Il Balaton Park è un tracciato all'altezza della MotoGP e del Mondiale Superbike? Il dubbio era montato il mese scorso in occasione del round delle derivate dalla serie, segnato da diversi incidenti con conseguenze fisiche di una certa entità per i piloti coinvolti. Il primo week end della top class è finito senza serie problematiche fisiche, ma solo grazie al caso fortunato. Nelle prove di sabato la KTM di Pedro Acosta è decollata contro una postazione TV, centrando l'obiettivo della telecamera e atterrando di peso al suolo. Poteva essere un disastro. Ma anche peggio quanto visto al primo giro della MotoGP quando Enea Bastianini, in quarta posizione dietro Bezzecchi, Morbidelli e Marquez, è caduto in una chicane nel terzo settore della pista.
Una dinamica da brivido
La scivolata è stata a bassa velocità ma moto e pilota sono tornati in pista nel cambio di direzione, attraversando la pista per l'intera larghezza. Dietro Bastianini c'erano Luca Marini, Pol Espargaro e Fermin Aldeguer che hanno evitato per puro caso pilota e moto. Un eventuale impatto contro il corpo di Enea poteva avere conseguenze disastrose. Il pilota KTM si è accorto benissimo del rischio che stava correndo, tanto che mentre scivolata ha voltato la testa in direzione dei piloti che arrivavano. Solo che in ogni caso non avrebbe potuto fare niente se fosse venuto a trovarsi nella traiettoria sbagliata. E' finita bene per un puro caso. Pare strano che i tecnici di Federmoto Internazionale e della Dorna, promoter MotoGP, non abbiamo valutato la possibilità un'eventualità del genere.
Controlli scrupolosi, ma...
Facciamo questa affermazione conoscendo quanto sia diventata scrupolosa e pignola l'analisi di qualunque fattore di rischio legata al disegno e alle misure di sicurezza passiva obbligatorie. Fra l'altro proprio al Balaton Park è stata chiesta l'adozione di una chicane supplementare per evitare che i piloti percorressero un curvone destrorso che sarebbe stato molto pericoloso mancando uno spazio di fuga sufficiente in relazione alla velocità di percorrenza. La pista ungherese è stata progettata per le auto e viene il sospetto che, in relazione al particolare sviluppo e alla conformazione dell'intera area su cui sorge l'impianto, stretta e lunga, la coperta in ogni caso sia corta.
Come potranno risolvere?
Certo è che che qualcosa andrà fatto, ma cosa? Nel week end Superbike sotto i riflettori era finita la curva due. In quello strettissimo imbuto si era verificato al primo giro un groviglio di sette piloti nella carambola innescata da una manovra troppo decisa di
Andrea Iannone. Iker Lecuona aveva subìto la frattura del polso. Anche il texano Garrett Gerloff e lo stesso abruzzese ex MotoGP non avevano potuto continuare il week end per le contusioni rimediate. Il rientro dell'Ungheria nei calendari dei Mondiali più importanti del motociclismo ha portato un mucchio di soldi nelle case del promoter. Di riflesso, anche in quelle della FIM che vende i diritti. Stavolta è andata di extra lusso, ma c'è da correre ai ripari.