pedro acosta moto3

Però, Pedro Acosta! Il rookie-prodigio sul tetto del mondo in Moto3

Pedro Acosta iridato Moto3. Un 2021 da subito pazzesco, qualche alto e basso, la lotta con Foggia in rimonta, il trionfo decisivo. È nata una stella.

8 novembre 2021 - 7:50

L’Autódromo do Algarve di Portimao da questa domenica è di sicuro il nuovo circuito preferito di Pedro Acosta. Qui la battaglia è finita, i giochi si sono chiusi e questo straordinario giovane talento si è preso la corona iridata della classe Moto3 nel suo primo anno mondiale. Qualcosa che non si vedeva dal 1990 in 125cc con il nostro Loris Capirossi (del quale ha mancato il record di precocità di un soffio), un sogno diventato realtà nel Gran Premio di Algarve, penultimo round stagionale. Nel migliore del modi, con la sesta vittoria dell’anno a suggellare un 2021 storico per questo ragazzino di Mazarrón. Dall’anno prossimo già in Moto2, chissà cos’altro può combinare…

La celebrazione da pescatore richiama chiaramente l’inizio di questa storia. A cinque anni ha conosciuto la prima moto regalatagli dal papà pescatore e da lì non si è più fermato. Beh, più o meno, visto che nel 2018 perde per problemi economici la squadra che l’aveva ingaggiato. Una battuta d’arresto che poteva anche essere decisiva, ma nel suo caso non dura a lungo: arriva la possibilità in Red Bull Rookies Cup, la storia riparte. Con questo titolo conquistato nel 2020 approda nel Campionato del Mondo. Prima annunciato in PrüstelGP, poi arriva l’occasione in KTM Ajo. Fin dalla prima gara questo ragazzino allora ancora 16enne si trova improvvisamente al centro dell’attenzione per quello che combina in pista. Vittorie (una dalla pit lane!), podi, costanti top ten, solo ad Aragón rimedia il primo zero del suo anno d’esordio. E rimarrà un caso unico nei 17 GP disputati.

La battaglia di Portimao

Il caso della sorprendente faccia scura a Misano-2 dopo un altro strepitoso podio? È proprio lui a commentarlo. “È vero, al momento ero deluso, ma dopo ho capito che non si può vincere ogni weekend e sono stato contento” ha ammesso in conferenza stampa alla vigilia delle libere a Portimao. Mostrando nuovamente il sorrisetto e la spensieratezza del rookie, più carico che mai. Certo la pressione non era scomparsa, ma “Aki Ajo mi insegna a gestirla al meglio.” Il ‘saluto’ a fine warm up al rivale Dennis Foggia lasciava presagire una bella battaglia in pista ed i due protagonisti si sono presentati puntuali all’appello. Un peccato per il finale inglorioso dell’italiano, ma la lunga lotta ha certo dato un sapore ancora più bello al trionfo finale del giovanissimo spagnolo. Il punto di una stagione mondiale che non si può definire nientemeno che stellare.

 

“Incredibile.” Questa è la prima parola con cui un frastornato ed emozionatissimo Pedro Acosta commenta la sua corona iridata. “Mi è tornato in mente tutto quello che è successo in questa stagione. L’anno scorso ho perso l’occasione di esserci con un altro team, finché Red Bull e Aki Ajo non mi ha dato quest’opportunità. Ma non mi hanno dato una squadra, mi hanno dato una famiglia! Non ho vinto da solo, ce l’abbiamo fatta insieme: i ragazzi non hanno mai smesso di credere in me, nemmeno quando ci sono state brutte gare, sono caduto e ho iniziato a perdere punti. Questo va a tutti loro, sono fiero di loro.” E riguardo Dennis Foggia, “Sono fiero di aver combattuto con lui, di sicuro lotterà per il titolo l’anno prossimo! È il più forte.”

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Foto: Leopard Racing/motogp.com

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