Jorge Lorenzo vince per la quarta volta di fila, dominando dalla prima curva come le altre volte. Che ci sarebbe da festeggiare per
Valentino Rossi? Beh, il verdetto del Montmelò è comunque una sconfitta, ma (abbastanza) dolce. Intanto perchè
Marc Marquez, lo spauracchio e il grande favorito, è già fuori dai giochi. Mica poco. A Sepang, durante i test invernali, c'era chi avrebbe scommesso che il Piccolo Diavolo le avrebbe vinte pure quest'anno. Invece niente. Arrivederci al 2016 Marc...
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AFFARI DI FAMIGLIA– Adesso c'è un solo ostacolo tra ValeRossi e il decimo Mondiale. Uno. Bello grosso però. Perchè il Lorenzo di adesso è un pilota "on fire", le azzecca tutte ad occhi chiusi. E' come quei centravanti che nell'anno magico segnano anche di rimpallo, o il playmaker che la infila da otto metri pure girato spalle al canestro. Lorenzo sta correndo in maniera perfetta. In prova sistema la moto e riesce ogni volta ad acciuffare la prima fila, trampolino ideale per le sue fughe. Poi parte davanti e non si volta mai. La Catalogna non ci ha riservato neanche un sorpasso ma è stata una gara di quelle che piacciono agli intenditori, vissuta sul filo dei decimi di secondo. Stare in testa e gestire un piccolossimo vantaggio con un molosso come Rossi alle calcagna è un esercizio di grandissima tensione. Un pilota normale avrebbe ceduto di testa, si sarebbe fatto raggiungere e se la sarebbe giocata in volata. Lorenzo no, è duro come l'acciaio. Il decimo iride a 36 anni per Rossi rischia di essere l'obbiettivo più difficile dell'intera carriera. Per questo motivo il più esaltante da inseguire.
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LOTTA DI NERVI - Un avversario solo è più gestibile che due, o tre. Soprattutto se guida la tua stessa moto. VR46 lo sa benissimo. Quasi sempre i suoi compagni di squadra sono deragliati, in misura proporzionale alla loro pericolosità. Vale sa come si fa a dare la svolta ai Mondiali. Anni fa, all'occorrenza, fece alzare il muro tra lui e Jorge. Adesso la
Yamaha sta cercando in ogni modo di stemperare possibili tensioni, ma non ci sarà modo. Verrà un giorno che le orbite di Vale e Jorge entreranno in collisione. Può succedere in pista, magari nella prossima sfida ad Assen, ma anche fuori. Lorenzo sa che nel box Yamaha lui è solo, l'altro è circondato da un'intera tribù di collaboratori, consulenti, amici intimi. Ci vuole poco a rompere i (sottilissimi) equilibri. Lorenzo in pista dà l'idea di essere imbattibile, in questo momento. Ma la lotta di nervi può spostare gli equilibri. Jorge non potrà vivere tranquillo, da qui a novembre. E lui lo sa.