Valentino Rossi

Valentino Rossi: “I tempi cambiano, prima si giocava a pallone”

Valentino Rossi ribadisce i ritardi Yamaha in accelerazione e top speed. E ricorda la MotoGP di una volta: "Giocavamo a pallone prima di scendere in pista".

30 maggio 2019 - 19:02

Il Mugello, alias Mugiallo, è uno degli appuntamenti più attesi da Valentino Rossi e dai suoi tifosi che accorrono come un fiume in piena nel week-end. Saranno in migliaia ad acclamare il Dottore, a sventolare una bandiera gialla, a indossare una maglietta o un cappellino con il 46, a provare a strappare una foto, un autografo. Esplode la Rossi-mania, tanto da rendere difficile al campione provare ad entrare o uscire dall’autodromo. Poco interessa che una vittoria manca dal 2008, basta il podio dell’anno scorso per esaltare il popolo giallo.

GADDA IN PRIMA LINEA NEL BOX DI ROSSI

La Yamaha non arriva al massimo della condizione tecnica, nel box il guru dell’elettronica Michele Gadda lavora in prima linea. Dalla ECU Magneti Marelli si attendono i passi avanti più consistenti. Il regolamento non consente modifiche al motore che pare sia uno dei punti deboli della M1 2019 e con il lungo rettilineo del Mugello non è una buona notizia. Ma non essendoci ripartenza dalla bassa velocità il gap in accelerazione potrebbe non influire sulle prestazioni. “Bisogna vedere quando entriamo in pista, perdiamo in accelerazione e nelle curve lente, tipo Le Mans, nelle curve da prima e seconda marcia. Quest’anno abbiamo migliorato tante cose – ha detto Valentino Rossi a Sky Sport -, ma gli altri vanno più forte in accelerazione. Poi c’è anche la top speed qui al Mugello, ma il rettilineo è solo uno“.

DETTAGLI E FUTURO

La concorrenza ha limato i propri ritardi e i lunghi curvoni veloci non sono più un grande vantaggio per il team Yamaha. “Sono cambiati i tempi, come in tutti gli sport. Venti anni fa era tutto un po’ più romantico, adesso si lavora tutti sotto tutti i punti di vista. Dalla preparazione dei piloti, dalla preparazione fisica, ma anche alla preparazione dalla gara. Prima si giocava a pallone nel paddock e poi in pista si vedeva… Ora si studia, si guarda, c’è più da studiare, tipo l’elettronica“. La vittoria sembra ancora teoricamente lontana, anche se nella pratica Valentino Rossi è la solita ‘bestia da gara’, capace di stravolgere pronostici e risultati. Ma la casa di Iwata si sta muovendo diversamente per il 2020. “Noi abbiamo sempre provato il primo prototipo dell’anno dopo nel test di Brno, ma questo dal 2016 non è più successo. Abbiamo iniziato a perdere terreno, invece stavolta ci sono delle idee e sembra che avremo da provare qualcosa di nuovo. Ma per capire meglio bisognerebbe parlare con i giapponesi della Yamaha“.

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