Valentino Rossi

Valentino Rossi: “Sviluppo Yamaha? Non so cosa aspettarmi”

Valentino Rossi ci riproverà in Catalunya dopo il crollo del Mugello. Ma senza possibilità di mettere mano al motore la stagione 2019 sarà tutta in salita.

6 giugno 2019 - 15:47

La debacle Yamaha al Mugello era stata implicitamente annunciata da Valentino Rossi a Le Mans. Su un tracciato che vanta uno dei rettilinei più lunghi del calendario MotoGP l’handicap di potenza della YZR-M1 è un fattore influente sui 23 giri. Certo, la moto di Iwata non è mai stata la più veloce della classe regina, ma con il livello sempre più alto di competizione e con i costruttori sempre più ravvicinati in termini di prestazione, il motore diventa un fattore imprescindibile.

Ancora una volta i dati della top speed parlano chiaro. Esemplari quelli della terza sessione di prove libere. Record assoluto di Andrea Dovizioso in 356,7 km/, con Valentino Rossi il più veloce delle Yamaha a 348 km/h. Nel 2008  il campione di Tavullia ha conquistato la sua ultima vittoria al Mugello nonostante un gap di velocità massima di 3,2 km/h. Attualmente non solo è aumentato il divario ma con le prestazioni talmente ravvicinate anche una minima mancanza di prestazioni ha un prezzo elevato da pagare. Sul COTA, dove c’è il rettilineo più lungo del Motomondiale (1.200 m), il nove volte iridato nel 2018 accusava una differenza di 5,5 km/h rispetto al più veloce, quest’anno è aumentata a 7,2 km/h.

IWATA SVENTOLA BANDIERA BIANCA?

Quando la velocità massima diventa uno dei punti deboli i piloti tendono a compensare il deficit con un’entrata in curva più aggressiva, una frenata più brusca e un maggior degrado della gomma anteriore. Yamaha ha sempre colmato il gap con una moto agile in curva e nei cambi di direzione, con la velocità di percorrenza nelle curve veloci. Valentino Rossi deve fare i conti non solo con la top speed, ma anche con un cattivo feeling con l’anteriore, che soprattutto al Mugello non gli ha permesso di sfruttare la velocità in curva della M1. “Ad Austin, solo uno o due mesi fa ero molto vicino a vincere. Ora è più difficile, ma non ci arrenderemo e faremo del nostro meglio, quindi nessuno deve preoccuparsi che mi fermi“.

La differenza è che Honda e Ducati, come avvenuto nelle passate stagioni, hanno proseguito con l’evoluzione dei loro prototipi. Ancora una volta lo sviluppo della Yamaha sembra fermo al palo. “Abbiamo bisogno di qualcosa di più serio, perché in alcune aree il divario è davvero grande rispetto alle altre moto. Non cerchiamo un miracolo – ha precisato Valentino Rossi -, cerchiamo di lavorare dove occorre, come nell’elettronica e nell’accelerazione“. C’è attesa per vedere il primo prototipo 2020 nel test di Brno, ma questo significa doversi rassegnare in questa stagione, come ormai avviene dalla seconda metà del 2016? “Onestamente non so più cosa aspettarmi in termini di sviluppo. Anche se ci fidiamo ancora, la situazione del motore e della velocità è questa e non possiamo farci nulla“.

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