Valentino Rossi ed il suo ranch, nel ricordo di Simoncelli

Da anni Valentino Rossi gestisce un ranch ed una Academy per favorire la crescita di giovani piloti. Il tutto nato in seguito alla scomparsa del grande amico Simoncelli...

17 marzo 2019 - 10:58

Il ranch di Valentino Rossi è ormai noto a tutti gli appassionati del Motomondiale, essendo il posto in cui si allenano il pilota di Tavullia e tutti i ragazzi della VR46 Academy. Pochi sanno però che questo progetto è nato da un evento ben poco allegro: la scomparsa di Marco Simoncelli è stato il momento chiave che anni dopo ne ha portato la costruzione.

Valentino Rossi ha aperto le porte a Sport-Bikes Magazine per mostrare il suo VR46 Motor Ranch. Il nove volte campione del mondo ha realizzato un tracciato che piano piano è diventato una grande idea per praticare lo scivolamento. Si tratta di una pista di 13 curve in totale è circa 2.5 chilometri di lunghezza.

La prima visita al terreno del Dottore risale all’autunno del 2010, accompagnato dal grande amico Marco Simoncelli e da Mattia Pasini. Disgraziatamente un anno dopo Simoncelli perse la vita in quella fatale gara in Malesia. Questo fatto fu un punto di inflessione importante nella vita di Rossi.

Albi Tebaldi, amico d’infanzia del pilota di Tavullia, commenta questo fatto: “Vale e Marco hanno passato tanto tempo assieme, allenandosi e divertendosi. In verità, Simoncelli era l’unico capace di combattere a tu per tu con Vale su una moto. Erano come fratelli e, dopo la morte di Marco, gli mancava qualcosa. Uno o due anni più tardi, Valentino decise di costruire qualcosa di grande. La vita era stata crudele ed era incredibile quello che era successo, ma allo stesso tempo era un segno del destino. Così ha dato vita al progetto.”

“Dopo la morte del suo amico, Valentino ha sentito la necessità di allenarsi con altri piloti” ha continuato Tebaldi. “Alla costruzione del VR46 Motor Ranch è seguita la creazione della VR46 Academy. Voleva così colmare il vuoto lasciato dal suo amico, ma allo stesso tempo aiutare i giovani talenti italiani. A Valentino dava fastidio vedere che la MotoGP era finita in mano a squadre e soprattutto piloti spagnoli.”

“Correre qui è molto più divertente che correre in MotoGP” ha aggiunto Rossi. “Girare su piste di questo tipo è una delle cose più belle che si possano fare in sella ad una moto. Oltretutto non hai pressione, ci sono solo i tuoi amici, puoi giocare e lottare con loro. Per me poi è molto importante, allenarsi da solo tutti i giorni sarebbe molto difficile. Ho iniziato con un paio di ragazzi, per me era già una sfida e l’allenamento era più divertente. Adesso invece siamo 10-15 piloti, mi aiuta a mantenermi giovane.”

Tra questi piloti non manca il fratello Luca Marini, che ha compiuto passi avanti importanti l’anno scorso in Moto2. Contiamo anche il campione del mondo in carica nella categoria intermedia, ora pilota MotoGP, Francesco ‘Pecco’ Bagnaia. Tanti progressi da parte dei ‘suoi’ ragazzi, che hanno lasciato una sensazione positiva a Rossi. “La vittoria di Luca è stata speciale, una giornata indimenticabile. Oltre a ciò, Pecco ha vinto il titolo mondiale con la nostra squadra. Senza dubbio però sono orgoglio di mio fratello e dei suoi progressi.”

La Academy di Valentino Rossi ora comprende 11 ragazzi, tutti presenti nel Campionato del Mondo in questa nuova stagione. Oltre a Bagnaia e Marini, il campione Moto2 2017 Franco Morbidelli, Marco Bezzecchi (contendente al titolo Moto3 l’anno scorso), Nicolò Bulega, Niccolò Antonelli, Andrea Migno, Celestino Vietti, Lorenzo Baldassarri, Stefano Manzi e Dennis Foggia. Per tutti loro, quando non corrono nel Mondiale, non mancano costanti allenamenti al ranch per perfezionare le proprie abilità.

L’articolo originale su motosan.es

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