Superbike Phillip Island, L’analisi: Tutto come un anno fa!

Superbike Phillip Island: la Ducati V4R è andata come la bicilindrica un anno fa. Rea ha avuto gli stessi problemi

23 febbraio 2019 - 7:02

Phillip Island, tutto questo casino per niente. Fra nuove moto e personaggi inediti, alla fine gara 1 (qui cronaca e classifica)  è andata più o meno come un anno fa. Il tempo sulla distanza è stato pressochè identico. Marco Melandri con la Panigale bicilindrica aveva impiegato 33’40″354, Alvaro Bautista con la V4R ha coperto i 22 giri in 33’38″901, da considerare il secondino che lo spagnolo ha lasciato per strada all’ultimo giro, festeggiando anticipatamente. Condizioni ambientali: 2018 aria 21°C, asfalto 31°C, stavolta 21°C asfalto 41°C. Prima considerazione: l’attesissima MotoGP replica ha migliorato di poco le prestazioni del precedente modello V2. Seconda: Alvaro Bautista non ha fatto il marziano, ha “semplicemente” sfruttato i pneumatici Pirelli nel migliore dei modi, evitando di uccidere la posteriore come sarebbe successo se avesse spinto come in prova. Oppure come nella simulazione di martedi scorso, quando negli ultimi 3 giri aveva fatto tempi altissimi.

Jonathan Rea, identici problemi 

Il campione del Mondo è partito di conserva per evitare gli stessi problemi di tenuta della gomma registrati dodici mesi orsono. In quella occasione aveva cercato di resistere a Melandri-Ducati, ma nell’ultima fase di gara la posteriore aveva ceduto di brutto, relegandolo in quinta posizione, con il timore che si potesse ripetere il cedimento strutturale che nel 2017 a Donington gli era costato un botto terrificante alla Craner (il curvone in discesa…) a due giri dalla fine. Stavolta ha girato pianissimo, non ha cotto la copertura ma il risultato è stato speculare: 22 giri in  38’53”. L’unica differenza è che nel 2018 aveva perso 14 punti dalla Ducati, stavolta cinque soltanto.

Rivincita nella gara sprint?

Sarà difficile che l’andazzo cambi in vista di gara 2. Il meteo annuncia una domenica calda, con temperatura aria in crescita di 6-7 gradi. Alle ore 15 locali l’asfalto potrebbe cuocere oltre i 50 gradi, per cui Rea sarà ancora più in ambasce. Qualcosina potrebbe cambiare nella mini gara del mattino (ore 12 locali): sulla distanza di 10 giri Jonathan proverà ad accendere le polveri per tentare di non far scappare Bautista. La gara sprint, ufficialmente Superpole Race, non vale per la statistica ma assegna 12 punti al primo, 9 al secondo e così via fino al nono classificato. Sarà emozionante. In ogni caso mettetevi il cuore in pace: Phillip Island con le Pirelli non è una gara di velocità, ma un rebus spesso inesplicabile. Il vero Mondiale comincerà fra tre settimane in Thailandia, o meglio il 6-7 aprile ad Aragon. Il successo Ducati è stato esaltante, ma Rea e la Kawasaki incutono ancora timore.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Honda HRC

Superbike 2020: Honda HRC, ma siamo sicuri che ci sarà?

Superbike 2021, novità

Superbike 2021: Arriverà una nuova categoria di lancio?

Lake Torrent, circuit

Lake Torrent: il progetto evapora Jonathan Rea non correrà in casa