MotoGP, Francesco Guidotti

MotoGP, Francesco Guidotti: “Vi parlo di Jerez, Jack Miller e mercato”

Intervista esclusiva a Francesco Guidotti a dieci giorni dall'inizio della stagione MotoGP. Viaggio a Jerez, aspettative su Jack Miller e mercato piloti

4 luglio 2020 - 7:40

Inizia il conto alla rovescia verso la stagione MotoGP 2020, un anno in cui comunque vada sarà ricordato per sempre negli annali di storia. Dalla prossima settimana piloti e addetti ai lavori dovranno effettuare tamponi per il Covid e rispettare un week-end di semi-quarantena prima della partenza. Con Francesco Guidotti, team manager del team Ducati Pramac Racing, viviamo questa spasmodica attesa verso il GP di Jerez.

Come vi state preparando in vista della prima gara? Partirete con un volo privato?

C’è un protocollo comportamentale da seguire nel paddock e anche al di fuori. Noi non arriveremo con un volo privato, ma c’è chi lo farà. Prima per andare a Jerez avevamo dieci scelte, ora tre. I voli sono ridotti all’osso. Non abbiamo preso un volo privato anche per questioni di costi, mentre Ducati factory organizzerà un volo privato per lunedì mattina. Un minimo di libertà c’è, ma ci viene chiesto di fare spostamenti pista-albergo e albergo-pista, evitando ristoranti dove non ci sia personale non del nostro ambiente. I voli privati purtroppo non tutti possiamo permetterceli. Dopo le due tappe di Jerez torneremo a casa e prima di Brno faremo un altro giro di test Covid.

Jack Miller arriva a questa stagione MotoGP con un nuovo contratto già in tasca. Che aspettative avete?

Le aspettative con Jack Miller sono di fare meglio dell’anno scorso. Ogni anno si cerca sempre di migliorare qualcosina. L’anno scorso è andata abbastanza bene soprattutto nella seconda parte di stagione. Non mi dispiacerebbe ricominciare da quel livello. Le condizioni sono un po’ particolari, ma saranno così per tutti. I piloti che guidano un po’ più di istinto e meno di sofisticazione saranno avvantaggiati.

Sentirà maggiormente la pressione dopo la firma del contratto?

Quando non hanno il contratto guidano sotto pressione. Se un contratto ce l’hanno magari guidano un po’ più spensierati però magari col pensiero di dimostrare che quel contratto l’hanno meritato. In MotoGP è impensabile correre senza pressione per un motivo o per l’altro. Fa parte dell’essere pilota saper gestire la pressione.

A che punto è la trattativa con Jorge Martin e chi saranno i piloti Pramac nel 2021?

La trattativa con Jorge Martin non sposta chissà quali equilibri, è una trattativa come altre. Certo, ci sono state trattative che hanno mosso il mercato, come Pol Espargarò, quindi Jorge è passato in secondo piano. Se ne sta occupando Ducati, la sta portando avanti insieme ad altri. Zarco è un pilota Ducati, potrebbe esserci anche lui come pretendente. Se facesse bene lì  potrebbe anche bypassarci, non siamo un passaggio obbligato per il team ufficiale. I posti liberi sono uno e mezzo, non voglio considerare libera la sella di Pecco Bagnaia, perché sono sicuro che quest’anno farà vedere cosa non è riuscito a far vedere l’anno scorso, anche per colpa della sfortuna.

Cosa pensi delle irregolarità nei test privati di cui si parla nelle ultime ore?

Non mi sembra ci sia l’intenzione di fregare. Se non si può fare non si discute. E’ una limitazione che non ha risvolto tecnico, ma più che altro economico. Non c’è nulla come guidare una MotoGP, quindi se qualcuno avesse fatto qualcosa di irregolare non ne trae vantaggio. Secondo me non c’è da puntare il dito.

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