MotoGP, Jorge Lorenzo solleva il malumore Ducati: “Molti si pentono…”

Jorge Lorenzo alla vigilia del GP di Assen mette in risalto alcuni malumori nel box Ducati: "Molti si pentono di non continuare questo progetto. Dall'Igna uno di questi".

29 giugno 2018 - 4:55

Jorge Lorenzo e Honda sono il tormentone dell’anno, il leit motiv che accompagnerà questo Motomondiale, compresa la pausa invernale fino ai primi test e l’inizio del prossimo campionato. Il nuovo connubio preannunciato desta curiosità negli appassionati e qualche preoccupazione ai diretti avversari, compresi Marc Marquez e Valentino Rossi. Prima di quel momento ci sono ancora 12 gare in sella alla Ducati, a cominciare da questo week-end ad Assen dove il maiorchino è chiamato a confermare l’inedito stato di grazia instaurato con la Desmosedici dopo circa una stagione e mezza di risultati deludenti, malumori dentro e fuori al box rosso, critiche al suo ingaggio multimilionario.

IL DUBBIO DI ASSEN – L’impressione è che Jorge Lorenzo possa rispedire ai mittenti ogni incertezza, compresi alcuni vertici di Borgo Panigale che hanno smesso anzitempo di credere in lui, spingendolo così tra le braccia della concorrenza. Ad Assen arriva a furor’ di popolo, pronto a mettere in moto i mulini a vento dell’Olanda, ma con i piedi ben saldi a terra. Perchè i frequenti cambi di direzione non giocano a favore della GP18. “Il grande favorito è ancora Márquez, lui è quello che ha più tranquillità, anche se d’altra parte ha anche più pressione, perché ha più da perdere rispetto a noi. Dobbiamo avere i piedi per terra, perché abbiamo vinto solo due gare e dobbiamo vedere il livello su altri circuiti. E Assen è un’opportunità per dimostrarlo perché è un circuito con meno linee, più curve collegate“. L’obiettivo sarà correre in difesa per trarre il massimo da un GP ostile, in attesa di tracciati più favorevoli alla potenza e all’aerodinamica della Ducati. Ma tentare l’azzardo non è proibitivo ora che si parte da un’ottima base: “Sarà molto difficile ottenere la terza vittoria qui – ha detto Jorge Lorenzo ai giornalisti presenti ad Assen -. Anche se nel mio caso non ho ottenuto ottimi risultati qui e devo dimostrare di essere di nuovo il Lorenzo di altre categorie, dove ho vinto qui. Quello che devi provare è finire la gara e ci saranno circuiti dove non puoi vincere e dove non puoi salire sul podio“.

MALUMORI IN DUCATI – Claudio Domenicali, contento dei nuovi successi, ha chiesto il titolo mondiale al pilota spagnolo, ma il #99 non ha peli sulla lingua nel ribattere e nel far emergere qualche dissapore all’interno del box Ducati: “Gli ingegneri sapevano fin dal primo giorno di Valencia nel 2016 e dopo i fallimenti che la nuova moto aveva avuto a Sepang e Buriram. Se (gli aggiornamenti, ndr) non erano stati portati prima, era perché non sapevano come farlo, o non davano la priorità a ciò che chiedevo“.  Impossibile nascondere un certo malumore per il suo addio tra i vertici della Rossa: “Ci sono persone che si pentono di non poter continuare con questo progetto. Suppongo che Gigi Dall’Igna sia uno di questi. Non abbiamo parlato direttamente dell’argomento, ma ho la sensazione che sia così“. Jorge Lorenzo potrebbe portare nel box Honda alcuni segreti della Ducati e trascinare con sè anche il suo ingegnere di pista Christian Gabarrini: “Non è qualcosa che dipende da me. L’anno prossimo non avrò il potere decisionale che ho in Ducati e sarà qualcosa che la mia futura squadra deciderà“. Qualora non dovesse arrivare il nullaosta della Honda sarà affiancato da Ramon Aurín ingegnere HRC da molti anni, uomo fidato dell’azienda nipponica, che ha lavorato con piloti come Andrea Dovizioso e Dani Pedrosa, con Jack Miller in Marc VDS e con Takaaki Nakagami nella LCR.

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