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Due piloti appaiati in testa alla
MotoGP, otto successi contro tre della
Honda: ci sarebbe da festeggiare in casa
Yamaha. E invece Jorge che sbanca Brno e aggancia Valentino potrebbe essere il prologo della tempesta. La storia delle corse ce lo insegna, è difficilissimo (se non impossibile...) mantenere i nervi saldi quando il traguardo si avvicina e il confronto è così equilibrato. Figuratevi tra compagni di squadra. Mancano sette round e si ricomincia da zero. Come non bastasse, la Honda è tutt'altro che fuori gioco con
Marc Marquez adesso a 52 punti dalla vetta. La rivalità interna potrebbe aiutare la rimonta della grande nemica non ancora fuori gioco?
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BILANCIA CHE PENDE – Aldilà del pareggio in classifica il quinto trionfo di Lorenzo fa pendere la bilancia dalla parte dello spagnolo. Che non solo ha vinto più di Rossi, cinque contro tre, ma adesso svetta anche nei confronti diretti: è stato sei volte davanti contro cinque di Vale. Vista dalla parte italiana il dato più preoccupante è il distacco che Rossi ha incassato dal compagno di squadra nelle ultime due uscite: oltre cinque secondi la settimana precedente a Indianapolis, più di dieci a Brno. La prossima si corre a Silverstone (30 agosto) dove un anno fa Rossi, terzo, pagò oltre otto secondi a Lorenzo battuto in volata da Marquez. Se uscisse lo stesso ordine ordine d'arrivo, e ci sono forti possibilità, sarebbe un risultato da incubo per tutti e tre: Lorenzo, Rossi e la stessa
Yamaha. Dopo Assen, a fine giugno, la situazione era la seguente: Rossi punti 163, Lorenzo 153, Marquez 89. Negli ultimi tre GP Vale ha lasciato 10 punti al compagno e 22 a Marquez. Pur avendo vinto molto di più la Yamaha non ha ancora ipotecato niente, nonostante le tre cadute (un'enormità) del rivale più pericoloso. Marc, appunto.
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LOTTA FRATRICIDA – La domanda è: il confronto interno Lorenzo-Rossi può giocare a favore della
Honda? Il rischio è molto forte. In
Yamaha hanno una dirigenza di grande esperienza e capacità, che non si è fatta prendere in contropiede dalla situazione. E' da inizio campionato che si sta tentando di stemperare in ogni modo la tensione, facendo passare Jorge e Valentino se non proprio da amici, almeno da compagni leali e rispettosi. Ma il fuoco cova sotto la cenere. La feroce rivalità del 2008, il muro fatto erigere da Rossi perchè l'allora acerbo Lorenzo non potesse carpirne i segreti sono asce di guerra sepolte, ma chissà fino a quando. La Yamaha sa bene che il pericolo non viene solo dalla testa dei piloti, ma anche dalla pressione che arriva dai rispettivi entourages. E qui non c'è confronto: Lorenzo è un pilota (quasi) solitario, Rossi è circondato da una tribù di amici intimi, consiglieri, confidenti. Gente che vive a ridosso dei box e che in vent'anni di battaglie sa benissimo quali tasti premere per destabilizzare il nemico di turno. Jorge non vivrà tranquillo.
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E SE PEDROSA... - In
Honda il quadro è completamente diverso. Se e quando sarà al top della condizione fisica Dani Pedrosa potrebbe rivelarsi un prezioso alleato per Marquez impegnato nella difficilissima rimonta. Brno non fa testo, lo scudiero è partito col piede sinistro mezzo rotto. Ma a Silverstone? Nei primi giri dal box Honda segnalavano a Dani il ritardo da Valentino, segno che la speranza che potesse dare una mano c'era. La storia insegna che è assai difficile che le seconde guide abbiano il potenziale per aiutare i caposquadra. Nel 1983 a Imola Kenny Roberts contava che Eddie Lawson potesse dagli una mano nel duello stellare contro Freddie Spencer, ma fu una vana speranza. Però chi può mai dirlo: in questo Mondiale così tirato anche un'ipotesi statisticamente remota può rivelarsi decisiva.