La MotoGP è finita ma la guerra continua sui banchi del
TAS, il Tribunale d'Arbitrato Sportivo. Ormai il verdetto della pista non è più modificabile, neanche se la corte di Losanna dovesse ritenere che
Valentino Rossi è stato punito troppo severamente per il contatto con Marc Marquez in Malesia. Ma a quel punto si aprirebbe la strada per ottenere un cospicuo risarcimento dalla Federmoto. Il TAS prima del GP ha respinto la richiesta urgente di sospensiva della penalità ma senza entrare nel merito del ricorso. L'arbitrato richiederà mesi ma intanto nella vicina Mies, quartier generale della
FIM, non potranno dormire sonni tranquilli...
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Valencia, il gala FIM: Rossi non si è fatto vedere
QUANTO VALE?- In termini legali si chiama “perdita di chance”, cioè l'impedimento a realizzare una qualsivoglia impresa. E' chiaro che partire in ultima posizione a Valencia ha costituito per Rossi un ostacolo insormontabile nel confronto diretto contro Jorge Lorenzo. Ecco perchè se il
TAS sentenziasse che la
FIM ha avuto mano troppo pensante Rossi potrebbe chiedere soldi. Tanti soldi. Lo studio legale svizzero Maestretti che assiste lo sconfitto avrebbe la possibilità di presentare un conto salatissimo. La vittoria del Mondiale avrebbe garantito una montagna di denaro: premi Yamaha, bonus degli sponsor, merchandise, diritti vari: Rossi è una multinazionale e per la VR46, il braccio operativo negli affari, il danno sarà assai cospicuo. Poi c'è l'aspetto sportivo, che in un contenzioso normale sarebbe configurabile come “danno morale”. Rossi poteva vincere il decimo titolo Mondiale e forse – come sostiene Lorenzo... - all'età di 36 era l'ultima possibilità. Ai fini risarcitori questa è un'aggravante pesante. Quindi stiamo parlando di almeno qualche decina di milioni di €. Per la Federazione Internazionale sarebbe una botta catastrofica.
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E LA DORNA? – Il contenzioso al
TAS è la vendetta di Rossi ma può finalmente mettere a nudo l'incestuoso rapporto tra Federmoto Internazionale e il promoter Dorna. I poteri dovrebbero essere separati: la
FIM è l'autorità sportiva, Dorna il promoter che comprato i diritti commerciali e tv del Mondiale. Ma non è mai stato così, perchè gli spagnoli hanno in mano l'intero giochino. Tanto che in Race Direction a Sepang c'erano tre uomini Dorna su tre: il direttore di gara Mike Webb (inglese) è pagato da Dorna, Franco Uncini che per facciata doveva rappresentare FIM è pagato da Dorna e il terzo, lo spagnolo Javier Alonso, è il numero due Dorna. E' stata Dorna, in una parola, a decidere che Rossi doveva partire dal fondo dello schieramento nella gara decisiva. La decisione, sempre a Sepang, è stata poi portata in appello davanti ai Commissari FIM, che a quel punto figuratevi se potevano metterci mano. Ma avendo suggellato la decisione che Rossi ha portato al TAS, la Federmoto da passacarte è diventata convenuta nel giudizio. E adesso, se gli va male, pagherà. “
Nel 2016 in Race Direction ci saranno tre uomini FIM” ha annunciato a Valencia il presidente Vito Ippolito. Bene, ma troppo tardi...